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francesco77

asiatiche, italiche o americane che cambia?

13 posts in this topic

vogliate perdonarmi se apro questa discussione dopo quella sull'acciaio ma credo che anche quello della provenienza delle nostre amate bici sia un argomento che necessita di alcuni chiarimenti importanti.

spesso dopo aver visto la foto di una bella bici leggo commenti un po denigratori che ne sottolineano la fabbricazione asiatica del tipo "classico prodotto cinese" come a dire che ciò che è fatto in cina non è paragonabile a ciò che è fatto in italia (o in usa). ho conosciuto ciclisti che scoprendo che il loro telaio preferito che hanno acquistato per anni era poi fatto a taiwan sono passati al prodotto artigiano o ad un'altra marca di qualche nota azienda magari prediligendo ut top di gamma con la speranza che fosse ancora made in usa o made in italy.

mi sento dire: ma specy è merida! cannondale non è più cannondale, scott "usa" non ha mai prodotto in usa e così via. qualcuno dice guarda che il carbonio migliore è proprio quello fatto in oriente....altri mi dicono guarda che gli standard qualitativi orientali sono oramai come i nostri e così via.

eppure cinese è sinonimo di pacco, di sola, di prodotto fatto male, fatto in modo economico, poco affidabile ecc.

eppure il mercato automobilistico ma anche quello delle bici ci ha insegnato che se hai il know how, se i tuoi standard produttivi sono elevati il prodotto finale è elevato.

a me onestamente fa rabbia che chi commissiona in cina ottiene prodotti a costi bassissimi che poi propone sul mercato agli stessi prezzi di quando il prodotto era fatto nel paese d'origine dell'azienda ma molti del settore mi hanno detto che oramai le tecniche, i macchinari, gli operai ecc. atti alla produzione dei nostri amati telai sono di pari livello dell'home made.

cosa pensate onestamente? qual'è la verità?

francesco

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spesso dopo aver visto la foto di una bella bici leggo commenti un po denigratori che ne sottolineano la fabbricazione asiatica del tipo "classico prodotto cinese" come a dire che ciò che è fatto in cina non è paragonabile a ciò che è fatto in italia (o in usa).

Ormai il grosso della produzione industriale è fatto in oriente dove hanno fabbriche tecnologicamente avansatissime e in grado di produrre qualsiasi cosa con standard qualittivi molto alti. Ovviamente dalla Cina viene ANCHE tanta rumenta ipereconomica che ciclisticamente parlando funzionerà male, peserà un botto e magari durerà una sega.

ho conosciuto ciclisti che scoprendo che il loro telaio preferito che hanno acquistato per anni era poi fatto a taiwan sono passati al prodotto artigiano o ad un'altra marca di qualche nota azienda magari prediligendo ut top di gamma con la speranza che fosse ancora made in usa o made in italy.

Chi si comporta così, passatemi il termine, è un bel ciula! Basterebbe informarsi un po', ma soprattutto basterebbe che le case ci mettessero un po' di serietà, magari evitando di appiccicare il bollino "made in italy" su telai asiatici che in italia sono stati solo verniciati o peggio ancora solo montati. Uno a caso: Bianchi.

mi sento dire: ma specy è merida! cannondale non è più cannondale, scott "usa" non ha mai prodotto in usa e così via. qualcuno dice guarda che il carbonio migliore è proprio quello fatto in oriente....altri mi dicono guarda che gli standard qualitativi orientali sono oramai come i nostri e così via.

Io ho avuto e possiedo tutt'ora telai taiwanesi e non ho mai avuto nessun problema. Specialized, DaBomb, Norco, Merida, Bianchi, Colnago di bassa gamma, etc... L'unico telaio che ho rotto, sebbene maltrattato all'inverosimile, è stato un telaio MDE 100% made in italy. Non era fatto male, semplicemente l'ho usato un sacco e un bel momento non ha più retto. Sarebbe molto probbilmente successo anche con un telaio dagli occhi a mandorla.

a me onestamente fa rabbia che chi commissiona in cina ottiene prodotti a costi bassissimi che poi propone sul mercato agli stessi prezzi di quando il prodotto era fatto nel paese d'origine dell'azienda

È il libero mercato. Mi sembra che nessuno di voi voglia vivere in un paese autarchico, no?

ma molti del settore mi hanno detto che oramai le tecniche, i macchinari, gli operai ecc. atti alla produzione dei nostri amati telai sono di pari livello dell'home made.

Quello che continua a essere scadente nelle grosse prduzioni industriali è la cura dei particolari per ovvi motivi di tempo = denaro (perso). Per esempio difficilmente troverete un telaio industriale taiwanese con la scatola del movimento centrale o il tubo di sterzo belli fresati come invece fanno gli artigiani nostrani.

cosa pensate onestamente? qual'è la verità?

francesco

- Qual è si scrive senza apostrofo.

- L'unico motivo per cui può valere la pena comprare italiano è voler far girare l'economia del nostro paese anche per quel che riguarda le fabbriche. Ma qualitativamente i telai taiwanesi non hanno proprio nulla da invidiare a quelli italiani.

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direi cinese o dire made in taiwan è mooolto diverso.

Io ho qualche telaio made in taiwan, tra cui quello della mia ammiraglia e devo dire che è fatto davvero bene.

se il materiale è buono e il saldatore è bravo, poco importa dove saldi... pensa che SantaCruz ha spostato la produzione di quasi tutti i telai a Taiwan perchè saldano meglio là che in USA... :-)

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direi cinese o dire made in taiwan è mooolto diverso.

Io ho qualche telaio made in taiwan, tra cui quello della mia ammiraglia e devo dire che è fatto davvero bene.

se il materiale è buono e il saldatore è bravo, poco importa dove saldi... pensa che SantaCruz ha spostato la produzione di quasi tutti i telai a Taiwan perchè saldano meglio là che in USA... :-)

Stronzata di SantaCruz, offensiva per i lavoratori USA. Questioni di paga oraria inferiore. Stop.

TONEFIX

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direi cinese o dire made in taiwan è mooolto diverso.

Io ho qualche telaio made in taiwan, tra cui quello della mia ammiraglia e devo dire che è fatto davvero bene.

se il materiale è buono e il saldatore è bravo, poco importa dove saldi... pensa che SantaCruz ha spostato la produzione di quasi tutti i telai a Taiwan perchè saldano meglio là che in USA... :-)

Stronzata di SantaCruz, offensiva per i lavoratori USA. Questioni di paga oraria inferiore. Stop.

TONEFIX

Aspettavo che lo dicesse qualcuno per poterlo quotare.

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Io vorrei invece sottolineare che qualcun ha capito la differenza fra Taiwan e Cina...

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Io vorrei invece sottolineare che qualcun ha capito la differenza fra Taiwan e Cina...

E' già molto, calcolando che in Italia chiamano ancora "russo" uno che viene da Kiev o Tbilisi.....

p.s.: comunque, per tornare all'argomento del topic indicato dal titolo, a me piacciono le negre....

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Mi rileggo ora tutto il topic e mi rendo conto che la frase che ho scritto qui sopra è quanto vera...

Si fa una terribile confusione fra Cina e Taiwan.

E' come paragona l'Albania alla Norvegia solo perchè sono in Europa. Di certo in Albania ci saranno eccellenze per certi aspetti, tuttavia a livello medio in Norvegia si hanno competenze, tecnologie, know-how nettamente superiori a quelli albanesi, per svariati motivi di carattere storico, culturale, politico ecc.

Taiwan dalla sua nascita (qualcuno sa che non è riconosciuto se non da poche nazioni al mondo, 20-30 circa, che l'Italia, l'Onu, gli Usa e tutti i principali stati non l'hanno mai riconosciuto e, ufficialmente, lo considerano ancora cinese?) ha una storia economica che si avvicina a quella del Giappone e di Singapore. Vi è stato uno sviluppo sui prodotti che richiedono l'impiego di tecnologie, fra cui il settore bici.

A Taiwan non si fanno bici da l'altro ieri, Giant fu fondata nel 1972 e dal 1986 marchia le proprie bici con il nome Giant (mentre prima utilizzava altri brand, fra cui lo storico Schwinn.

Vi è un'industria della bici fra le più vivaci al mondo, non c'è solo Giant che è il più grande produttore di bici al mondo (qualcosa come 5 milioni di bici all'anno), ma molti altri marchi famosi.

In Cina la realtà è molto diversa, molto diverse sono le biciclette di produzione cinese fra le quali la storica Flying Pigeon (presente le vecchie foto di Pechino? Ecco, quelle bici sulla strada sono le Flying Pigeon, l'equivalente delle nostre Bianchi nere con i freni a bacchetta). Tuttavia, con qualche punta d'eccellenza appunto, vi è un sacco di "bataria" come vengono chiamate dalle mie parti le cose di scarsa qualità...

- L'unico motivo per cui può valere la pena comprare italiano è voler far girare l'economia del nostro paese anche per quel che riguarda le fabbriche. Ma qualitativamente i telai taiwanesi non hanno proprio nulla da invidiare a quelli italiani.

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p.s.: comunque, per tornare all'argomento del topic indicato dal titolo, a me piacciono le negre....

io sono per le sudamericane

cosa pensate onestamente? qual'è la verità?

francesco

mi sembrano le domande da un milione di dollari, per i dogmi ti conviene votarti a qualche confessione religiosa

vi amo tutti

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vogliate perdonarmi se apro questa discussione dopo quella sull'acciaio ma credo che anche quello della provenienza delle nostre amate bici sia un argomento che necessita di alcuni chiarimenti importanti.

spesso dopo aver visto la foto di una bella bici leggo commenti un po denigratori che ne sottolineano la fabbricazione asiatica del tipo "classico prodotto cinese" come a dire che ciò che è fatto in cina non è paragonabile a ciò che è fatto in italia (o in usa). ho conosciuto ciclisti che scoprendo che il loro telaio preferito che hanno acquistato per anni era poi fatto a taiwan sono passati al prodotto artigiano o ad un'altra marca di qualche nota azienda magari prediligendo ut top di gamma con la speranza che fosse ancora made in usa o made in italy.

mi sento dire: ma specy è merida! cannondale non è più cannondale, scott "usa" non ha mai prodotto in usa e così via. qualcuno dice guarda che il carbonio migliore è proprio quello fatto in oriente....altri mi dicono guarda che gli standard qualitativi orientali sono oramai come i nostri e così via.

eppure cinese è sinonimo di pacco, di sola, di prodotto fatto male, fatto in modo economico, poco affidabile ecc.

eppure il mercato automobilistico ma anche quello delle bici ci ha insegnato che se hai il know how, se i tuoi standard produttivi sono elevati il prodotto finale è elevato.

a me onestamente fa rabbia che chi commissiona in cina ottiene prodotti a costi bassissimi che poi propone sul mercato agli stessi prezzi di quando il prodotto era fatto nel paese d'origine dell'azienda ma molti del settore mi hanno detto che oramai le tecniche, i macchinari, gli operai ecc. atti alla produzione dei nostri amati telai sono di pari livello dell'home made.

cosa pensate onestamente? qual'è la verità?

francesco

per me l'importante è che mi VUOLE bene...

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Stronzata di SantaCruz, offensiva per i lavoratori USA. Questioni di paga oraria inferiore. Stop.

TONEFIX

Onestamente non penso che sia solo per quello... Specialized, Giant, Canyon, Santacruz e via dicendo fanno saldare e costruire i loro telai a Taiwan non solo per una questione di costo ma perchè sono molto bravi. Nicolai, Crisp, Rocky Mountain saldano in casa loro, ma saldare a Taiwan non vuol dire fare cose di scarsa qualità, se il materiale è valido, il progetto è valido, non vedo problemi. Taiwan non è Cina... poi se trovate in vendita da e-bay cina una SantacLuz o una Specialaised, beh, stanne alla larga è di sicuro una sola....

ps: Lanerossi ho una Flying Pigeon da donna rimediata questo inverno a 40 euro, ancora in cantiere da rimettere a nuovo, ma tutti i movimenti sono ancora clamorosamente perfetti e va via che è una meraviglia....

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allora qualcuno scrive che taiwan ha un know how avanzato ed è all'altezza di far prodotti che nn hanno nulla da invidiare agli homemade di casa nostra, usa ecc.

io vi devo raccontare una cosa. ho comperato per 3 anni di fila una bdc americana molto nota e anche cara, alluminio logicamente.

nel 2008 questo modello viene fatto a taiwan e mi vengono dei dubbi ma il sivende mi dice che lo standard qualitativo è ottimo e la bici sarà la stessa così la ordino.

vi posso solo dire che quando l'abbiamo tirata fuori dallo scatolo e montata mi sono accorto che il telaio era si lo stesso del made in usa ma la qualità dell'alluminio era differente, le saldobrasature buone ma di fattura inferiore, la vernice moolto inferiore, la bici scricchiolava tutta e come tocco di classe il marchio dell'azienda statunitense prima impresso nella vernice ora era malamente saldato sul davanti con una targhetta. è stato una gran delusione.

con un'altra nota azienda invece (scott) telai in alluminio davvero ben fatti ma a parità di allestimento troppo pesanti per i miei gusti.

devo dire per onestà che mi venne detto che cinelli faceva i telai a taiwan e devo dire per esperienza diretta che ho potuto metterli a confronto con altre aziende e i cinelli sono nettamente superiori almeno per le mie impressioni.

le mie conclusioni sono le seguenti: non c'è differenza che sia fatto a milano, mosca o taiwan, se la qualità è alta è alta e basta. il punto è che anni fa ciò che era bassa gamma cmq un prodotto decente, oggi con 1500 euro porti a casa una bdc entry level.

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spesso dopo aver visto la foto di una bella bici leggo commenti un po denigratori che ne sottolineano la fabbricazione asiatica del tipo "classico prodotto cinese" come a dire che ciò che è fatto in cina non è paragonabile a ciò che è fatto in italia (o in usa).

Ormai il grosso della produzione industriale è fatto in oriente dove hanno fabbriche tecnologicamente avansatissime e in grado di produrre qualsiasi cosa con standard qualittivi molto alti. Ovviamente dalla Cina viene ANCHE tanta rumenta ipereconomica che ciclisticamente parlando funzionerà male, peserà un botto e magari durerà una sega.

ho conosciuto ciclisti che scoprendo che il loro telaio preferito che hanno acquistato per anni era poi fatto a taiwan sono passati al prodotto artigiano o ad un'altra marca di qualche nota azienda magari prediligendo ut top di gamma con la speranza che fosse ancora made in usa o made in italy.

Chi si comporta così, passatemi il termine, è un bel ciula! Basterebbe informarsi un po', ma soprattutto basterebbe che le case ci mettessero un po' di serietà, magari evitando di appiccicare il bollino "made in italy" su telai asiatici che in italia sono stati solo verniciati o peggio ancora solo montati. Uno a caso: Bianchi.

mi sento dire: ma specy è merida! cannondale non è più cannondale, scott "usa" non ha mai prodotto in usa e così via. qualcuno dice guarda che il carbonio migliore è proprio quello fatto in oriente....altri mi dicono guarda che gli standard qualitativi orientali sono oramai come i nostri e così via.

Io ho avuto e possiedo tutt'ora telai taiwanesi e non ho mai avuto nessun problema. Specialized, DaBomb, Norco, Merida, Bianchi, Colnago di bassa gamma, etc... L'unico telaio che ho rotto, sebbene maltrattato all'inverosimile, è stato un telaio MDE 100% made in italy. Non era fatto male, semplicemente l'ho usato un sacco e un bel momento non ha più retto. Sarebbe molto probbilmente successo anche con un telaio dagli occhi a mandorla.

a me onestamente fa rabbia che chi commissiona in cina ottiene prodotti a costi bassissimi che poi propone sul mercato agli stessi prezzi di quando il prodotto era fatto nel paese d'origine dell'azienda

È il libero mercato. Mi sembra che nessuno di voi voglia vivere in un paese autarchico, no?

ma molti del settore mi hanno detto che oramai le tecniche, i macchinari, gli operai ecc. atti alla produzione dei nostri amati telai sono di pari livello dell'home made.

Quello che continua a essere scadente nelle grosse prduzioni industriali è la cura dei particolari per ovvi motivi di tempo = denaro (perso). Per esempio difficilmente troverete un telaio industriale taiwanese con la scatola del movimento centrale o il tubo di sterzo belli fresati come invece fanno gli artigiani nostrani.

cosa pensate onestamente? qual'è la verità?

francesco

- Qual è si scrive senza apostrofo.

- L'unico motivo per cui può valere la pena comprare italiano è voler far girare l'economia del nostro paese anche per quel che riguarda le fabbriche. Ma qualitativamente i telai taiwanesi non hanno proprio nulla da invidiare a quelli italiani.

quoto

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