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Found 34 results

  1. Ciao. Ho un nuovo mezzo per fare gravel e la borsa che ho non va bene. Ha fatto 2 uscite di prova ed è quasi "immacolata". In linea di massima va bene per telai moderni (sloping) dal 55 orizzontale in su e per telai tradizionali dal 53 in su. Sono disposto a spedirla ma sarebbe preferibile avere la possibilità di provarla o comunque misurare in modo preciso le quote del telaio per verificarne la compatibilità. Non appena rientro a Milano carico qualche foto più dettaglia. Eventualmente la scambio con una borsa al manubrio di pari livello. Dettagli qui: http://www.lastazionedellebiciclette.com/prodotto/internode-miss-grape/ Cosa*: Borsa al telaio Miss Grape Tipologia: pista / corsa / ss / altro (specificare): NAMarca: Miss Grape Modello: Internode 50.6 Taglia / misura: Large Stato*: nuovo / usato / altro (specificare): usato una settimanaSegni di usura o segni particolari *: nessuno Prezzo*: 70 + spese di spedizione (pagata 99€) Costo e tipologia spedizione*: pacco ordinario poste (dovrebbe avere un costo di 9€) Precedenza*: primo in coda / ritiro a mano / altro (specificare): ritiro a mano a Milano/ dintorniIn vendita su altri canali*: a breve su subito
  2. Ciao a tutti, Ammetto di essere un po una merda perche' scrivo raramente e principalemte quando ho bisogno, ma vivendo a Londra i miei contributi possono essere limitati e di solito passo il tempo su LFGSS, se non bevo birra. Mi son licenziato un anno fa ed ho passato l'ultimo anno in viaggio per il mondo, zaino in spalla, esperienza che raccomando a tutti. Subito prima del viaggio con lo zaino, e dopo esserci licenziati (pure la mia ragazza ha fatto la stessa cosa) ho fatto alcuni viaggi in bici piu' consistenti del weekend allungato, tipo da Londra a Cesena con la mia ragazza (mia citta' natale) e poi la bellissima Torino Nizza con alcuni ragazzi del forum. Bene, tutto questo per dire che dopo un anno senza bici sotto al culo la voglia e' alle stelle. Per questo abbiam deciso di tornare un po prima in Europa e fare un viaggio in bici prima di tornare alla vita da adulti a Londra. Long story short: Partendo da Cesena pensiamo di andare verso nord fino alla Slovenia, e da li scendere erraticamente fino all'Albania, da dove poi prendere un traghetto per Ancona e rientrare a Cesena il tutto in circa un paio di mesi e 3000/4000km. Ora la parte in cui ho bisogno dell'aiuto del forum: consigli su posti da non perdere, route mozzafiato, campeggi stupendi, qualsiasi cosa vi venga in mente. A breve iniziero' seriamente a mettere insieme la route per cui ogni contributo lo accetto piu che volentieri! Ecco alcuni punti che ho gia' in mente (non necessariamente in ordine): Italia: Burano, Monte Grappa Slovenia: Parco Nazionale Triglasvki, Bled, Lubjiana Croazia: Plitvicke Bosnia: Sarajevo, Mostar Montenegro: Kotor, Durmitor, Lovcen Serbia: Belgrado Albania/Macedonia: Ohirid Come potete vedere, non ne ho un'idea ed ho molti compiti a casa da fare. Appena la route sara' un po meglio dello sgorbio attuale, la postero' qua sotto! Grazie a tutti del contributo! PS. Se qualcuno fosse interessato a foto dei viaggi in bici e/o con lo zaino, IG: @gioelenunziatini, @wanderers.on.purpose
  3. Ospitalità 27 maggio

    ciao a tutti, cerco ospitalità per una sera, va benissimo anche giardino o orticello, sono in tenda e mi adatto. Grazie a todos
  4. Canifornia - Calisciolti

    A Gennajo dovevo andare in California per aiutare un amico a fare dei minidocumentari. Siccome dopo questo "lavoro" avevo 2 settimane libere ho costretto @marianel a raggiungermi. Lui che e' montanaro voleva a tutti i costi vedere il deserto e così siamo andati a fare un giretto di qualche giorno. Eravamo ospiti da amici a Palos Verdes, poco sotto Compton, LA. Abbiamo preso una macchina a noleggio, ci abbiamo caricato le bici e siamo andati sopra San Diego, che di farci così tanto asfalto in bici non c'era cazzi. No. Ecco le bici scaricate dalla bici e assemblate: Si nota subito che Cello ha fatto i compiti a casa e me lo ha tirato in culo benebene portando la bici con le gomme grosse. Pero' lui sta male, tipo ha la febbre o qualcosa del genere, fattosta che si patisce parecchio all'inizio, non e' così dope ecco. io perdo lascio il cappellino preferito a km di distanza e devo tornare indietro a prenderlo che non sia mai che vado nel deserto senza cappellino. Si sale, si scende, si arriva al passo di Anza Borrego e si incontra due ciclisti che forse ci vogliono tenere per mano, non so. Ci indicano un percorso alternativo che involontariamente prendiamo. si comincia a scendere verso il deserto, io casco da fermo e madonnaputtano i cantilever. nel deserto comincianoad essere un po cazzi: le ruote, specialmente le mie, affondano nella sabbia e in molti punti faccio fatica pure a spingerla, la bici. inutile dire che tutte le soste erano state programmate in funzione della presenza o meno di birra, qui tipo l'abbiamo preso in tasca che il negozio era già chiuso e riapriva tipo dopo tre giorni. altro deserto, altre bestemmje. deserto quello vero: disperazione, mista a stokeness di quella pesa. quando il deserto comincia veramente a rompere il cazzo ci imbattiamo in un acquitrino con canneto impenetrabile che pareva la border: il tracciato era un ruscello, con acqua. Qui la borraccia depurante viene testata. Ci sono molte altre foto del resto del giro che arriva poi ad Idlywild, forse dopo le pubblico. Qui la traccia del giro, come si evince dai numerosi KOM siamo andati fortissimo: https://www.strava.com/activities/1390472189 IMG_2278.MP4
  5. Ciao Ragazzi, abbiamo preso i bilgietti aerei! il primo giugno imbarchiamo le bici fisse (io e la mia compagna) e partiamo alla volta di Catania, da quì in scatto fisso contiamo di risalire a Trieste in 9 - max 10 gg (tenendo conto che il primo giorno inizieremo a pedalare nel pomeriggio). le tappe indicative dovrebbero essere: Catania - Messina (Traghetto) Reggio Calabria - Paola - Agropoli - Sorrento - Sora - Spoleto - Rimini - Venezia - Trieste in realtà durante il viaggio ci piace improvvisare e quindi qualcosa cambierà di sicuro. se qualcuno ha dei consigli su percorsi che rispettino più o meno questo tragitto sono i benvenuti Mi farebbe molto piacere incontrare qualcuno durante il viaggio, quindi chi avesse volglia di pedalare qualche km con noi è il benvenuto, purtroppo visti i tempi stretti non sarà facile darci appuntamenti ma cercherò di pubblicare sul mio profilo fb ( https://www.facebook.com/enrico.bernardi.395 ) i programmi della giornata in modo da incrociarci strada facendo. aspetto consigli e compagnia :)
  6. Incontro con Dino Lanzaretti

    Domenica 28 gennaio 2018 alle ore 18.00 sarà con noi Dino Lanzaretti appena tornato dal suo ultimo incredibile viaggio in bicicletta, iniziato un anno fa nella gelida Siberia!Presenta l’incontro Pietro Osti, speaker di RadioBue.it. IN SINTESI Nome evento: Incontro con Dino Lanzaretti Dove: Laboratorio Culturale I'M - via Brustolon 3 - Abano Terme (PD) Orario di ritrovo: alle ore 18.00 Data: Domenica 28 gennaio 2018 Tipo di evento: documentario - intervista / cena / aperitivo Tipo di bici: qualsiasi bici Costo iscrizione: Ingresso gratuito con tessera 2018 dell’Associazione Culturale Khorakhanè (Il costo della tessera è di € 5,00 e ha validità annuale) Link evento FB: https://www.facebook.com/events/169788433634767/
  7. Domenica 28 gennaio 2018 alle ore 18.00 sarà con noi Dino Lanzaretti appena tornato dal suo ultimo incredibile viaggio in bicicletta, iniziato un anno fa nella gelida Siberia!Presenta l’incontro Pietro Osti, speaker di RadioBue.it. IN SINTESI Nome evento: Incontro con Dino Lanzaretti Dove: Laboratorio Culturale I'M - via Brustolon 3 - Abano Terme (PD) Orario di ritrovo: alle ore 18.00 Data: Domenica 28 gennaio 2018 Tipo di evento: documentario - intervista / cena / aperitivo Tipo di bici: qualsiasi bici Costo iscrizione: Ingresso gratuito con tessera 2018 dell’Associazione Culturale Khorakhanè (Il costo della tessera è di € 5,00 e ha validità annuale) Link evento FB: https://www.facebook.com/events/169788433634767/
  8. Ciao a tutti, non pensate sarebbe bello organizzare per la primavera/estate qualche pedalata collettiva con un paio di notti in campeggio da qualche parte? Roba totalmente "unsupported" con campeggio libero e good vibez: Si pedala, si campeggia, si mangia, si beve, si fa festa, si parla e ci si gode un po' la vita all'aperto. Chiaramente sarebbe difficile riunire gli utenti di tutta Italia, perciò pensavo intanto a una serie di uscite "per zona" , esempio, Nord-ovest / Nord / nord-est e via dicendo. Posti fighi , belli da visitare e belli da pedalare, dove nessuno rompe le palle, dove ti senti in pace con tutto, che siano mare, montagna, collina o pianura ce ne sono tantissimi e sono sicuro che ognuno di noi può dare un contributo segnalandoli o condividendo le proprie esperienze. Ci si può poi organizzare per le cose necessarie in base al gruppo che si crea di volta in volta, in modo da aiutarsi a vicenda e dividersi i "compiti", diventare una carovana di nomadi in bicicletta ehehehe. Una occasione per conoscere anche gente nuova e rivedere gli amici al di fuori delle solite gare, più rilassati e senza orari da rispettare. che dite? vi garba l'idea?
  9. - Prezzo: in offerta acquistata per 93 euro - Descrizione: sacca da bikepacking modulabile comprensiva di 2 unità separate, il supporto si ancora a sella e reggisella in 3 punti, sa sacca impermeabile (classico sacco stagno come altri 1000) si infila nel supporto e viene tenuto stretto da una singola cingia di chiusura - Periodo di utilizzo: 4 giorni in tour tra Germania, Austria e Svizzera - Tipo di utilizzo: bikepacking lazzarone/ludico tra b&b e hostels - Pregi: il supporto è ben rifinito in cuciture, cinghie, nastri e fibbie; Il sistema è completamente modulabile, quindi si possono inserire sacche stagne più piccole o più capienti a seconda delle necessità (non per forza Restrap) , le stesse sacche posso essere utilizzate anche fissate a stuff-cage o simili in altre occasioni. La sacca da 8litri per il sottoscritto che viaggia abbastanza minimal è risultata sufficiente per 4 giorni di viaggio. Contenuto: una felpa, un paio di scarpe barefoot, 2 calzini, una mutanda, pantaloni cotone lunghi, pantalone cotone corti, maglietta ricambio, spazzolino e dentifricio. - Difetti La sacca stagna al primo riempimento si è rotta in 2 punti: strappo da 1cm a metà sacca circa, strappo da 2cm sull'apertura. La rottura è avvenuta durante la compressione per fare fuoriuscire l'aria e compattarla Durante la marcia la sacca non è stabilissima, ma ha una moderata oscillazione. Il mio compagno montava una MissGrape (soggetta anch'essa ad una rottura di un anello in plastica) e la sacca era molto più stabile sulla bici. - Rapporto qualità prezzo Costa meno dei concorrenti Apidura, MissGrape, RD, ecc eccc..... è una soluzione semplice ma sull'efficacia NON HA CONVINTO! - Prodotti simili provati e relativi paragoni La Miss Grape del mio compagno era più stabile e robusta. Il peso da vuota è però chiaramente superiore. - Lo ricomprerei si/no e perchè Aspetto la restituzione in garanzia, avendola comprata con quella da telaio in misura media, che aveva dimensioni perfette per l'installazione su 2 telai, e che per il momento non ha dato nessun problema, non sparo sentenze su Restrap. Tant'è però che una DRY BAG per bikepacking servirebbe di ben altra robustezza e fattura. Sperando di aver fatto cosa gradita. Saluto
  10. Tool Roll Bag

    non sapevo in che sezione scrivere...sto cercando una borsetta porta attrezzi da mettere sottosella, di quelle morbide che si arrotolano, tipo questa ne avete qualcuna da consigliare/suggerire? grazie mille
  11. In realtà dovevamo rientrare in bici a Trieste ma un problema di salute ci ha costretti ad interrompere la pedalata a un giorno (175 km) da casa. partiti da casa il venerdì pomeriggio, rubando qualche ora al lavoro, siamo arrivati la sera a Lubiana dove abbiamo cenato e bevuto alcune birre con l'amico Bor, sabato siamo partiti in direzione Budapest e in 2,5 gg di belle strade, salite/discese e vento contrario abbiamo raggiunto la prima meta dedicando poi il pomeriggio a fare un po di turismo (la avevamo già visitata in passato) e la sera ad una lauta cena, martedì abbiamo fatto una tirata fino a Bratislava tappa di pianura con un vento caldo pazzesco ovviamente sempre in faccia, cenetta e poi giornata di pausa per visitare la città, giovedì siamo ripartiti verso casa, passando per l'Austria, percorsi stupendi, salite (e discese) fino al 18% e rientro in Slovenia passando per Maribor; purtroppo venerdì, causa uno stratempo in arrivo, invece che arrivare a Celje ci siamo dovuti rifugiare in un b&b 25 km prima, giusto in tempo prima che si scatenasse l'inferno, non trovando un locale aperto per mangiare qualcosa abbiamo optato per l'unica cosa aperta nelle vicinanze: un kebabbaro. Rientrati in stanza inizia a salirmi la febbre fino a 40° e al mattino iniziano anche i problemi intestinali, imbottito di paracetamolo e immodium proviamo a ripartire ma già dopo la prima salita tosta la febbre ritorna e decidiamo di fermarci a Celje dove arranco fino ad un hotel dove passerò 24 ore chiuso in stanza fino a che delle anime pie non vengono da Trieste in macchina a recuperarci. combinazione i problemi si sono verificati proprio dove il percorso del ritorno si andava a sormontare con l'andata ma avremmo comunque preferito rientrare con le nostre forze ma è stato comunque un bellissimo cicloviaggio in autonomia, 1.100 km, 6.500 d+, bikepacking, con le scatto fisso e 1 freno in due :) non vedo l'ora di ripartire!
  12. Ciao a tutti, partendo da questa discussione: mi sono sentito un po' con @Sebagallizia e volevo farvi vedere cos'è riuscito a fare il ragazzo.... sono andato oggi a Milano a ritirare la framebag che @Sebagallizia ha fatto su mie specifiche (=https://www.apidura.com/product/road-frame-pack-small/) ho fatto una trentina di chilometri per tornare a casa e non ho riscontrato problemi ovviamente ora non mi resta che provarla un po' di tempo e km ma già così devo dire che il lavoro che ha fatto è ottimo..... Vi metto qualche foto che @Sebagallizia mi ha inviato mentre era all'opera e qualche foto della borsa montata sulle due bici...
  13. Ciao a tutti, con 2/3 amici stiamo organizzando un viaggetto verso maggio, sarebbe il nostro primo viaggio in bici e quindi vorremmo partire senza esagerare, diciamo massimo una settimana. Viviamo a Milano e Torino, ma non necessariamente dobbiamo partire da qua. Consigli su qualche itinerario? @maicol3 @Robixx
  14. Scusate il titolo del menga ma non saprei come dirlo meglio, ora vi spiego: Il buon Marco di Empoli mi ha fatto una frame bag bellissima ma il "problema" e' che le borracce ci stanno a pelo, sapete no come va la cosa, ci stanno ma tirarle fuori e' una menata perche praticamente toccano sopra. Allora una soluzione sarebbe i portaborraccia a carico/scarico laterale (e qui vorrei dei consigli) ma la cosa migliore sarebbe un portaborraccia laterale che abbia il punto di appoggio inferiore della borraccia ben sotto il buco per il bullone inferiore. Insomma che permetta di montare il portaborraccia più in giu. Mi son spiegato?
  15. Ciao a tutti popolo di FF, torno con una delle mie recensioni, questa volta su una combo di oggetti che ho usato per un breve giro (5 gg) all'isola d'ELBA - Tenda CAMP MINIMA 1 SL (monoposto) http://www.pescifirenze.it/scheda_articolo.asp?idarticolo=2351 - Sacco a Pelo Forclaz light 15 gr taglia S (170 cm) http://www.decathlon.it/sacco-a-pelo-forclaz-15light-viola-destro-id_8242831.html - Materassino Forclaz Air http://www.decathlon.it/materassino-forclaz-air-id_8298497.html - Prezzo: Tenda Camp MINIMA 1 SL 125 euro Sacco a pelo : decathlon 35,95 Materassino: decathlon 39,95 - Descrizione: A parte la tenda il resto fa parte della linea di decathlon per il campeggio marca Quechua - Periodo di utilizzo: Utilizzati per ora in un giro cicloturismo a Settembre all'isola d'elba di 5 giorni. - Pregi: Tenda: La Camp minima SL è credo una delle tende migliori da cicloturismo. Il pregio più grande è sicuramente la "compattezza" e il peso (tutta la tenda compresa di paleria e picchetti non arriva ai 950 gr!!!! La tenda è una doppio telo, quindi permette di avere un comfort notturno a livello di normali tende più capienti. Si monta con estrema facilità. E' a prova di idiota, anche per chi come me non aveva dimestichezza con il campeggio è impossibile non riuscire. L'interno è rifinito benissimo con ganci e tasche, il telo esterno è ben cerato e risponde bene a una pioggia leggera (io ci ho dormito sotto due ore di pioggia leggera). Il design è molto bello e una volta messa in tirare è solida. La paleria è leggera e maneggevole. I picchetti sono forse la sorpresa più bella, leggerissimi ma in buon duralluminio. non si piegano facilmente. ce ne sono almeno 5 in più. La tenda si piega con molta facilità e rientra nella propria custodia, bastano un paio di volte per imparare. Sacco a pelo: leggero, non esageratamente coprente ( da considerare che io non ho mai freddo, quindi di solito mi ci infilo a metà nottata). Si ripiega bene, finiture ben fatte. molto leggero. Il pregio maggiore è la custodia con fibbie che permette di spremerlo e ridurne parecchio il volume. Anche questo lo rende ottimo per il cicloturismo. Ovviamente essendo io un nano la misura S rende il sacco molto piccolo. Materassino Air: Questo è stata la vera sorpresa, l'ingombro è veramente minimo, più piccolo del sacco a pelo. Si ripiega veramente molto bene. Si gonfia facilissimamente a bocca, la valvola ha un meccanismo di blocco dell'aria che non lo fa sgonfiare, permettendo di gonfiarlo con estrema facilità. E' molto comodo, anche ben gonfiato. Una volta sgonfiato si riesce a rimetterlo nella sacca che lo tiene chiuso molto facilmente. La combo sacco a pelo + materassino entrano bene nella borsa sotto sella KTM, uno accanto all'altro, prendendo poco meno della metà della lunghezza della borsa. - Difetti: -Tenda: Non ha dei VERI difetti, l'unico problema è il prezzo, 125 euro, vi posso garantire per che LI VALE TUTTI. L'unico piccolo difetto di progettazione è un filo che serve per legare lo sportellino interno che almeno a me penzolava esattamente sulla faccia. La camera interna è data per 220x90 cm , anche se io HO PIù DI QUALCHE DUBBIO DI COME QUALCUNO CHE SIA PIù ALTO DI 180 CM RIESCA A STARCI COMODO. Devo fare una prova con @Visconte Cobram -Sacco a Pelo: per ora non ho trovato grande difetto , in relazione al prezzo contenuto. - Materassino: Anche per questo non ho trovato grandi difetti, se non si fora con facilità, è veramente un ottimo prodotto per il prezzo che costa. Va provato più a lungo. - Rapporto qualità prezzo: Tenda : costo alto ma prodotto che vale il prezzo Sacco a pelo e Materassino: per il prezzo che costano sono ottimi prodotti. - Prodotti simili provati e relativi paragoni: Ho una tenda monotelo che ho usato una volta sola. Non mi sono trovato male nemmeno con quella, ma il montaggio della Camp è molto più facile e l'ingombro è minore. Il peso non è molto differente. Il comfort interno è a favore della CAMP, doppio telo. - Lo ricomprerei SI /no , perchè Perchè con questa combinazione, che sono riuscito a far entrare agilmente sulla mia bici caricata con borse da bikepacking, ho fatto un giro di 5 gg all'isola d'Elba , montando tutte le sere e smontando tutte le mattine per cambiare posto. Lo smontaggio di tutto quello che avevo prendeva circa un ora, il solo smontaggio dei tre pezzi recensiti era di circa mezz'ora, poi dovevo sistemare la bici ricaricandola. Se avete esperienze, opinioni o volete aggiungere qualcosa siete i benvenuti.
  16. Giro dell'Elba

    Buonasera a tutti, da Lunedì 12 a Venerdì 16 sarò all'isola d'Elba faccio il giro dell'isola in solitaria se qualcuno capita o è in zona fatemi sapere ci vediamo per birrette, se vi volete aggiungere fatemi sapere, vi avverto però, il mio programma consiste nel parlare il meno possibile con degli esseri umani, salvo le minime interazioni indispensabili. Cheers
  17. Bikepacking - Sicilia

    Ciao a tutti, Stavo pensando di farmi una settimana in giro per la Sicilia in bici, piu precisamente la settimana prima di Natale per poi rientrare a casa il 24/25. Pensavo di farlo con bdc e bikepacking setup, non so ancora se dormendo in tenda o couchsurfing/warmshowers/airbnb/hostels. L'idea per ora e' di volare su Palermo e da li partire in senso antiorario scendendo giu. Ancora non ho le idee chiare, ma le prime preoccupazioni gia' iniziano a farsi avanti, per esempio, qualcuno sa dirmi piu o meno qual e' la temperatura media? O piu o meno a che altitudine e' lo zero termico? Qualsiasi idea/route/gpx/frammento di informazione e' piu che ben accetto, per ora sto pensando 120/140km al gg massimo (date le 7/8 ore di luce soltanto) che potrebbero scendere nel caso di dislivelli importanti (ergo troppo poco tempo per fare qualcosa come Sicilia Non Stop). Grazie Gio
  18. apro questo thread per radunare in un colpo solo tutte le esperienze e recensioni sulla borsa da turismo con il maggior (spero) rapporto qualità/prezzo dato che costa tipo un quinto delle Apidura. la borsa KTM! cito qui in ordine sparso che la usa o vorrebbe prenderla @andrygroove @Xero @mpagha29 @Fuser @Revo
  19. Buondì, ritorno con uno dei miei messaggi chilometrici per raccontarvi una scampagnata che mi sono fatto qui in Spagna un paio di settimane fa. Avevo aperto la discussione sulle mie scorribande iberiche che alla fine non ho mai aggiornato, ma qui vorrei aprire un topic apposito. Visto che prevedo uno sproloquio immane, lascio subito il riassunto a disegni per i più pigri (o privi di tempo); tutti gli altri sono avvertiti, dopo la foto ha inizio il racconto. È da quando mi sono trasferito quaggiù, nell'estremo Sud della penisola iberica, che mi frullava per la testa l'idea di tornare in Italia in bici ad agosto, poi ho realizzato che sarò sommerso di lavoro in quel mese e, complice che segnalò qualche mese fa la Pantumacona, critical mass interplanetaria barcellonese, ho partorito un piano alternativo. Finito il periodo più accademicamente caldo, esaurite le ore di tirocinio, compro un biglietto, impacchetto la Olmo e intraprendo un viaggio in bus apocalittico di venti ore verso la capitale catalana, attraversando luoghi sperduti a velocità Stravabili. Arrivo nella città delle ramblas all'alba di un giorno qualunque, reincontro vecchi amici e conosco nuova gente, girovago per festicciuole e cascine, partecipo alla tanto agognata Pantumacona e, all'alba di un altro giorno qualunque, abbandono la città delle ramblas diretto verso la comunità autonoma di Aragona. Questo è il giorno zero del viaggio, la cartina tornasole della validità della mia idea malsana, ovvero quella di percorrere la Spagna in fissa, senza freni e con un po' di bagaglio. Ho fatto qualche viaggetto, ma mai con la bici montata così, e ho ritenuto che i tempi fossero maturi per lanciarsi nell'impresa. Come dicevo, partenza alle cinque da Barcellona e 280 chilometri, da coprire in giornata, tra me e la meta. Con le strade pressoché deserte, mi impossesso dei vialoni cantando Eskimo, mi divoro i saliscendi in uscita dalla città e mi indirizzo verso Martorell. Il sole spunta e le gambe girano bene, non cesso di mangiucchiare, mungere acqua dalla borraccia e canticchiare. Il diavolo, però, è dietro l'angolo e si manifesta sotto forma del malefico GoogleMaps che, non avendo io preparato la lista di paesi da attraversare da appiccicare sull'orizzontale come sempre faccio, si burla di me e organizza una Google Gravel®. Pur in mezzo a paesaggi collinari magnifici, mi ritrovo a pedalare su una strada bianca in mezzo al nulla, che poi si stringe, si deteriora e finisce in un borghetto medievale senza via d'uscita. Riguadagno la civiltà e, in mezzo alle salite pedemontane nei dintorni di Igualada, percorro qualche chilometro con un arzillo quanto anziano ciclista locale che mi indica la retta via. Procedo quindi sulla strada nazionale verso Tárrega quando la mia catena, provata da nove mesi di abusi, decide di abbandonarmi distruggendo due piastre interne contemporaneamente. Ho solo una maglia di ricambio, per cui mi obbligo a pedalare lentissimamente fino al primo negozio di bici di Tárrega, dove il ruvido ma disponibile meccanico, che tratta soprattutto motozappe e decespugliatori, mi instrada verso l'uscita dalla Catalogna. Con le gomme alla pressione giusta e una catena nuova, parto rinvigorito, mi fermo a mangiare uno dei migliori falafel della mia vita ad Alfarrás e supero il confine tra Catalogna e Aragón passando sotto alle arcate di un monumentale acquedotto romano. La comunità di Aragona mi rapisce da subito: strada dritta che asseconda i saliescendi dei campi sinuosi e una linea di pali della luce di legno a suo lato che si perde all'orizzonte; campagna costellata di minuscoli paesini, ognuno provvisto di castello regolamentare. Passo Monzón, sono straordinariamente solo di poco in ritardo sull'ambiziosa tabella di marcia che mi ero prefissato e avverto chi mi ospiterà del mio quasi imminente arrivo. Mi pedalo anche Barbastro, ultimo centro urbano di una dimensione considerevole prima di Huesca, a cui mancano ormai solo sessanta chilometri. Sono rincuorato e mi spazzolo in piedi sui pedali una salita di cinque chilometri al dieci per cento, mi sento nel pieno delle forze e non mi spiego come possa veder doppio e avvistare due figure apparentemente uguali con una giacchettina color giallo Stabilo Boss in cima alla collina. Approssimandomi, mi rendo conto che si tratta di due strani individui vestiti uguali che mi offrono di fermarmi e di lasciargli duecento euro per l'assenza di un elmo di polistirolo sulla mia nuca. Mi offro di ridiscendere la collina e di comprare il suddetto elemento di protezione nel freddo centro commerciale della summenzionata Barbastro. Accettano di buon grado, con anche una malcelata soddisfazione, e mi scrutano mentre mi lancio giù per la discesa. Compro casco e una baguette con tanti semini, risalgo la salita, ora con meno slancio, e arrivo a Huesca in serata. 280 chilometri nella bisaccia, un casco da cui non mi separerò e la certezza che il piano è fattibile. Rimango una settimana in questa fantastica cittadina vivissima ai piedi del Pireneo Aragonese e a fianco del deserto de Los Monegros, culla di un habitat che più si addice a qualche steppa asiatica che al nord della Spagna. Poi giunge il giorno della partenza, spedisco a Huelva zaino e cose non necessarie che mi ero portato da Barcellona e do il via alla galoppata. Sulla via per Zaragoza incontro un giovine che si sta allenando su una mountain bike anni '80 con medie superiori ai trenta all'ora. Facciamo qualche chilometro insieme e poi torna indietro per chiudere il suo anello. Alle porte di Zaragoza un anziano mountain biker tecnicissimo si complimenta e cerca di farmi desistere, ma proseguo e, seguendo la linea del tram, attraverso la città in tempo record lasciandomi alle spalle la basilica del Pilar, le sue innumerevoli cupole colorate e i suoi enormi campanili. Dopo chilometri di vento contrario, raggiungo lo spettacolare paesino medievale di Daroca, mi concedo una merenda a base di churros e cioccolata calda e riparto con questa botta di zuccheri dopo aver parlato con un ottuagenario su una panchina di come andava a ballare a rimorchiare da giovane nei paesini che sto per attraversare. Riguadagno la campagna e con essa entro nella comunità di Castiglia La Mancia, che da subito si dimostra deserta e collinare. Arrivato con orgoglio al centro di Embid, meta sentimentale del vecchio di cui sopra, mi rendo conto che tutti i nomi che porto sul tubo orizzontale non sono nient'altro che punti sulla mappa. Embid, che sulla cartina sembrava un grande centro, è un castello sproporzionato, un nucleo di 44 abitanti e 36 chilometri quadrati ci campagna. Mi metto in marcia e raggiungo Molina de Aragón (nonostante sia in Castiglia La Mancia), dove dormo il sonno dei giusti dopo un sano panino e una tisana calda. Il giorno successivo vola: tra le colline e i mulini a vento di don Chisciotte, le ripidissime salite e le impegnative discese, che riesco ad affrontare con una certa disinvoltura nonostante i ricorrenti venti gradi di pendenza, mi sbrano circa duecentoventi chilometri. Pranzo con Armando, simpatico cicloturista basco con decine di viaggi alle spalle che sta andando a BurgosA fine giornata, mentre filo sulla nazionale a lato di Villanueva de Alcardete, un sibilo mi rende partecipe della morte del mio Vittoria Zaffiro posteriore, stanco degli abusi in discesa. Impreco al vedere il taglio nel battistrada, le tele non hanno opposto resistenza e tutta la gomma è poco più di un'ostia. Inserisco l'unica camera d'aria di ricambio, non prima di aver posizionato all'interno del copertoncino una camera d'aria tagliata che porto per le emergenze e che spero offra un po' di resistenza extra. Nel piccolo paesino i negozi sono ormai chiusi, e tutti mi avvertono che lo rimarrano anche il giorno successivo, essendo la festa della provincia, decido di avanzare fino a Quintanar de la Orden, dieci chilometri più avanti, sperando di trovare una soluzione il giorno successivo. Entro in una taverna in cui l'oste non mi toglie gli occhi da dosso e tutti parlano con un accento ridicolo da Benvenuti al Nord. Ci do dentro con mandorle salate e infusioni di menta. Trovo un buon posto per la notte e mi addormento come un sasso. Il terzo giorno parte con una lenta pedalata di venticinque chilometri che termina ad Alcázar de San Juan: sono le nove del mattino e cerco soluzioni. Tutti mi avvertono che non è semplicemente la festa della provincia, bensì dell'intera comunità autonoma, essendo il giorno delle celebrazioni del Corpus Christi. Fortunatamente i cinesi erano lontani da Betlemme 2016 anni fa e tengono i negozi aperti anche il 26 di maggio. Compro del robusto nastro americano e avvolgo il copertone perché non possa deformarsi ulteriormente. Il retro della mia bici è ormai un'opera cyber punk, ma sembra reggere. Pedalo con la ruota che offre una sensibile resistenza aggiuntiva rispetto a prima dell'intervento e patisco il sole e il vento fino a Manzanares. Lì, in un bar frequentato da un avventore strillone sotto l'effetto di qualche strana sostanza stupefacente, decido di non proseguire, come da programma, direttamente verso Ovest, ma di costeggiare l'autostrada lungo la via di servizio. Mi assicurano che le condizioni sono ottime e così mi evito discesone con inclinazioni del 23% in mezzo al nulla con una ruota scotchata. Ci metto un'ora a capire come uscire da Manzanares, una signora mi insulta perché non vuole darmi indicazioni stradali, ma alla fine raggiungo l'asfaltatissima via di servizio. Purtroppo il sogno dura poco e il manto stradale si ritrasforma in una strada bianca, per altro piuttosto dissestata. Mi succede di tutto: attraverso un campo di patate, una ferrovia, scendo per un tratturo in mezzo ad un uliveto, corro per un (molto corto) ponte ferroviario con il culo strettissimo, scavalco una recinzione con tutta la bici e alla fine arrivo alle porte del parco nazionale di Despeñaperros. È buio, davanti a me una strada che si inerpica su per una montagna e poi ridiscende con tornanti interessanti, ma ormai il dado è tratto, ho fatto pochi chilometri e la voglia di arrivare in Andalusia è tanta. Mi lancio, la sensazione è stupenda; io sono parecchio stanco, ma l'aria è cristallina, qualche animale ulula in continuazione e ogni tanto sento movimenti nel bosco, a pochi passi da me. Una famiglia di cinghiali mi taglia la strada, e ogni tanto qualche cinghiale single fugge alla mia vista. Quando arrivo al paesino di Santa Elena sono spremutissimo. Mi bevo la tisana di rito e mi addormento in un luogo peculiare. Riparto di buon'ora, attraverso gli uliveti della provincia di Jaén e, dopo varie vicissitudini nella sempre pietosa via di servizio dell'autostrada, trovo finalmente a Bailén un negozio di bici. Getto il vecchio Zaffiro impataccato di nastro americano e ne compro un altro identico (che adesso che scrivo è già arrivato alla frutta e sostituito, ndr). Ancora via di servizio fino ad Andujar, dove decido di prendere the hard way e perdermi tra le colline che ospitano la diga del fiume Yeguas. Sempre sole, vento contrario, strade deserte e sudore versato. Raggiungo Montoro, mangio un paio di gelati confezionati che non toccavo da anni e, dopo aver constatato che il cellulare mi ha abbandonato, decido di spingere fino a Cordoba, che sta vivendo il suo settimo giorno consecutivo di festa e mi accoglie con miriadi di donne in abiti da gitana e uomini con coppola, camicia e gilet. Dormo nei pressi della stazione dei bus, preparandomi all'ultimo giorno e augurandomi di non dover percorrere i 140km che mi separano da Siviglia su un'altra via di servizio. Fortunatamente la strada che passa per Palma del Río è una bella statale da pianura Padana, noiosa e scorrevole. Alle porte di Siviglia il cielo si stanca di vedermi sudato e, appena riparata la foratura della gomma anteriore, si scatena il diluvio universale che dura un paio d'ore. Non mi proibisce di raggiungere il capoluogo dell'Andalusia, nei cui sobborghi (Santiponce) mangio il miglior serranito (no, non è vegetariano) della mia vita e attaccare gli ottanta chilometri finali col coltello tra i denti. Un vento impressionante mi rallenta anche nella temutissima discesa in uscita da Sanlucar La Mayor. In una serie di saliscendi infinita mi ritrovo a percorrere venti chilometri in due ore. Decido di non mollare, l'obiettivo è vicino e tutto mi sembra più chiaro quando avvisto le mura di Niebla, paese-testimonianza di tutti i popoli che hanno conquistato questa parte della penisola Iberica nelle ultime migliaia di anni. Mancano trenta chilometri, ce l'ho fatta! Volo a casa e, dopo una doccia ristoratrice, spazzolo una ciotola enorme di ceci e spinaci soto gli occhi attoniti del mio coinquilino. Sonno, morte e mare il giorno dopo, oltre ad una certa dose di soddisfazione. Angolo banalità: -Viaggiare in fissa mi ha fatto capire l'importanza di valutare il vento durante la pianificazione dei tempi di percorrenza, non mi sono mai sentito così rallentato dal vento come in questo viaggio. -I Vittoria Zaffiro sono dei copertoni di gomma pane ma continuerò a comprarli in momenti di ristrettezza di budget. -Sempre portarsi dietro il necessario per riparare i danni più ricorrenti e per cibarsi in qualsiasi situazione. Nel mezzo di Castiglia La Mancia mi è capitato di pedalare anche per due ore su una strada statale senza incrociare un'auto o un essere vivente, in pieno giorno. -I parafanghi rosa avvicinano le persone più dei cani al guinzaglio e delle bici da viaggio Durante il secondo giorno di viaggio ho pranzato con Alfredo, cicloturista basco che da Valencia stava andando a Burgos in bici. Questo è il suo blog, dateci un'occhiata, ha vari viaggi all'attivo, soprattutto nel continente asiatico. Se qualcuno si è letto tutto ciò, i miei complimenti, cercherò di caricare più foto quanto prima. E se qualcuno proprio non ne ha avuto abbastanza, quii link a Strava dei primi tre giorni e tre quarti (poi si è scaricato il telefono e l'ultimo giorno e un quarto l'ho pedalato all'antico modo, così come il giorno zero). Giorno 1 Giorno 2 Giorno 3 Giorno 4
  20. Abbiamo deciso di farla scema quest'anno, e allora andiamo a farci il Tuscany Trail. Siamo io e il buon @lewie g che è entrato da qualche mese nel team editoriale del blog di Fixedforum ed è membro di Squadrascarsi da, mmm, da quando è nato in pratica. Le nostre disavventure le potete seguire qui. L'hashtag ufficiale con cui taggare le vostre foto se ci venite pure voi o anche solo se mentre mangiate una fiorentina e ci pensate è #tuscanyfail2016 ispirata dal @Visconte Cobram in persona. Gli insulti li potete mettere qui sotto invece. Qualche altro utente che si lancia nell'impresa?
  21. Ciao a tutti scrivo qui e mi auguro che sia la sezione giusta. E' stata appena pubblicata una mappa in scala 1:50'000 con il percorso del Tuscany Trail 2016. L'idea è quella di fornire un supporto per chi vuole andare in bici in Toscana su un itinerario sicuro e pianificare il viaggio (soste, pernottamenti ecc) prima di partire. Sono due fogli mappa stampati in fronte retro con anche il profilo altimetrico di tutto il percorso. A questa pagina ci sono tutte le info a riguardo www.borealmapping.com/store/206-tuscany-trail-boreal-mapping Matteo
  22. Stelbel Cross

    Lo sapevo che tanto ci ricascavo. Portando avanti il progetto economico SAVEMONEYFORTHENINA, sono riuscito a buttare via dei soldi in una bici restaurata che ha tutte le fattezze della Stelbel Cross. Premesso che mi sono autogiustificato col Portafoglio con la scusa "per dovere di cronaca, mi faccio anche la mamma" (il che prende le pieghe del 3some...), l'ho comprata con somma indecisione sul da farsi. Ho già spammato chi di dovere per un corretto agire, ma ora chiedo ad un pubblico più ampio. La bici si presenta in condizioni di irriconoscibilità, di un bianco coi glitter discutibile (dice prima fosse pesca, con adesivi Priori...ma non so se sia vero), con pezzi medio scarsi. Non ho dubbi sulla colorazione che sarà unita e con decal originali (quindi forse grigia con scritte gialle etc etc o verde acqua pastello o beige pastello insomma retro!), ma il discorso si fa arduo sulla componentistica. Affascinato dal neo-retro-vintage potrei azzardare dei pezzi moderni e la scelta cadrebbe su gruppo sram force 1, ma... Qualcuno ha esperienze sul tipo: Se prendo una guarnitura Campagnolo veloce con annesso cambio, posso fare a meno del deragliatore e di una corona e trasformarlo in single chainring? E punto due: se non fosse possibile ci va una corona ed un mozzo di ultima generazione su un telaio con scatola ita e battuta posteriore a 130?
  23. Borse/zaini Rusjan

    non ho trovato nulla sul forum in merito ai prodotti realizzati da Lucy Rusjan. se qualcuno di voi ha acquistato i suoi prodotti può inserire le proprie info e recensioni qui. Pace e ammore