TheNathan

a proposito del Vigorelli ....

8 posts in this topic

...forse mi è sfuggito qualche cosa, non ho visto altri post in merito ma oggi vagando su google mi esce questa cosa http://www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com/art/progetti-e-concorsi/2012-07-20/milano-caccia-idee-rinnovare-185257.php?uuid=AbGiz3AG al via il concorso per dare nuova vita al Vigorelli... l'ipotesi di far sparire proprio la pista di ciclismo perché troppo costosa da mantenere. ?????

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Eh, sì, una delle scuse è quella, non lo sapevi?! Un'altra è che "servono eventi con tanto pubblico per mantenere una struttura così costosa". Infatti, Football Americano: 500 spettatori a partita... Un'altra ancora è "senza pista da 250 non puoi fare gare internazionali", infatti il record del mondo di velocità è sulla pista di Mosca (333,3 m), e via di supercazzole...

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http://milano.corrie...454816974.shtml

 

Il caso - Il Comune ha selezionato dieci progetti e stanziato diciotto milioni Vigorelli, i ciclisti in pista:
«Salvate il velodromo» La struttura diventerà un'arena sportiva. Anche per le bici?

 

vigorelli--180x140.JPG?v=20130108114524Il velodromo Vigorelli

MILANO - Ci sono milanesi che, quando passano davanti al Vigorelli, rivedono il mulinare indiavolato dei pedali di Eddy Merckx. O la testa bassa sul manubrio di Francesco Moser. La magia del luogo è tale che qualcuno giura di sentire ancora l'eco dell'insuperabile pedalata di Fausto Coppi: qui, nel '42, il campione stabilì i record dell'ora. Eravamo i primi, una volta. Alle Olimpiadi di Londra l'Italia è quasi scomparsa dal ciclismo su pista. Un solo pistard ha rappresentato il Bel Paese: Elia Viviani. Ora la disciplina rischia anche di perdere per sempre il suo tempio: il Vigorelli, appunto. Ecco il grande timore degli appassionati che esistono sempre, a Milano. Al punto da sfidarsi di notte nelle vie deserte della città.

Il velodromo è stato utilizzato fino al 2001. Da allora la pista è chiusa e il tempio delle due ruote è in attesa di ristrutturazione. Il Comune di Milano ha stanziato 18 milioni di euro e messo a punto un bando di gara. A dicembre sono stati selezionati dieci progetti. Ora manca solo l'ultimo passaggio: la scelta del vincitore. La struttura verrà convertita in «un'arena» dedicata a diversi sport oltre che a eventi e concerti. Nulla di strano: il Vigorelli ha ospitato l'unico concerto italiano dei Beatles.

Ma la pista sarà mantenuta? Come? Coperta? Quattrocento metri come oggi? O 250 metri per poter ospitare anche mondiali e Olimpiadi? Su tutte queste questioni il bando non è chiaro. Alcuni passaggi fanno pensare che la pista possa essere eliminata. Come quello che recita: «Nel caso in cui venga ipotizzata l'integrale rimozione della storica pista in legno, è richiesto di valutare la possibilità di conservarne una porzione allo scopo di rievocare la memoria storica del velodromo». Di qui le preoccupazioni delle associazioni ciclistiche cittadine. «La pista del Vigorelli non deve rimanere solo nelle foto in bianco e nero. Sarebbe uno scempio perderla», si scalda Daniele D'Aquila, portavoce del gruppo «Rivogliamo il Vigorelli», composto da cittadini, ciclisti, amatori e tecnici del settore. «Le bici a scatto fisso (quelle da pista, senza freni, ndr;) sono di nuovo di moda in città - continua D'Aquila -. Mentre all'estero i ragazzi con questa passione si trovano in pista, da noi si sfidano nelle strade vuote della Milano notturna».

A Milano esistono squadre ciclistiche storiche come la «Genova 1013» che quest'anno celebra il centenario. Ma anche formazioni nuove come la Ciclistica Squadra Corse, nata per la pratica del ciclismo su pista. Racconta Filippo Grifoni, uno degli iscritti: «È vero, c'è chi si sfida nelle strade deserte della notte milanese, ma conosco tanti ragazzi che vanno a Montichiari anche due volte la settimana (dove c'è l'unica pista italiana coperta, ndr) . Questo sport è stato lasciato morire. Ora sta rinascendo dal basso».

Ma cosa ne pensano i ciclisti italiani, di ieri e di oggi? Per Elia Viviani, a un passo dal podio alle Olimpiadi di Londra «un velodromo dentro a una città come Milano è un'opportunità da non perdere. La pista del Vigorelli deve tornare a vivere». Fabrizio Bontempi è convinto che l'Italia e Milano non debbano rinunciare alla Scala del ciclismo: «Ora molte squadre vanno ad allenarsi a Valencia, in Spagna. L'importante è che la ristrutturazione punti su una pista coperta, da usare nei lunghi mesi invernali». Per Gianni Bugno un nuovo Vigorelli senza pista per le bici è una contraddizione in termini: «Ma poi bisogna aiutare i giovani a praticare questo sport. Non abbiamo bisogno di monumenti al passato ma di strutture vive». Da tempo si parla di un nuovo velodromo. Ad Assago. Costruito da investitori privati. Il progetto manderà in pensione il Vigorelli?

 

Rita Querzé

8 gennaio 2013 | 11:46

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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SE DECIDESSERO DI BUTTARLO GIU VISTO, CHE IN ITALIA SI è AVVEZZI A CERTE CAPRATE, ANDRò A PRENDERMI UN PEZZO DI PARQUET DA CONSERVARE COSI NON FINIRà IN DISCARICA

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