bartolopestalozidipinerolo

L'aggregatore Di Pinerolo

845 posts in this topic

Quello che m'inquieta è che, pur rubare denaro pubblico, questa gente non esita a limitare fattivamente la libertà di movimento altrui, con premesse infondate.

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15 ore fa, Anquetil ha scritto:

 https://www.ilgiornale.it/news/cronache/niente-auto-smog-record-smontata-lecobufala-1916097.html

Riesumo un post di ottobre 2018

in quanto si profila all'orizzonte, l'ennesimo furto o drenaggio di ricchezza pubblica, verso soggetti che agitano la bandiera  bla, bla, bla... per far passare provvedimenti, che prevedono finanziamenti di milioni di €'s in nome di questo famigerato "green deal".

Tutto iniziò con la farsa del "premio" Nobel ad un certo Al Gore...

Rinnovo l'invito a meditare e perchè no a presidiare per evitare questo ennesimo furto.

 

Diciamo che tutto aiuta, bloccare le auto o i mezzi commerciali con almeno 12/15anni (ce ne sono parecchi) comporta un lieve calo delle immissioni ma avrebbe comunque senso (in Italia circola il parco auto più vecchio d'Europa)

Poi sarebbe da svecchiare gli impianti di riscaldamento condominiali, ci sono caldaie a gasolio dell'ante guerra.

Tante case che riscaldano ancora con legna o pellet anche se normalmente allacciate alla rete del gas dovrebbero abbandonare le stufe/camini.

Al nord ci sono anche vari allevamenti intensivi di suini che comportano incrementi dei livelli di pm10 non indifferenti.

 

Son tutti piccoli passi che comportano un miglioramento generale della qualità dell'aria.

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35 minuti fa, lelegab ha scritto:

Diciamo che tutto aiuta, bloccare le auto o i mezzi commerciali con almeno 12/15anni (ce ne sono parecchi) comporta un lieve calo delle immissioni ma avrebbe comunque senso (in Italia circola il parco auto più vecchio d'Europa)

Poi sarebbe da svecchiare gli impianti di riscaldamento condominiali, ci sono caldaie a gasolio dell'ante guerra.

Tante case che riscaldano ancora con legna o pellet anche se normalmente allacciate alla rete del gas dovrebbero abbandonare le stufe/camini.

Al nord ci sono anche vari allevamenti intensivi di suini che comportano incrementi dei livelli di pm10 non indifferenti.

 

Son tutti piccoli passi che comportano un miglioramento generale della qualità dell'aria.

Qui sbagli 
Questa è una delle cose da fare subito, non poi.

 

Bloccare le auto per cosa? per far comprare a tutti auto elettriche spostando i problemi lontano da noi?

Nessuno sembra considerare l'inquinamento nel ciclo di vita di un'auto. in maniera globale: dalla produzione allo smaltimento, una vettura elettrica non più ecologica di una a benzina. 

E ricordiamoci sempre che l'energia elettrica non cresce sugli alberi...

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16 minuti fa, Number34 ha scritto:

Qui sbagli 
Questa è una delle cose da fare subito, non poi.

 

Bloccare le auto per cosa? per far comprare a tutti auto elettriche spostando i problemi lontano da noi?

Nessuno sembra considerare l'inquinamento nel ciclo di vita di un'auto. in maniera globale: dalla produzione allo smaltimento, una vettura elettrica non più ecologica di una a benzina. 

E ricordiamoci sempre che l'energia elettrica non cresce sugli alberi...

Si lo so, ma si deve essere anche pragmatici.

Non si può dire alla cittadinanza: lascia il tuo catarro di auto fermo e soprattutto, guai ad accedere la caldaia vecchia.

Cosa facciamo ci scaldiamo tutti con la legna perché gli alberi crescono naturalmente? Sai fuliggine/smog ed incendi in più?

Con la densità abitativa di alcuni condomini sai che comodità/sicurezza trasportare bancali di legna ovunque? :)

Se si generalizza così il discorso all'estremo dovresti bloccare gran parte delle fabbriche in giro per il mondo perché inquinanti. 

 

Alla fine cosa facciamo? 

Scopiamo e mangiamo come i bonomo e viviamo tutti in armonia?

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5 minuti fa, lelegab ha scritto:

Si lo so, ma si deve essere anche pragmatici.

Non si può dire alla cittadinanza: lascia il tuo catarro di auto fermo e soprattutto, guai ad accedere la caldaia vecchia.

Cosa facciamo ci scaldiamo tutti con la legna perché gli alberi crescono naturalmente? Sai fuliggine/smog ed incendi in più?

Con la densità abitativa di alcuni condomini sai che comodità/sicurezza trasportare bancali di legna ovunque? :)

Se si generalizza così il discorso all'estremo dovresti bloccare gran parte delle fabbriche in giro per il mondo perché inquinanti. 

 

Alla fine cosa facciamo? 

Scopiamo e mangiamo come i bonomo e viviamo tutti in armonia?

Nessuno ha mai proposto di spegnere le caldaie o le aziende

Piuttosto che 10k euro di incentivi per un'auto elettrica (tendenzialmente estere, per la cui vendita non c'è gudagno in Italia) meglio 100k per la sostituzione di una caldaia.

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8 minuti fa, Number34 ha scritto:

Nessuno ha mai proposto di spegnere le caldaie o le aziende

Piuttosto che 10k euro di incentivi per un'auto elettrica (tendenzialmente estere, per la cui vendita non c'è gudagno in Italia) meglio 100k per la sostituzione di una caldaia.

Per le caldaie ci sono bonus, sgravi fiscali.

C'è anche il fantomatico sgravio al 110% per la ristrutturazione/ammodernamento delle unità immobiliari.

Devi presentare un quantitativo di carte/documentazione non indifferente ma , se si persevera, ci si accende.

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1 ora fa, Number34 ha scritto:

Nessuno ha mai proposto di spegnere le caldaie o le aziende

Piuttosto che 10k euro di incentivi per un'auto elettrica (tendenzialmente estere, per la cui vendita non c'è gudagno in Italia) meglio 100k per la sostituzione di una caldaia.

Fiat che poi è FCA e che forse ora ha pure un altro nome non è più italiana. O sbaglio?

Poi io penso che tu abbia ragione. Ovviamente sto parlando da profano (non sono un ingegnere automobilistico o uno scienziato che si occupa dell'ambiente) ma se nel giro di - esempio - 3 o 5 anni, l'Italia fosse obbligata a sostituire il suo parco auto con motori termici in favore di quelli elettrici difficilmente diventeremo davvero più verdi come sostiene qualcuno e come sostengono le case automobilistiche. Per non parlare del fatto che non tutti potranno permettersi questo passaggio. Sento anche di cifre importanti per acquistare delle scatolette utilitarie e i soldi non crescono sugli alberi.

Ma penso che si debba guardare ai tanti aspetti della faccenda e non solo le auto o solo le caldaie. Aggiungo anche che ultimamente - ma forse è solo una mia impressione - complici gli atteggiamenti poco civili di alcuni ciclisti (che sicuramente sono anche automobilisti o pedoni) la stampa non perda tempo nel bacchettare la categoria. Poi si leggono i commenti da italiano medio sotto certi post o articoli e si capisce che la cultura dell'auto (e scrive un grande appassionato di auto) sarà ben dura da sradicare in Italia. Del resto mi capita ancora di vedere chi la usa per andare in edicola o dal tabaccaio lasciandola accesa, tante volte in doppia fila. Il furto è il minimo che dovrebbe capitare a certa gente.

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1 ora fa, legnogrezzo ha scritto:

Fiat che poi è FCA e che forse ora ha pure un altro nome non è più italiana. O sbaglio?

Poi io penso che tu abbia ragione. Ovviamente sto parlando da profano (non sono un ingegnere automobilistico o uno scienziato che si occupa dell'ambiente) ma se nel giro di - esempio - 3 o 5 anni, l'Italia fosse obbligata a sostituire il suo parco auto con motori termici in favore di quelli elettrici difficilmente diventeremo davvero più verdi come sostiene qualcuno e come sostengono le case automobilistiche. Per non parlare del fatto che non tutti potranno permettersi questo passaggio. Sento anche di cifre importanti per acquistare delle scatolette utilitarie e i soldi non crescono sugli alberi.

Ma penso che si debba guardare ai tanti aspetti della faccenda e non solo le auto o solo le caldaie. Aggiungo anche che ultimamente - ma forse è solo una mia impressione - complici gli atteggiamenti poco civili di alcuni ciclisti (che sicuramente sono anche automobilisti o pedoni) la stampa non perda tempo nel bacchettare la categoria. Poi si leggono i commenti da italiano medio sotto certi post o articoli e si capisce che la cultura dell'auto (e scrive un grande appassionato di auto) sarà ben dura da sradicare in Italia. Del resto mi capita ancora di vedere chi la usa per andare in edicola o dal tabaccaio lasciandola accesa, tante volte in doppia fila. Il furto è il minimo che dovrebbe capitare a certa gente.

FCA si è affaciata (giustamente o meno) su mercato ibrido/elettrico solo ora, lasciando campo libero a tutti gli altri competitor per 5/10 anni.

I grossi problemi dell'elettrico sono 
- Infrastruttura non adeguata (sia in termini di energia prodotta che dimensionamento della rete di distribuzione)
- Materia prima per la produzione di energia elettrica (finchè si usano combustibili fossi si sposta solo l'inquinamento "alla fonte", suppur con maggiore efficienza)
- Materie prima per la produzione di batterie e relativo smaltimento

Per l'ultima parte devo dire che, sarà la crisi economica, ma la gente ha iniziato ad usare meno la macchina per i piccoli spostamenti.

2 ore fa, lelegab ha scritto:

Per le caldaie ci sono bonus, sgravi fiscali.

C'è anche il fantomatico sgravio al 110% per la ristrutturazione/ammodernamento delle unità immobiliari.

Devi presentare un quantitativo di carte/documentazione non indifferente ma , se si persevera, ci si accende.

Basta dire 
Entro il 2030 non ci devono più essere caldaie a gasolio nei condomini, 2025 negli edifici pubblici.

Lo sgravio del 110% è solo una spinta per far ripartire il settore dell'edilizia, il vantaggio in termini di risparmio energentico è minimo: si risparmia molto di più a cambiare gli infissi, per esempio.

 

Edited by Number34 (see edit history)

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3 minuti fa, Number34 ha scritto:

FCA si è affaciata (giustamente o meno) su mercato ibrido/elettrico solo ora, lasciando campo libero a tutti gli altri competitor per 5/10 anni.

I grossi problemi dell'elettrico sono 
- Infrastruttura non adeguata (sia in termini di energia prodotta che dimensionamento della rete di distribuzione)
- Materia prima per la produzione di energia elettrica (finchè si usano combustibili fossi si sposta solo l'inquinamento "alla fonte", suppur con maggiore efficienza)
- Materie prima per la produzione di batterie e relativo smaltimento

Per l'ultima parte devo dire che, sarà la crisi economica, ma la gente ha iniziato ad usare meno la macchina per i piccoli spostamenti.

Basta dire 
Entro il 2030 non ci devono più essere caldaie a gasolio nei condomini, 2025 negli edifici pubblici.

Lo sgravio del 110% è solo una spinta per far ripartire il settore dell'edilizia, il vantaggio in termini di risparmio energentico è minimo: si risparmia molto di più a cambiare gli infissi, per esempio.

 

Guarda, ti parlo per la mia città che è piccola, 33.000 abitanti circa, ma qua c'è una nicchia di gente che pensa di essere ancora negli anni '80 o '90 o ci sono quei tamarri che hanno sempre l'auto sotto al culo perché è ancora uno status symbol o qualcosa di molto simile. Tra l'altro una città molto piccola e davvero a misura d'uomo che potrebbe fare totalmente a meno dell'auto, ma...

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20 ore fa, Anquetil ha scritto:

Quello che m'inquieta è che, pur rubare denaro pubblico, questa gente non esita a limitare fattivamente la libertà di movimento altrui, con premesse infondate.

Spiegala meglio.

:)

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2 ore fa, legnogrezzo ha scritto:

Guarda, ti parlo per la mia città che è piccola, 33.000 abitanti circa, ma qua c'è una nicchia di gente che pensa di essere ancora negli anni '80 o '90 o ci sono quei tamarri che hanno sempre l'auto sotto al culo perché è ancora uno status symbol o qualcosa di molto simile. Tra l'altro una città molto piccola e davvero a misura d'uomo che potrebbe fare totalmente a meno dell'auto, ma...

Da me (60'000 abitanti) c'è molta molta più gente in bici
La cosa che mi ha meravigliato è che sono in giro anche se fa un freddo becco (prima ero l'unico ad andare in giro col freddo)

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4 ore fa, legnogrezzo ha scritto:

Spiegala meglio.

:)

Non amo rispondere in modo diretto a domande dirette.

Noto con piacere che c'è un minimo di dibattito sull'argomento, anche se dubito che chi ha espresso dei contenuti, abbia letto in maniera critica l'articolo che ho proposto, anche se questo non proponeva punti di vista ma offriva meri dati statistici.

Forse una riedizione di "Critica della Statistica pura"...?

Cosa mi fa affermare ciò? Beh il vedere ancora citati frigoriferi, scaldabagni, riscaldamenti più o meno centralizzati e semi-vecchie diesel [/iperbole].

Badate bene, visto che si è parlato anche del rapporto tra automobilista-ciclista e ciclisti, non vorrei dare l'idea di una persona pro o contro questo o quel mezzo di circolazione, in quanto, il fatto che "difenda" gli autoveicoli, è puramente funzionale a chiamare il bluff dei cosidetti ambientalisti.

Come farebbe un sindaco del Nord ad implementare una ipotetica  Zona D con tutto il seguito di gabelle e restrizioni (alla libertà di movimento altrui, come si diceva) qualora ci fosse una presa di coscienza ferma e determinata da parte della cittadinanza (informata e non politicizzata)...?

Ho accennato solo in modo superficiale al problema, che paradossalmente non ha in gioco la 'libertà di movimento' ma per quanto ad un'analisi superficiale possa sembrare strano, assurdo, improbabile, la LIBERTA'.

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Non entro nel dibattito aperto da @Anquetil, che è infinitamente profondo e al quale non so contribuire. Da impiegato metalmeccanico, sono appassionato e informato sulle dinamiche industriali e so che, generalizzando, se prima della seconda guerra mondiale il volano dell'industria erano gli armamenti, dagli anni sessanta ai primi duemila i rilanci economici e tecnologici sono stati trainati dall'automotive.

14 ore fa, Number34 ha scritto:

FCA si è affaciata (giustamente o meno) su mercato ibrido/elettrico solo ora, lasciando campo libero a tutti gli altri competitor per 5/10 anni.

I grossi problemi dell'elettrico sono 
- Infrastruttura non adeguata (sia in termini di energia prodotta che dimensionamento della rete di distribuzione)
- Materia prima per la produzione di energia elettrica (finchè si usano combustibili fossi si sposta solo l'inquinamento "alla fonte", suppur con maggiore efficienza)
- Materie prima per la produzione di batterie e relativo smaltimento

Per l'ultima parte devo dire che, sarà la crisi economica, ma la gente ha iniziato ad usare meno la macchina per i piccoli spostamenti.

 

15 ore fa, legnogrezzo ha scritto:

Fiat che poi è FCA e che forse ora ha pure un altro nome non è più italiana. O sbaglio?

Poi io penso che tu abbia ragione. Ovviamente sto parlando da profano (non sono un ingegnere automobilistico o uno scienziato che si occupa dell'ambiente) ma se nel giro di - esempio - 3 o 5 anni, l'Italia fosse obbligata a sostituire il suo parco auto con motori termici in favore di quelli elettrici difficilmente diventeremo davvero più verdi come sostiene qualcuno e come sostengono le case automobilistiche. Per non parlare del fatto che non tutti potranno permettersi questo passaggio. Sento anche di cifre importanti per acquistare delle scatolette utilitarie e i soldi non crescono sugli alberi.

Ma penso che si debba guardare ai tanti aspetti della faccenda e non solo le auto o solo le caldaie. Aggiungo anche che ultimamente - ma forse è solo una mia impressione - complici gli atteggiamenti poco civili di alcuni ciclisti (che sicuramente sono anche automobilisti o pedoni) la stampa non perda tempo nel bacchettare la categoria. Poi si leggono i commenti da italiano medio sotto certi post o articoli e si capisce che la cultura dell'auto (e scrive un grande appassionato di auto) sarà ben dura da sradicare in Italia. Del resto mi capita ancora di vedere chi la usa per andare in edicola o dal tabaccaio lasciandola accesa, tante volte in doppia fila. Il furto è il minimo che dovrebbe capitare a certa gente.

Ecco, penso che nella quantità di demeriti di Fiat (o FCA, o Stellantis -che, tra parentesi, dimostra che un'azienda di interesse storico tramite joint-venture e altre balordaggini può diventare di proprietà del governo francese mentre non riusciamo, per esempio, a dare un destino ad Alitalia), non ci sia quello di essere in ritardo rispetto a tutti i competitor: Fiat commercializzava 500 elettriche in California e sfoggia, tra Iveco, Ferrari e Maserati, un R&D che non è secondo a nessuno. Semplicemente, al mercato non frega un cazzo dell'innovazione verso l'ambiente finché il mercato stesso non va tutto nella stessa direzione, a prescindere dalle politiche europee, nazionali dagli slogan e dalle Greta. Questa semplificazione è frutto di un ragionamento: dicevo che Fiat non è in ritardo a tutti gli altri concorrenti, è che nell'automotive, tutto il settore, qualcosa si è fermato quindici anni fa. Nei primi duemila nascevano le prime ibride giapponesi, BMW investiva capitali esosi nell'idrogeno, Fiat continuava a ridurre i pesi e i consumi, le francesi tiravano fuori delle idee niente male sull'elettrico, eccetera eccetera. Ma erano tutti concept, pubblicità praticamente. E poi è successo che a capo dell'ingegneria, soprattutto in Germania e di conseguenza in tutto il mondo (la Deutsch Technik… Avranno scatenato e perso due guerre mondiali ma sono sempre stati presi come esempio -in termini assoluti- e la Mazda e la Kia trasferivano i loro ingegneri in Germania, così come tanti italiani ci studiavano e via così), stavano e stanno tutt'ora dei baroni che affermano: "Abbiamo alimentato il boom economico degli anni sessanta con i nostri motori a combustione, abbiamo mobilitato l'Eurasia negli anni novanta con i nostri diesel. Se rappresentiamo un eccellenza, perché dovremmo mai cedere il passo ad una nuova tecnologia che non ha i 150 anni di storia dei motori a combustione?" (parafrasando, fonti: Radio 24, il mio prof. di Fisica Tecnica, qualche cazzata che ho letto su LinkedIn). Poiché nella mia vita ho affrontato diversi ingegneri tedeschi, anche se non impiegati nel settore delle auto, sono sinceramente convinto che quello che riassumo sopra sia vero. Quindi, premesso che il mondo è cambiato rispetto ai quindici anni fa che descrivevo e che, dopo le auto da cambiare ogni tre o quattro anni, gli status-symbol sono telefoni che costano come un anno di affitto o elettrodomestici smart (ma smart che?) o servizi apparentemente superflui (potenziamenti di rete e centinaia di giga al mese grazie a cui leggere post di rappresentanti politici su Twitter o Facebook), ci troviamo di fronte a un paradosso (automobilistico) bello e buono: le auto giapponesi vanno per conto proprio con alimentazioni ibride e qualcosa di elettrico, il resto del mondo è confuso perché si vendono poche auto (anche prima della pandemia) nonostante le previsioni e ci sono i baroni di cui sopra che tagliano le gambe alle innovazioni e invece di inventarsi qualcosa di effettivamente green sfruttano opzioni pre-esistenti su piattaforme pre-esistenti. Cioè, intendo dire che non c'è una direzione del mercato. In un sistema che è oggettivamente orribile: c'è chi va al tabacchi dietro casa con la Golf, come dice @legnogrezzo, e c'è chi va a lavorare a quaranta chilometri da casa (non gliel'ha ordinato il dottore, ma se non ci sono altri lavori? Se vive in una zona depressa? Se a causa della pandemia è stato trasferito?) e non può permettersi un mezzo più ecologico né viene proposto un mezzo pubblico o un noleggio o qualsiasi altra possibilità sostenibile.
Per dire: nella pappardella sopra analizzo (e non saprei proporre alcuna soluzione) una situazione industriale (perché quello dell'auto è un settore industriale, se ne parla di più e più facilmente perché è sotto gli occhi di tutti, se parlassimo delle confezionatrici dei Flauti Mulino Bianco sarebbe più difficile fare paragoni) bacata ma che fa lavorare tanta gente; e se anche gli altri settori, caldaie, condomini, asfalti, torrefazioni, cementifici, fossero altrettanto bacati, malati, che si fa?

Io odio questo mondo di fragili compromessi.

La C1 e Quattrocchi - Csi Va

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11 ore fa, Anquetil ha scritto:

Non amo rispondere in modo diretto a domande dirette.

Noto con piacere che c'è un minimo di dibattito sull'argomento, anche se dubito che chi ha espresso dei contenuti, abbia letto in maniera critica l'articolo che ho proposto, anche se questo non proponeva punti di vista ma offriva meri dati statistici.

Forse una riedizione di "Critica della Statistica pura"...?

Cosa mi fa affermare ciò? Beh il vedere ancora citati frigoriferi, scaldabagni, riscaldamenti più o meno centralizzati e semi-vecchie diesel [/iperbole].

Badate bene, visto che si è parlato anche del rapporto tra automobilista-ciclista e ciclisti, non vorrei dare l'idea di una persona pro o contro questo o quel mezzo di circolazione, in quanto, il fatto che "difenda" gli autoveicoli, è puramente funzionale a chiamare il bluff dei cosidetti ambientalisti.

Come farebbe un sindaco del Nord ad implementare una ipotetica  Zona D con tutto il seguito di gabelle e restrizioni (alla libertà di movimento altrui, come si diceva) qualora ci fosse una presa di coscienza ferma e determinata da parte della cittadinanza (informata e non politicizzata)...?

Ho accennato solo in modo superficiale al problema, che paradossalmente non ha in gioco la 'libertà di movimento' ma per quanto ad un'analisi superficiale possa sembrare strano, assurdo, improbabile, la LIBERTA'.

Se parti dal presupposto che i tuoi interlocutori non leggano in maniera critica cosa ne parliamo a fare. Qualcuno potrebbe anche dirti che Il Giornale ha fatto l'articolo per pura strumentalizzazione, dato che sappiamo bene da che parte sta la testata.

Ma l'argomento è interessante.

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1 ora fa, filixeo ha scritto:

Non entro nel dibattito aperto da @Anquetil, che è infinitamente profondo e al quale non so contribuire. Da impiegato metalmeccanico, sono appassionato e informato sulle dinamiche industriali e so che, generalizzando, se prima della seconda guerra mondiale il volano dell'industria erano gli armamenti, dagli anni sessanta ai primi duemila i rilanci economici e tecnologici sono stati trainati dall'automotive.

 

Ecco, penso che nella quantità di demeriti di Fiat (o FCA, o Stellantis -che, tra parentesi, dimostra che un'azienda di interesse storico tramite joint-venture e altre balordaggini può diventare di proprietà del governo francese mentre non riusciamo, per esempio, a dare un destino ad Alitalia), non ci sia quello di essere in ritardo rispetto a tutti i competitor: Fiat commercializzava 500 elettriche in California e sfoggia, tra Iveco, Ferrari e Maserati, un R&D che non è secondo a nessuno. Semplicemente, al mercato non frega un cazzo dell'innovazione verso l'ambiente finché il mercato stesso non va tutto nella stessa direzione, a prescindere dalle politiche europee, nazionali dagli slogan e dalle Greta. Questa semplificazione è frutto di un ragionamento: dicevo che Fiat non è in ritardo a tutti gli altri concorrenti, è che nell'automotive, tutto il settore, qualcosa si è fermato quindici anni fa. Nei primi duemila nascevano le prime ibride giapponesi, BMW investiva capitali esosi nell'idrogeno, Fiat continuava a ridurre i pesi e i consumi, le francesi tiravano fuori delle idee niente male sull'elettrico, eccetera eccetera. Ma erano tutti concept, pubblicità praticamente. E poi è successo che a capo dell'ingegneria, soprattutto in Germania e di conseguenza in tutto il mondo (la Deutsch Technik… Avranno scatenato e perso due guerre mondiali ma sono sempre stati presi come esempio -in termini assoluti- e la Mazda e la Kia trasferivano i loro ingegneri in Germania, così come tanti italiani ci studiavano e via così), stavano e stanno tutt'ora dei baroni che affermano: "Abbiamo alimentato il boom economico degli anni sessanta con i nostri motori a combustione, abbiamo mobilitato l'Eurasia negli anni novanta con i nostri diesel. Se rappresentiamo un eccellenza, perché dovremmo mai cedere il passo ad una nuova tecnologia che non ha i 150 anni di storia dei motori a combustione?" (parafrasando, fonti: Radio 24, il mio prof. di Fisica Tecnica, qualche cazzata che ho letto su LinkedIn). Poiché nella mia vita ho affrontato diversi ingegneri tedeschi, anche se non impiegati nel settore delle auto, sono sinceramente convinto che quello che riassumo sopra sia vero. Quindi, premesso che il mondo è cambiato rispetto ai quindici anni fa che descrivevo e che, dopo le auto da cambiare ogni tre o quattro anni, gli status-symbol sono telefoni che costano come un anno di affitto o elettrodomestici smart (ma smart che?) o servizi apparentemente superflui (potenziamenti di rete e centinaia di giga al mese grazie a cui leggere post di rappresentanti politici su Twitter o Facebook), ci troviamo di fronte a un paradosso (automobilistico) bello e buono: le auto giapponesi vanno per conto proprio con alimentazioni ibride e qualcosa di elettrico, il resto del mondo è confuso perché si vendono poche auto (anche prima della pandemia) nonostante le previsioni e ci sono i baroni di cui sopra che tagliano le gambe alle innovazioni e invece di inventarsi qualcosa di effettivamente green sfruttano opzioni pre-esistenti su piattaforme pre-esistenti. Cioè, intendo dire che non c'è una direzione del mercato. In un sistema che è oggettivamente orribile: c'è chi va al tabacchi dietro casa con la Golf, come dice @legnogrezzo, e c'è chi va a lavorare a quaranta chilometri da casa (non gliel'ha ordinato il dottore, ma se non ci sono altri lavori? Se vive in una zona depressa? Se a causa della pandemia è stato trasferito?) e non può permettersi un mezzo più ecologico né viene proposto un mezzo pubblico o un noleggio o qualsiasi altra possibilità sostenibile.
Per dire: nella pappardella sopra analizzo (e non saprei proporre alcuna soluzione) una situazione industriale (perché quello dell'auto è un settore industriale, se ne parla di più e più facilmente perché è sotto gli occhi di tutti, se parlassimo delle confezionatrici dei Flauti Mulino Bianco sarebbe più difficile fare paragoni) bacata ma che fa lavorare tanta gente; e se anche gli altri settori, caldaie, condomini, asfalti, torrefazioni, cementifici, fossero altrettanto bacati, malati, che si fa?

Io odio questo mondo di fragili compromessi.

La C1 e Quattrocchi - Csi Va

Io temo che prima o poi ai tedeschi dell'automobile capiterà come ai tedeschi dell'industria ottica-fotografica. Continuando a ragionare come fanno loro "le cose si fanno esclusivamente come le facciamo noi, punto. Le auto orientali puzzano (lo si diceva delle fotocamere giapponesi, spesso ultimamente costruite in Cina o Malesia, soprattutto nel caso di modelli di fascia bassa)" temo che l'auto farà la stessa fine. L'industria fotografica tedesca è morta e sepolta e sappiamo tutti chi ha preso il loro posto e qualsiasi grande invenzione ottica e tecnica in campo fotografico parla tedesco (anche americano), ma i giapponesi sono stati più furbi e lungimiranti tanto che ad un certo punto i tedeschi si sono dovuti rivolgere a loro. 
E questo lo si può applicare a tante altre cose. Non mi pare che ne siano usciti bene da due guerre mondiali. Che poi sappiano risorgere dalle loro ceneri, magari con qualche aiutino e che siano delle grandi menti non lo metto in dubbio (vedi sopra). Ma ragionando alla noi siamo noi e voi altri non siete un cazzo la zappa sui piedi se la sono data tante volte ed era sempre molto pesante.

Poi il digitale e i telefoni hanno nuovamente rivoluzionato tutto ma non mi pare che Apple e Samsung parlino tedesco.

 

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