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Tentativo record dell'ora - 8 ottobre 2022


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13 minuti fa, filixeo ha scritto:

Sforna direttamente il pezzo.
Al massimo occorre fare lavorazioni di finitura (lucidature, filetti, dentini di incastro...) ma il particolare "sfornato" è un semilavorato quasi finito. Tornando all'esempio che facevo della Bugatti, guarda nel breve video il particolare che esce dalla stampante e confrontalo con il finito (ed è molto più complesso dei componenti della bici).

 

ok 🙂

domanda n.2 ma sto titanio... è in "polvere" ed avviene una fusione nella stampante? 
Giuro non riesco a capire il procedimento. sarà che ho visto il titanio solo sotto forma di tubi e o piercing 😄

cioè per quel poco che mi sono mai interessato alla stampa 3D, vedevo la realizzazione delle cose con varie resine per cui immaginavo bastasse una fonte di calore molto bassa no?

update:
Niente mi sono documentato su wiki... sono proprio un boomer. 😄

 

 

Edited by mariazzo (see edit history)
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7 minuti fa, mariazzo ha scritto:

domanda n.2 ma sto titanio... è in "polvere" ed avviene una fusione nella stampante? 
Giuro non riesco a capire il procedimento. sarà che ho visto il titanio solo sotto forma di tubi e o piercing 😄

Sì, suppergiù è così!

7 minuti fa, mariazzo ha scritto:

cioè per quel poco che mi sono mai interessato alla stampa 3D, vedevo la realizzazione delle cose con varie resine per cui immaginavo bastasse una fonte di calore molto bassa no?

La manifattura additiva apre un discorso piuttosto vario!
Diciamo che le principali frazioni che potrei discriminare (in base alle mie conoscenze) sono tre:

  1. Quella dei metalli, di cui abbiamo appena parlato: polveri di metalli fuse mediante laser, proprio per il titanio si parla di camere sottovuoto e temperature da 700 a 1600°C. Processo energivoro ma come dicevamo, il particolare è quasi finito. La pippa è rappresentata anche dal rapporto quantità/tempo dei particolari da produrre e dalla disponibilità delle polveri;
  2. Deposito di filamento: il materiale, di solito plastiche, biodegradabili o caricate o gommose in forma di filo in bobine fuse attraverso un ugello che deposita il fuso su un piano facendo crescere lo stampato. Temperature di fusione della plastica (pochi ugelli superano i 250°C infatti). Uso amatoriale o prototipi.
  3. Cere e resine, di cui so poco, ma in realtà una delle tecnologie più consolidate. In uso per oreficeria (modelli di cera) e elettronica (schede dalle forme particolarissime, roba da servizi segreti israeliani). Stampanti piccole, temperature basse, processi robusti e ben controllati (orefici e 007 israeliani ci tengono alla precisione).
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