SaveTheSteel

pista made in URSS

7 posts in this topic

Grazie @TheNathan, sostanzialmente ho passato una giornata intera su siti russi di vario tipo per giungere ad una conclusione perdendo tutte le merda di videolezioni dell'università… insomma la giusta precedenza ad ogni cosa.

Mi hanno sempre affascinato da morire sti telai sovietici, dicono tra l'altro siano anche molto comodi tuttavia, seppur i prezzi ucraini sono ottimi va a finire che tra spedizioni e tasse non è poi così vantaggioso, inoltre la componentistica ha standard tutti suoi, il che peggiora ulteriormente le cose

 

  • Like 3

Share this post


Link to post
Share on other sites

Bel lavoro di archivio;

a me sembra che abbiano un qualcosa di incompiuto, alcune sembrano, per qualche imponderabile moto di quella parte del cervello che recepisce le immagini, gli spazi, le linee, i volumi, , sguince...

Share this post


Link to post
Share on other sites

Poichè sono in "vena" vorrei sbizzarrirmi su una disamina superficiale dei mezzi qui proposti.
Inizierò dall'ultima, c'è qualcosa di strano nel complesso binario-sella della postazione anteriore, ma non saprei essere più dettagliato.

A seguire (o a precedere), deve essere la bici della famosa corritrice sovietica Cyollankha Sbilenka. Minchia, potevano mettergli direttamente la corona al posto della ruota ant.

Oh questa si salvicchia non foss'altro per l'effetto "flou" dell'immagine che impedisce di carpirne i dettagli. Meglio così.

Sulla rossa biposto, hanno capito la lezione della sella, ma si sono spinti oltre col manubrio post. O no?

La blu, che dire, meglio tre o quattro maglie di riserva, direttamente agganciate, che se si strappa la цепь (catena), si può riaggiuntare, anche durante una competizione, senza andare a cercare nei vari porta-minuteria.

La gialla... [sic].

La nera, ma, ha sessanta razzi?

Quella colla ruzza, ecco dove hanno copiato alla SMP...
 

La verde (che ha il telaio della blu e della gialla, che dire, un drop che + drop non si può. Forse il compagno che la guidava,  lavorava alle acciaierie di Novosibirsk.

Alla rossa, ma che è partita una molla dalla sella?

La indaco, ha direttamente gli attacchi per i moonboot, per quelle giornate a -57°.

La verde-strano, qui c'è da apprezzare il notevole lavoro di ricerca ergonomica, svolta sul complesso avambraccio-porzo. Si, perchè per quidare na roba così "ci vuole porzo"!

La celeste-Bianchi, ecco dove sono finiti i pezzi del velodromo dell'EUR...

La celeste rientra nella quasi-normalità, tanto da farmi dubitare esser stata costruita da qualche tovarish.

Idem per l'azzurra. Dev'essere una bicicletta cieca (o ceca?).

Тебе суровый приговор.

Edited by Anquetil (see edit history)
  • Like 2

Share this post


Link to post
Share on other sites

Si ma cazzo compagni, se non diminuiamo le tolleranze come possiamo sperare di portare il Comunismo in tutto il mondo???

  • Like 2
  • Thanks 2
  • Haha 4

Share this post


Link to post
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now


  • Recently Browsing   0 members

    No registered users viewing this page.