riky76

proposte per salvare il Motovelodromo [TO]

128 posts in this topic

Allora, l'antefatto è questo,

la situazione del nostro velodromo qui a Torino un po' la conoscete... vedendosi addensare grigie nubi per il futuro prossimo (accedere nel 2012 così come facciamo ora) e lontano (che fine farà quando gli interventi di manutenzione da fare saranno davvero costosi?), ho pensato di scrivere una email all'assessorato allo sport.

di seguito il testo:

Gentili assessori Gallo e Braccialarghe,

mi rivolgo a Voi per portare alla Vostra attenzione quello che per Torino sta diventando un piccolo ma significativo caso di salvaguardia del patrimonio storico architettonico, unito alla promozione sportiva ed alla crescita della cultura sportiva tra i giovani e giovanissimi, il tutto operato con un’azione dal basso, benché coadiuvata dall’assessorato della precedente giunta.

Sto parlando del “famoso” Motovelodromo Coppi di corso Casale. Dopo anni di abbandono ed incurie, con grande fatica un gruppo di appassionati idi cui faccio parte è riuscito a permettere di tornare nuovamente a fare quello che un velodromo dovrebbe fare: ospitare i ciclisti e diventare fulcro di promozione allo sport.

Questo piccolo miracolo è stato possibile solo grazie allo sforzo (anche economico) da parte di 32 appassionati, che messi di fronte all’out-out del gestore concessionario dell’impianto, sono stati comunque motivati nel pagare una quota associativa anche usufruendone poco, ma permettendo ad altri della medesima cerchia di potersi allenare in un impianto che ha ancora molto da dire (solo per inciso, tre degli abituali frequentatori hanno rivaleggiato per il podio ai recenti campionati europei per amatori su pista, svoltisi a Montichiari –BS-)

Mi permetto di sottolineare che il velodromo ha una valenza sia storica, dove senza dubbio Voi sapete più di quanto io sappia, ma soprattutto strategica. E’ sostanzialmente l’unico impianto ciclistico d’Italia ad essere in centro ad una grande città, si potrebbe citare il caso di Genova, ma il Carlini versa in condizioni ben peggiori, anche lui in mano ad una politica un po’ miop e, soprattutto, non ha una vera “storia” alle spalle.

Le potenzialità di attrattiva sono di fatto enormi e soprattutto trasversali su tutte le fasce di età:

· partendo dai giovanissimi, che avrebbero un impianto per dedicarsi seriamente al ciclismo senza i mille pericoli del traffico e senza lunghe trasferte (vi ricordo che molti dei grandi campioni di oggi provengono dalla pista, come Mark Cavendish e Bradley Wiggings, non a caso britannici, nazione che ha investito tantissimo nella pista).

· La seconda fascia di età (dai 20 ai 40 anni) è frutto della nuova moda del ciclismo urbano, nato dalla conversione di vecchie bici da pista in bici per l’uso urbano. Sta ormai facendo molti seguaci ed ormai (per fortuna) sta uscendo dai canoni di vera e propria moda per diventare un nuovo modo di vivere la propria città, non a caso il forum dedicato a questo tipo di ciclismo conta ormai quasi quattromila iscritti in poco meno di tre anni di vita (www.fixedforum.it)

· La terza fascia è di chi il ciclismo l’ha vissuto nel pieno dello splendore, anni in cui l’Italia era la dominatrice assoluta di ogni competizione su pista e che ancora oggi influenza le generazioni nuove.

Tutto questo potenziale bacino di utenza potrebbe trovare nuova linfa se solo il motovelodromo fesse valorizzato e reso fruibile maggiormente e non in mano ad un privato che deve necessariamente fare i conti con un proprio bilancio ed a un piccolo gruppo di appassionati che però oltre al grande entusiasmo non può avere la forza per gestire un simile patrimonio.

Con questo mio scritto vorrei poterVi sensibilizzare su questa condizione che vive la città di Torino e analizzare con Voi le opportunità che un tale strumento potrebbe avere ai fini di promozione sia delle bellezze dell’architettura dei primi del ‘900, sia su di un impianto sportivo ancora in grado di dire la sua e di fare attrattore per sportivi di tutte le età ma soprattutto, su un piccolo tesoro che potrebbe far anche cambiare il modo di rapportarsi alla pratica sportiva ed alla mobilità sostenibile che, di riflesso, il ciclismo comporta.

Spero di non avervi tediato e Vi porgo i miei saluti.

Convinto restasse lettera morta, oggi mi telefona l'assistente all'assessore e mi fissa un appuntamento per martedì prossimo!!

Ora, tocca pensare a tirar fuoori un po' di idee e proposte credibili per far sì che diventi un punto di aggregazione anche nostro, ad esempio con una ciclofficina interna (quella sfrattata dallo zoo, per dire), fermo restando che l'impianto adrà trattato con il rispetto che merita...tipo anche se adoro i graffiti non ce li vedrei fatti sul bianco delle paraboliche....)

Percui lascio la discussione aperta e vi chiedo di sbizzarrirvi in idee e proposte che voi fareste se aveste a disposizione un velodromo nel centro della vostra città, bisognoso di cure ma con ancora tanto da dare!

a voi! (detto alla bergamasca, ovviamente...)

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Bella iniziziativa Riky...una curiosità, nel velodromo ci sono ancora bici da poter affittare o usufruire in qualche modo? Anche non in condizioni perfette...

Se ci fossero si potrebbero coinvolgere le scuole, magari nel periodo primaverile, con corsi di manutenzione per le biciclette oppure piccoli "stage" per imparare a girare in pista. Naturalmente in questo caso hai bisogno di personaggi che sappiano riparare bici e sappiano girare in pista, ma credo che questo sia l'ultimo dei tuoi problemi visto il numero degli appassionati.

Un altro consiglio è quello di coinvolgere nel tuo progetto un personaggio sportivo di spicco nella città di Torino, lui si fa un po' di pubblicità e voi date forza ai vostri argomenti.

In genere tutte le giunte comunali sono sensibili all'argomento "bambini" e il fatto di poter andare in bicicletta lontani dal traffico e dai pericoli è un argomento forte e convincente, anche per i genitori.

Due cose buttate di getto...ci rifletto e magari salta fuori altro.

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Allora, l'antefatto è questo,

la situazione del nostro velodromo qui a Torino un po' la conoscete... vedendosi addensare grigie nubi per il futuro prossimo (accedere nel 2012 così come facciamo ora) e lontano (che fine farà quando gli interventi di manutenzione da fare saranno davvero costosi?), ho pensato di scrivere una email all'assessorato allo sport.

di seguito il testo:

Gentili assessori Gallo e Braccialarghe,

mi rivolgo a Voi per portare alla Vostra attenzione quello che per Torino sta diventando un piccolo ma significativo caso di salvaguardia del patrimonio storico architettonico, unito alla promozione sportiva ed alla crescita della cultura sportiva tra i giovani e giovanissimi, il tutto operato con un’azione dal basso, benché coadiuvata dall’assessorato della precedente giunta.

Sto parlando del “famoso” Motovelodromo Coppi di corso Casale. Dopo anni di abbandono ed incurie, con grande fatica un gruppo di appassionati idi cui faccio parte è riuscito a permettere di tornare nuovamente a fare quello che un velodromo dovrebbe fare: ospitare i ciclisti e diventare fulcro di promozione allo sport.

Questo piccolo miracolo è stato possibile solo grazie allo sforzo (anche economico) da parte di 32 appassionati, che messi di fronte all’out-out del gestore concessionario dell’impianto, sono stati comunque motivati nel pagare una quota associativa anche usufruendone poco, ma permettendo ad altri della medesima cerchia di potersi allenare in un impianto che ha ancora molto da dire (solo per inciso, tre degli abituali frequentatori hanno rivaleggiato per il podio ai recenti campionati europei per amatori su pista, svoltisi a Montichiari –BS-)

Mi permetto di sottolineare che il velodromo ha una valenza sia storica, dove senza dubbio Voi sapete più di quanto io sappia, ma soprattutto strategica. E’ sostanzialmente l’unico impianto ciclistico d’Italia ad essere in centro ad una grande città, si potrebbe citare il caso di Genova, ma il Carlini versa in condizioni ben peggiori, anche lui in mano ad una politica un po’ miop e, soprattutto, non ha una vera “storia” alle spalle.

Le potenzialità di attrattiva sono di fatto enormi e soprattutto trasversali su tutte le fasce di età:

· partendo dai giovanissimi, che avrebbero un impianto per dedicarsi seriamente al ciclismo senza i mille pericoli del traffico e senza lunghe trasferte (vi ricordo che molti dei grandi campioni di oggi provengono dalla pista, come Mark Cavendish e Bradley Wiggings, non a caso britannici, nazione che ha investito tantissimo nella pista).

· La seconda fascia di età (dai 20 ai 40 anni) è frutto della nuova moda del ciclismo urbano, nato dalla conversione di vecchie bici da pista in bici per l’uso urbano. Sta ormai facendo molti seguaci ed ormai (per fortuna) sta uscendo dai canoni di vera e propria moda per diventare un nuovo modo di vivere la propria città, non a caso il forum dedicato a questo tipo di ciclismo conta ormai quasi quattromila iscritti in poco meno di tre anni di vita (www.fixedforum.it)

· La terza fascia è di chi il ciclismo l’ha vissuto nel pieno dello splendore, anni in cui l’Italia era la dominatrice assoluta di ogni competizione su pista e che ancora oggi influenza le generazioni nuove.

Tutto questo potenziale bacino di utenza potrebbe trovare nuova linfa se solo il motovelodromo fesse valorizzato e reso fruibile maggiormente e non in mano ad un privato che deve necessariamente fare i conti con un proprio bilancio ed a un piccolo gruppo di appassionati che però oltre al grande entusiasmo non può avere la forza per gestire un simile patrimonio.

Con questo mio scritto vorrei poterVi sensibilizzare su questa condizione che vive la città di Torino e analizzare con Voi le opportunità che un tale strumento potrebbe avere ai fini di promozione sia delle bellezze dell’architettura dei primi del ‘900, sia su di un impianto sportivo ancora in grado di dire la sua e di fare attrattore per sportivi di tutte le età ma soprattutto, su un piccolo tesoro che potrebbe far anche cambiare il modo di rapportarsi alla pratica sportiva ed alla mobilità sostenibile che, di riflesso, il ciclismo comporta.

Spero di non avervi tediato e Vi porgo i miei saluti.

Convinto restasse lettera morta, oggi mi telefona l'assistente all'assessore e mi fissa un appuntamento per martedì prossimo!!

Ora, tocca pensare a tirar fuoori un po' di idee e proposte credibili per far sì che diventi un punto di aggregazione anche nostro, ad esempio con una ciclofficina interna (quella sfrattata dallo zoo, per dire), fermo restando che l'impianto adrà trattato con il rispetto che merita...tipo anche se adoro i graffiti non ce li vedrei fatti sul bianco delle paraboliche....)

Percui lascio la discussione aperta e vi chiedo di sbizzarrirvi in idee e proposte che voi fareste se aveste a disposizione un velodromo nel centro della vostra città, bisognoso di cure ma con ancora tanto da dare!

a voi! (detto alla bergamasca, ovviamente...)

ok la ciclofficina l'hai già proposta...

creare un circolo arci che oltre a sostenere la mobilità ciclistica, organizza anche manifestazioni, non per forza di cose inerenti al ciclismo, sfruttando gli spazi del velodromo.

tipo mostre (ma non so se ci sia una zona al coperto) e concerti... il prato centrale sarebbe una figata per polleggiare :)

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la situazione del nostro velodromo qui a Torino un po' la conoscete... vedendosi addensare grigie nubi per il futuro prossimo (accedere nel 2012 così come facciamo ora) e lontano (che fine farà quando gli interventi di manutenzione da fare saranno davvero costosi?), ho pensato di scrivere una email all'assessorato allo sport.

di seguito il testo:

Gentili assessori Gallo e Braccialarghe,

mi rivolgo a Voi per portare alla Vostra attenzione quello che per Torino sta diventando un piccolo ma significativo caso di salvaguardia del patrimonio storico architettonico, unito alla promozione sportiva ed alla crescita della cultura sportiva tra i giovani e giovanissimi, il tutto operato con un’azione dal basso, benché coadiuvata dall’assessorato della precedente giunta.

Sto parlando del “famoso” Motovelodromo Coppi di corso Casale. Dopo anni di abbandono ed incurie, con grande fatica un gruppo di appassionati idi cui faccio parte è riuscito a permettere di tornare nuovamente a fare quello che un velodromo dovrebbe fare: ospitare i ciclisti e diventare fulcro di promozione allo sport.

Questo piccolo miracolo è stato possibile solo grazie allo sforzo (anche economico) da parte di 32 appassionati, che messi di fronte all’out-out del gestore concessionario dell’impianto, sono stati comunque motivati nel pagare una quota associativa anche usufruendone poco, ma permettendo ad altri della medesima cerchia di potersi allenare in un impianto che ha ancora molto da dire (solo per inciso, tre degli abituali frequentatori hanno rivaleggiato per il podio ai recenti campionati europei per amatori su pista, svoltisi a Montichiari –BS-)

Mi permetto di sottolineare che il velodromo ha una valenza sia storica, dove senza dubbio Voi sapete più di quanto io sappia, ma soprattutto strategica. E’ sostanzialmente l’unico impianto ciclistico d’Italia ad essere in centro ad una grande città, si potrebbe citare il caso di Genova, ma il Carlini versa in condizioni ben peggiori, anche lui in mano ad una politica un po’ miop e, soprattutto, non ha una vera “storia” alle spalle.

Le potenzialità di attrattiva sono di fatto enormi e soprattutto trasversali su tutte le fasce di età:

· partendo dai giovanissimi, che avrebbero un impianto per dedicarsi seriamente al ciclismo senza i mille pericoli del traffico e senza lunghe trasferte (vi ricordo che molti dei grandi campioni di oggi provengono dalla pista, come Mark Cavendish e Bradley Wiggings, non a caso britannici, nazione che ha investito tantissimo nella pista).

· La seconda fascia di età (dai 20 ai 40 anni) è frutto della nuova moda del ciclismo urbano, nato dalla conversione di vecchie bici da pista in bici per l’uso urbano. Sta ormai facendo molti seguaci ed ormai (per fortuna) sta uscendo dai canoni di vera e propria moda per diventare un nuovo modo di vivere la propria città, non a caso il forum dedicato a questo tipo di ciclismo conta ormai quasi quattromila iscritti in poco meno di tre anni di vita (www.fixedforum.it)

· La terza fascia è di chi il ciclismo l’ha vissuto nel pieno dello splendore, anni in cui l’Italia era la dominatrice assoluta di ogni competizione su pista e che ancora oggi influenza le generazioni nuove.

Tutto questo potenziale bacino di utenza potrebbe trovare nuova linfa se solo il motovelodromo fesse valorizzato e reso fruibile maggiormente e non in mano ad un privato che deve necessariamente fare i conti con un proprio bilancio ed a un piccolo gruppo di appassionati che però oltre al grande entusiasmo non può avere la forza per gestire un simile patrimonio.

Con questo mio scritto vorrei poterVi sensibilizzare su questa condizione che vive la città di Torino e analizzare con Voi le opportunità che un tale strumento potrebbe avere ai fini di promozione sia delle bellezze dell’architettura dei primi del ‘900, sia su di un impianto sportivo ancora in grado di dire la sua e di fare attrattore per sportivi di tutte le età ma soprattutto, su un piccolo tesoro che potrebbe far anche cambiare il modo di rapportarsi alla pratica sportiva ed alla mobilità sostenibile che, di riflesso, il ciclismo comporta.

Spero di non avervi tediato e Vi porgo i miei saluti.

Convinto restasse lettera morta, oggi mi telefona l'assistente all'assessore e mi fissa un appuntamento per martedì prossimo!!

Ora, tocca pensare a tirar fuoori un po' di idee e proposte credibili per far sì che diventi un punto di aggregazione anche nostro, ad esempio con una ciclofficina interna (quella sfrattata dallo zoo, per dire), fermo restando che l'impianto adrà trattato con il rispetto che merita...tipo anche se adoro i graffiti non ce li vedrei fatti sul bianco delle paraboliche....)

Percui lascio la discussione aperta e vi chiedo di sbizzarrirvi in idee e proposte che voi fareste se aveste a disposizione un velodromo nel centro della vostra città, bisognoso di cure ma con ancora tanto da dare!

a voi! (detto alla bergamasca, ovviamente...)

ok la ciclofficina l'hai già proposta...

creare un circolo arci che oltre a sostenere la mobilità ciclistica, organizza anche manifestazioni, non per forza di cose inerenti al ciclismo, sfruttando gli spazi del velodromo.

tipo mostre (ma non so se ci sia una zona al coperto) e concerti... il prato centrale sarebbe una figata per polleggiare :)

L'idea dei concerti e degli spettacoli nel prato interno, è ottima, ci sarà sicuramente a Torino un'associazione culturale in grado di organizzare eventi di quel tipo...e visto che i miei suoceri hanno un negozio di animali, ci metto anche l'ipotesi di organizzare mostre canine che riscuotono sempre un gran successo di pubblico, almeno qui nella Romagna!

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volevo dire la mia...anche se negli ultimi tempi ho latitato e a torto:)

Per prima cosa tanto di cappello a riky, quanto meno ha avuto il coraggio di sperare in un contatto con le istituzioni (io sono pessimista in partenza)

Non ho mai frequentato il velodromo,e non so quanta gente ci vada mediamente al giorno, però posso dire che se la sua sopravvivenza dipende in buona parte da una trentina di appassionati che pagano una quota siamo messi un po' male.

Secondo me il nodo fondamentale è che manca un minimo di promozione dell'impianto, questo determina che i costi di accesso a mio avviso siano troppo elevati, data la (presunta) scarsità di ingressi singoli. Ora non vorrei dire cazzate, ma una piscina credo sia un po' più delicata da gestire, e tuttavia il costo di accesso all'impianto è minore, dato anche il maggior afflusso di persone che praticano il nuoto.

Per come la vedo io pagare 6 euro per entrare è un po' troppo, d'altra parte non me la sento nemmeno di versare 100 euro e rotti perchè in realtà sono impegnato con diversi sport, e spendere di più non voglio, date le mie entrate, però sarei ben lieto ogni tanto di andare (mi stuzzicano le discipline a tempo,tipo l'ora...).

In quest'ottica sarebbe bene fare un po' di pubblicità all'impianto, dubito che siano in molti a sapere della sua esistenza...perchè non si tenta di convolgere anche chi va in bdc?? l'impianto credo sarebbe buono per allenamenti specifici che loro usano fare, il vantaggio sarebbe per chi ha poco tempo e non vuole sprecarlo per allontanarsi da torino su strade un po' più tranquille.

Il serbatoio certo sarebbe molto più vasto di coloro che praticano esclusivamente discipline da pista, e dei fissati urbani che ,ricordiamocelo, non sono necessariamente amanti del ciclismo.

Poi quella di metterci la ciclofficina è un'ottima idea....credo diventerebbe facilmente il punto di ritrovo di molti fissati, però ci vanno i soldi, io ho fatto la tessera per sostenere la ciclofficina di via virle, ma nonostante tutto non c'è stato niente da fare, l'hanno dovuta togliere, la circoscrizione non ha finanziato (del resto vuoi che campi dei soli soldi di quei 4 gatti che vanno in bici e hanno la curiosità di fare le riparazioni più semplici da soli?...la gente quando buca porta tutto dal meccanico...)

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volevo dire la mia...anche se negli ultimi tempi ho latitato e a torto:)

Per prima cosa tanto di cappello a riky, quanto meno ha avuto il coraggio di sperare in un contatto con le istituzioni (io sono pessimista in partenza)

Non ho mai frequentato il velodromo,e non so quanta gente ci vada mediamente al giorno, però posso dire che se la sua sopravvivenza dipende in buona parte da una trentina di appassionati che pagano una quota siamo messi un po' male.

Secondo me il nodo fondamentale è che manca un minimo di promozione dell'impianto, questo determina che i costi di accesso a mio avviso siano troppo elevati, data la (presunta) scarsità di ingressi singoli. Ora non vorrei dire cazzate, ma una piscina credo sia un po' più delicata da gestire, e tuttavia il costo di accesso all'impianto è minore, dato anche il maggior afflusso di persone che praticano il nuoto.

Per come la vedo io pagare 6 euro per entrare è un po' troppo, d'altra parte non me la sento nemmeno di versare 100 euro e rotti perchè in realtà sono impegnato con diversi sport, e spendere di più non voglio, date le mie entrate, però sarei ben lieto ogni tanto di andare (mi stuzzicano le discipline a tempo,tipo l'ora...).

In quest'ottica sarebbe bene fare un po' di pubblicità all'impianto, dubito che siano in molti a sapere della sua esistenza...perchè non si tenta di convolgere anche chi va in bdc?? l'impianto credo sarebbe buono per allenamenti specifici che loro usano fare, il vantaggio sarebbe per chi ha poco tempo e non vuole sprecarlo per allontanarsi da torino su strade un po' più tranquille.

Il serbatoio certo sarebbe molto più vasto di coloro che praticano esclusivamente discipline da pista, e dei fissati urbani che ,ricordiamocelo, non sono necessariamente amanti del ciclismo.

Poi quella di metterci la ciclofficina è un'ottima idea....credo diventerebbe facilmente il punto di ritrovo di molti fissati, però ci vanno i soldi, io ho fatto la tessera per sostenere la ciclofficina di via virle, ma nonostante tutto non c'è stato niente da fare, l'hanno dovuta togliere, la circoscrizione non ha finanziato (del resto vuoi che campi dei soli soldi di quei 4 gatti che vanno in bici e hanno la curiosità di fare le riparazioni più semplici da soli?...la gente quando buca porta tutto dal meccanico...)

8-0

dimmi dovè che un ingresso singolo costa meno di 6 euro!

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nuuuu, capo cosparso di cenere.... stasera stringo di un dente il cilicio

;-)

Seriamente: grazie a chi ha già messo un po' di argomenti sul tavolo, davvero.

PS: secondo voi è meglio che metta la cravatta all'incontro o vado casual :-)

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Riky non si riesce a coinvolgere le società ciclistiche torinesi?

Specie per i gruppi giovanili sarebbe importante girare in pista, oltre che ad essere sicuro (dal traffico) dovrebbe anche essere una bella palestra per imparare a sprintare, a ragionare sulla gestione della gara, etc etc.

Non mi ricordo quale big ultimamente abbia detto quanto fosse stata importante la sua preparazione in pista prima di passare alla strada...

Se riuscissero a fidelizzare un po' di gruppi a prezzi vantaggiosi non sarebbe male...

In bocca al lupo!

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nuuuu, capo cosparso di cenere.... stasera stringo di un dente il cilicio

;-)

Seriamente: grazie a chi ha già messo un po' di argomenti sul tavolo, davvero.

PS: secondo voi è meglio che metta la cravatta all'incontro o vado casual :-)

L'importante è che tu ci vada in bici e la pargheggi nell'ufficio dell'assessore!!

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Cravatta e bici con freni, campanello luci e quella paletta laterale da olandese.

Scherzi a parte, complimenti per lo sbattimento di cui ti stai facendo portavoce.

Curiosità, la parte interna, il "campetto" per cosí dire contenuto nell'ovale, non potrebbe interessare a qualche altra associazione sportiva che abbisogni d'un prato? Non sapendo che misure ha non ho idea di che praticanti di sport potrebbero essere interessati. Magari si riesce smezzare la questione spese a patto di calibrarsi bene con gli orarî.

Un'ultima cosa: STAYER!

DIAVOLO%2BROSSO%2B-%2BDIETROMOTORI%2B1931%2B-%2BMOTOVELODROMO%2BTORINO.jpg

Fonte: Paramanubrio.

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Qualche mostra al velodromo ("Mercanti per un giorno" e altre di cui non ricordo il nome) già viene ospitata; il problema maggiore sta nella manutenzione della pista il cui fondo tende a non esser regolare.

L'idea della ciclofficina mi sembra azzeccatissima (Riky, ti mando un mp a proposito il prima possibile), magari anche col coinvolgimento delle scuole del quartiere (a Londra periodicamente facevano corsi di sensibilizzazione all'uso della bici, con annesso mini-prontuario per accertarne il funzionamento, nelle scuole elementari).

Ci penso e cerco di tirar fuori qualcosa di più esteso.

Per intanto chapeau per la costanza!

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volevo dire la mia...anche se negli ultimi tempi ho latitato e a torto:)

Per prima cosa tanto di cappello a riky, quanto meno ha avuto il coraggio di sperare in un contatto con le istituzioni (io sono pessimista in partenza)

Non ho mai frequentato il velodromo,e non so quanta gente ci vada mediamente al giorno, però posso dire che se la sua sopravvivenza dipende in buona parte da una trentina di appassionati che pagano una quota siamo messi un po' male.

Secondo me il nodo fondamentale è che manca un minimo di promozione dell'impianto, questo determina che i costi di accesso a mio avviso siano troppo elevati, data la (presunta) scarsità di ingressi singoli. Ora non vorrei dire cazzate, ma una piscina credo sia un po' più delicata da gestire, e tuttavia il costo di accesso all'impianto è minore, dato anche il maggior afflusso di persone che praticano il nuoto.

Per come la vedo io pagare 6 euro per entrare è un po' troppo, d'altra parte non me la sento nemmeno di versare 100 euro e rotti perchè in realtà sono impegnato con diversi sport, e spendere di più non voglio, date le mie entrate, però sarei ben lieto ogni tanto di andare (mi stuzzicano le discipline a tempo,tipo l'ora...).

In quest'ottica sarebbe bene fare un po' di pubblicità all'impianto, dubito che siano in molti a sapere della sua esistenza...perchè non si tenta di convolgere anche chi va in bdc?? l'impianto credo sarebbe buono per allenamenti specifici che loro usano fare, il vantaggio sarebbe per chi ha poco tempo e non vuole sprecarlo per allontanarsi da torino su strade un po' più tranquille.

Il serbatoio certo sarebbe molto più vasto di coloro che praticano esclusivamente discipline da pista, e dei fissati urbani che ,ricordiamocelo, non sono necessariamente amanti del ciclismo.

Poi quella di metterci la ciclofficina è un'ottima idea....credo diventerebbe facilmente il punto di ritrovo di molti fissati, però ci vanno i soldi, io ho fatto la tessera per sostenere la ciclofficina di via virle, ma nonostante tutto non c'è stato niente da fare, l'hanno dovuta togliere, la circoscrizione non ha finanziato (del resto vuoi che campi dei soli soldi di quei 4 gatti che vanno in bici e hanno la curiosità di fare le riparazioni più semplici da soli?...la gente quando buca porta tutto dal meccanico...)

8-0

dimmi dovè che un ingresso singolo costa meno di 6 euro!

non lo so, diccelo tu dove si paga meno di 6 euro...

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nuuuu, capo cosparso di cenere.... stasera stringo di un dente il cilicio

;-)

Seriamente: grazie a chi ha già messo un po' di argomenti sul tavolo, davvero.

PS: secondo voi è meglio che metta la cravatta all'incontro o vado casual :-)

vacci in cravatta...sono per lo più antiquati, non capirebbero.

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