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Found 91 results

  1. Sabba de Stirone 3

    Originariamente fissata per domenica 23 settembre la rinviamo a Sabato 13 OTTOBRE. SAVE THE DATE
  2. [FLYER in arrivo] Gara a check point di bici a scatto fisso senza freni. Percorso misto (città, sentiero, collina) Distanza circa 60 Km Dislivello circa 1.000 m Il percorso verrà dichiarato a breve Vi forniremo la traccia GPX e una mappa cartacea RITROVO H 10.00 STAZIONE FS Piazza Repubblica, Fidenza (PR) ISCRIZIONE: 7€ (birra / cibo / stickers /mappa) (A nostra discrezione, potrà iscriversi anche chi volesse gareggiare con biciclette a ruota libera o fisse con freno ma fuori classifica e senza mettere in pericolo gli altri ) Premieremo il PRIMO BRAKELESS e la PRIMA DONNA BRAKELESS SAVE THE DATE PER INFO : [email protected] IN SINTESI Nome evento: SABBA DE STIRONE III Dove: Fidenza (PR) Data: Domenica 23 settembre 2018 RINVIATA A SABATO 13 OTTOBRE 2018 Orario di ritrovo: 10 Orario di partenza: 11.00 Tipo di evento: Hill & Gravel checkpoint race - terreno misto Tipo di bici: fissa / brakeless Costo iscrizione: 7 euro (inclusi birra e merenda a fine gara, mappa e adesivi) Cosa portare: casco / lock / testa / kit foratura / zuccheri Mappa consigliata: in arrivo a breve traccia GPX Link evento FB: in arrivo Hashtag: #deltanove #sabbadestirone2018 #magnamaterlaudatio #hillbombing #trackbikes #brakeless #singletrack #gravel #checkpointrace
  3. Ted Shred

    dude...
  4. Mud Max S3ep02 - Cremona

    Seconda tappa della 3a stagione Mud Max - nuovo tracciato a Cremona info soon
  5. ****** Nome evento: MUDMAX - The TrackCross Championship Dove: Torino / Cremona / Monza / Milano <aggiornamenti data per data> Data: 5/11 - 16/12 - 20/01 - 17/02 <aggiornamenti data per data> Orario di ritrovo: <aggiornamenti data per data> Orario di partenza: <aggiornamenti data per data> Tipo di evento: trackcross Tipo di bici: fissa brakeless Costo iscrizione: 5€ Cosa portare: casco / bici Link evento FB: https://www.facebook.com/events/726664144198640/permalink/726968287501559/ ******* torna il primo e unico evento italiano di trackcross, con una serie di date da leccarsi i baffi. in breve: 5€ racepack w/ birra+stickers+spokeObbligo di movimento fisso e no freniCasco obbligatorio, senza non si parte"Potete venire con il Parallax con i 35 da cx o con la Pininfarina della Esso con pacco pignoni saldato. Nessun obbligo su ritenzione piedi/assetto/rapporto. Il tracciato è un percorso da trial, cunette, sassi e serrato, fate i vostri conti e chiappe strette" aggiornamento in corso
  6. PLS DO NOT COUNT THIS

    Filmato da un ragazzo che ho conosciuto qui a Praga (a cui, povero Cristo, han rubato la bici proprio quando era qui per un mese...). Johannesburg sembra parecchio estrema.
  7. Alla fine è successo

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-europa/londra-ciclista-investe-e-ammazza-donna-la-sua-bici-non-aveva-i-freni-anteriori-2739544/
  8. #GODSAVETHECYCLISTS

    until
    Unica criterium stagionale per Torino, non si può mancare!
  9. eh, ci ho riflettuto ed è venuta fuori una cosa così... https://riky76omnium.wordpress.com/2017/08/09/be-a-wolf-di-notte-con-il-solo-rumore-della-catena-a-farti-compagnia/
  10. "Per tradizione druidica, nel giorno dell’equinozio, gruppi di persone usavano riunirsi a circolo in un bosco per dividere il pane fatto in casa, e bere idromele o birra. Il primo pezzo di pane ed il primo sorso di bevanda venivano restituiti alla madre terra che ha permesso la loro crescita. In questo giorno infatti il ciclo vitale e naturale, iniziato in primavera, giunge a compimento. Luce e tenebre sono in perfetto equilibrio. Ed è proprio in conseguenza di questo equilibrio che, quando la natura e la vegetazione cominciano ad ingiallire, la parte spirituale dell’intero universo tende a prendere il sopravvento" Si corre ancora nelle terre parmensi, quest'anno ci riuniamo per festeggiare l'equinozio di autunno che cade nella notte fra il 22 e il 23 settembre.. Come lo scorso anno renderemo omaggio alla terra correndo veloci nei boschi, arrancando in salita e incontrando il Demonio in discesa. A fine gara festeggeremo con birra artigianale e prodotti di forneria fatti in casa. Gara a check point di bici a scatto fisso senza freni. Percorso misto (città, sentiero, collina) Distanza circa 55 Km Dislivello 1.000 m Il percorso verrà dichiarato a inizio settembre. Vi forniremo la traccia GPX e forse una mappa cartacea SCARICATELA QUI https://www.gpsies.com/map.do?fileId=aleuzbftiznyehmo RITROVO H 10.00 STAZIONE FS Piazza Repubblica, Fidenza (PR) ISCRIZIONE: 5€ (birra / cibo / stickers) (A nostra discrezione, potrà iscriversi anche chi volesse gareggiare con biciclette a ruota libera ma fuori classifica senza mettere in pericolo gli altri ) Premieremo il PRIMO BRAKELESS e PRIMO IN FISSA SAVE THE DATE PER INFO : [email protected] IN SINTESI Nome evento: SABBA DE STIRONE 2 - AUTUMNI AEQUINOCTIUM Dove: FIDENZA Data: 23 SETTEMBRE 2017 Orario di ritrovo: 10.00 Orario di partenza: 11.00 Tipo di evento: country and hill velocity / hillbombing Tipo di bici: fissa / brakeless / corsa / cx / qualsiasi bici Costo iscrizione: 5 euro compreso birra, cibo e stickers Cosa portare: casco / gomme adatte / attrezzi / gps / cellulare Mappa consigliata: traccia scaricabile qui https://www.gpsies.com/map.do?fileId=aleuzbftiznyehmo Link evento FB:https://www.facebook.com/events/499428630391032/ Hashtag: #sabbadestirone #hillbombing #deltanove #fidenza #praisethehills #hailgreatmother #notdead #sublimatio #balanceofthelements #runtothehills #brakeless #trackbike #fissa #pendenze #birra #sabba #sabba2017
  11. In realtà dovevamo rientrare in bici a Trieste ma un problema di salute ci ha costretti ad interrompere la pedalata a un giorno (175 km) da casa. partiti da casa il venerdì pomeriggio, rubando qualche ora al lavoro, siamo arrivati la sera a Lubiana dove abbiamo cenato e bevuto alcune birre con l'amico Bor, sabato siamo partiti in direzione Budapest e in 2,5 gg di belle strade, salite/discese e vento contrario abbiamo raggiunto la prima meta dedicando poi il pomeriggio a fare un po di turismo (la avevamo già visitata in passato) e la sera ad una lauta cena, martedì abbiamo fatto una tirata fino a Bratislava tappa di pianura con un vento caldo pazzesco ovviamente sempre in faccia, cenetta e poi giornata di pausa per visitare la città, giovedì siamo ripartiti verso casa, passando per l'Austria, percorsi stupendi, salite (e discese) fino al 18% e rientro in Slovenia passando per Maribor; purtroppo venerdì, causa uno stratempo in arrivo, invece che arrivare a Celje ci siamo dovuti rifugiare in un b&b 25 km prima, giusto in tempo prima che si scatenasse l'inferno, non trovando un locale aperto per mangiare qualcosa abbiamo optato per l'unica cosa aperta nelle vicinanze: un kebabbaro. Rientrati in stanza inizia a salirmi la febbre fino a 40° e al mattino iniziano anche i problemi intestinali, imbottito di paracetamolo e immodium proviamo a ripartire ma già dopo la prima salita tosta la febbre ritorna e decidiamo di fermarci a Celje dove arranco fino ad un hotel dove passerò 24 ore chiuso in stanza fino a che delle anime pie non vengono da Trieste in macchina a recuperarci. combinazione i problemi si sono verificati proprio dove il percorso del ritorno si andava a sormontare con l'andata ma avremmo comunque preferito rientrare con le nostre forze ma è stato comunque un bellissimo cicloviaggio in autonomia, 1.100 km, 6.500 d+, bikepacking, con le scatto fisso e 1 freno in due :) non vedo l'ora di ripartire!
  12. Sabba de Stirone - autumni aequinoctium

    until
    seconda edizione del Sabba - bici fisse brakeless - singletrack e salite/discese su asfalto nei colli Parmensi - 23 SETTEMBRE 2017 - FIDENZA info soon
  13. TANTA STIMA!

    https://www.instagram.com/p/BR5RwB1ACcN/
  14. La mia porta adesivi.. aka la Zum Zum Zum

    “Sarà capitato anche a voi, di avere una musica in testaaa…” eh niente, avevo questo cancellaio in cantina a prendere polvere, una ex citybike (“la bici migliore per girare in città” cit.) dei tempi in cui la bici per me era solo un mezzo di trasporto e soprattutto economico (ah bei tempi..)… e da un po’ mi frullava in testa di farci qualcosa di ignorante. poi vedo l’annuncio di vendita ruote fixieconomiche postato da @Fero (thanks man), nel frattempo si avvicina la data della Mud Max idroscaligera, e.... in men che non si dica si accende la classica lampadina: ORANGE MOKA FRAPPUCC.. (ah no, questa era quell’altra volta..) dicevamo, FIXED CX DA SVACCO!!!! e così è andata… recupero un pignone da 17 dal buon @Ordog (a proposito Pietro, è da 1/8 non da 3/32.. mannagg, ho dovuto comprare anche la catena nuova ;-) da abbinare alla corona da 38, piglio due marathon da 32 (l’unico pezzo pregiato su sto catorcio) una selle italia incartapecorita, cianfrusaglie che avevo negli scatoloni della suddetta cantina (pipa 3ttt "MIRKO dei Biaiv" super pregio e riser dritto, che non mi ricordo da dove arrivino..) taglio due camere d’aria a mò di manopole, pedali vp-spd-prcd “alleggeriti” et voilà.. quando poi riuscirò a sbloccare il tubo sella, sarà una vera principessa del fango, per ora viaggia senza nemmeno il collarino e ad alzo quasi zero.… (rullo di "tamburli") frrrrrrrr..... (spiattata) csssc... Siore e siori, reduce dal debutto in società nella garetta di quei muddacchioni di ccsc/039/420 in cui si è comportata egregiamente (almeno lei..) [a parte qualche svitamento del manubrio e della serie sterzo.. ma d’altronde si sa, contano le gambe], eccovi due fotine, perché va bene l’Idro, ma io preferisco lo scalo ;-) ps.: quando poi @Trizio & co. si danno una mossa, verrà appunto riempita di adesivi c.d.t. ..per ora è ancora una Conquest-o-cazzo achantè clair
  15. Raving Rabbit - Legor Track

    Partendo dal presupposto che non avevo necessità di una nuova bici e sicuramente non avevo bisogno di una nuova bici da pista, sono caduto sull'acquisto compulsivo e di pancia. Ho visto il Legor nel mercatino in un annuncio del buon Stefano @psychonaut (ste telaio ha fatto il giro di tutta Italia, credo) e il gioco è stato fatto. Poche chiacchiere (oggi fa freddo e non ho voglia di romanzare^^') e via con la lista: Telaio: Legor Pista acciaio Forcella: Deda in carbonio 1' (forcella trovata in occasione da un tizio di VR, è una forcella corsa e visto il rake un po' modifica le geometrie della bici, ma per ora direi che funziona) SerieSterzo: Chris King 1' Attacco manubrio: trovato al mercato delle pulci^^'....da 1' con attacco da 26, esteticamente lo trovo gradevole e non volevo montare roba oversize Manubrio: pieda deda da 26....la piega più "compact" che ho trovato vicino a casa e ad un costo contenuto Nastro Manubrio: un sobrio camuflage bianco grigio nero di marca ignota Guarnitura e MC: Omnium col suo MC - Corona 48 Pedali: shimano xt spd Reggisella: ritchey comp Sella: fiz'ik ardea Ruota ant: mozzo shimano e cerchio DRC Ruota post: Halo track Copertoncini: Continental Ultra Sport II Foto a caso, brutte e fatte male, ma ho fatto di peggio:
  16. Sacro Macello di Valtellina IV

  17. se la vostra mente (e il vostro portafogli) è ormai al cx, continuate a farvi gare di gravel su gare di gravel ma d'altro canto vi piange il cuore a guardare la vostra bici da pista che prende polvere in cantina, bene, Officina Deltanove vi invita alla simpatica garetta: SABBA DELLO STIRÖNE 50 km / 786 m dls+ Gara su terreni misti e molto insidiosi, rigorosamente per bici a scatto fisso (tranquilli, se siete mammolette potete pure venire col cx, ma tanto sono fatti vostri). Partenza cittadina, single trail nei boschi del parco dello Stirone e un po' di hill bombing che tanto va di moda ultimamente, giusto per far contenti tutti. Uno o due checkpoint (in base alla gente che ci ritroviamo) che saranno segnati sulla mappa. Il responsabile di tutto questo è di @Visconte Cobram che parteciperà a ca**o ritto garantendo la dopeness della gara. @Fresh420 è parte del team organizzativo, a lui il merito dell'idea e del flyer. PREISCRIZIONI MOLTO CONSIGLIATE (per conteggio birra, torte, rifocillamenti caldi e maglie eventuali) mail a [email protected] con: nome città di provenienza tipo di bici (fissa senza freni, fissa con freni, altra bici) birra / no birra maglietta sì o no, se sì, indicate la taglia in base a QUESTA tabella e portate un bel 10€ -prezzo social- in più al momento del ritrovo (colore puramente indicativo) Fidenza è raggiungibile agevolemente da tipo qualsiasi parte d'Italia con treni diretti che possono portare bici: Milano, Bologna, Brescia, Livorno, LasPezia e tutte le stazioni sulla linee afferenti, prevedono partenze ogni 30/60 minuti. Inoltre è un casello della A1, quindi NON AVETE SCUSE. Disclaimer: testa al proprio posto e ognuno responsabile per sè. fortemente consigliati ricambi (specie camere d'aria) poiché la parte boscosa è lontana dalla civiltà. se la giornata è brutta -nebbia, pioggia, etc. -, le condizioni saranno molto disagevoli, quindi massima attenzione a tutto. IN SINTESI Nome evento: Sabba Dello Stirone Dove: Fidenza (PR) Data: 12/11/2016 Orario di ritrovo: 10:00 Orario di partenza: 11:00 Tipo di evento: gravel / cx / hill bombing Tipo di bici: tutte le bici non ammortizzate, classifiche separate per fisse e non. Costo iscrizione: 5 € con birra Cosa portare: casco / mappa GPX / borsa con roba di sopravvivenza e ricambi Mappa consigliata: GPX ufficiale QUI Link evento FB: TBA Hashtag: gravel cx brakeless alleycat
  18. Buondì, ritorno con uno dei miei messaggi chilometrici per raccontarvi una scampagnata che mi sono fatto qui in Spagna un paio di settimane fa. Avevo aperto la discussione sulle mie scorribande iberiche che alla fine non ho mai aggiornato, ma qui vorrei aprire un topic apposito. Visto che prevedo uno sproloquio immane, lascio subito il riassunto a disegni per i più pigri (o privi di tempo); tutti gli altri sono avvertiti, dopo la foto ha inizio il racconto. È da quando mi sono trasferito quaggiù, nell'estremo Sud della penisola iberica, che mi frullava per la testa l'idea di tornare in Italia in bici ad agosto, poi ho realizzato che sarò sommerso di lavoro in quel mese e, complice che segnalò qualche mese fa la Pantumacona, critical mass interplanetaria barcellonese, ho partorito un piano alternativo. Finito il periodo più accademicamente caldo, esaurite le ore di tirocinio, compro un biglietto, impacchetto la Olmo e intraprendo un viaggio in bus apocalittico di venti ore verso la capitale catalana, attraversando luoghi sperduti a velocità Stravabili. Arrivo nella città delle ramblas all'alba di un giorno qualunque, reincontro vecchi amici e conosco nuova gente, girovago per festicciuole e cascine, partecipo alla tanto agognata Pantumacona e, all'alba di un altro giorno qualunque, abbandono la città delle ramblas diretto verso la comunità autonoma di Aragona. Questo è il giorno zero del viaggio, la cartina tornasole della validità della mia idea malsana, ovvero quella di percorrere la Spagna in fissa, senza freni e con un po' di bagaglio. Ho fatto qualche viaggetto, ma mai con la bici montata così, e ho ritenuto che i tempi fossero maturi per lanciarsi nell'impresa. Come dicevo, partenza alle cinque da Barcellona e 280 chilometri, da coprire in giornata, tra me e la meta. Con le strade pressoché deserte, mi impossesso dei vialoni cantando Eskimo, mi divoro i saliscendi in uscita dalla città e mi indirizzo verso Martorell. Il sole spunta e le gambe girano bene, non cesso di mangiucchiare, mungere acqua dalla borraccia e canticchiare. Il diavolo, però, è dietro l'angolo e si manifesta sotto forma del malefico GoogleMaps che, non avendo io preparato la lista di paesi da attraversare da appiccicare sull'orizzontale come sempre faccio, si burla di me e organizza una Google Gravel®. Pur in mezzo a paesaggi collinari magnifici, mi ritrovo a pedalare su una strada bianca in mezzo al nulla, che poi si stringe, si deteriora e finisce in un borghetto medievale senza via d'uscita. Riguadagno la civiltà e, in mezzo alle salite pedemontane nei dintorni di Igualada, percorro qualche chilometro con un arzillo quanto anziano ciclista locale che mi indica la retta via. Procedo quindi sulla strada nazionale verso Tárrega quando la mia catena, provata da nove mesi di abusi, decide di abbandonarmi distruggendo due piastre interne contemporaneamente. Ho solo una maglia di ricambio, per cui mi obbligo a pedalare lentissimamente fino al primo negozio di bici di Tárrega, dove il ruvido ma disponibile meccanico, che tratta soprattutto motozappe e decespugliatori, mi instrada verso l'uscita dalla Catalogna. Con le gomme alla pressione giusta e una catena nuova, parto rinvigorito, mi fermo a mangiare uno dei migliori falafel della mia vita ad Alfarrás e supero il confine tra Catalogna e Aragón passando sotto alle arcate di un monumentale acquedotto romano. La comunità di Aragona mi rapisce da subito: strada dritta che asseconda i saliescendi dei campi sinuosi e una linea di pali della luce di legno a suo lato che si perde all'orizzonte; campagna costellata di minuscoli paesini, ognuno provvisto di castello regolamentare. Passo Monzón, sono straordinariamente solo di poco in ritardo sull'ambiziosa tabella di marcia che mi ero prefissato e avverto chi mi ospiterà del mio quasi imminente arrivo. Mi pedalo anche Barbastro, ultimo centro urbano di una dimensione considerevole prima di Huesca, a cui mancano ormai solo sessanta chilometri. Sono rincuorato e mi spazzolo in piedi sui pedali una salita di cinque chilometri al dieci per cento, mi sento nel pieno delle forze e non mi spiego come possa veder doppio e avvistare due figure apparentemente uguali con una giacchettina color giallo Stabilo Boss in cima alla collina. Approssimandomi, mi rendo conto che si tratta di due strani individui vestiti uguali che mi offrono di fermarmi e di lasciargli duecento euro per l'assenza di un elmo di polistirolo sulla mia nuca. Mi offro di ridiscendere la collina e di comprare il suddetto elemento di protezione nel freddo centro commerciale della summenzionata Barbastro. Accettano di buon grado, con anche una malcelata soddisfazione, e mi scrutano mentre mi lancio giù per la discesa. Compro casco e una baguette con tanti semini, risalgo la salita, ora con meno slancio, e arrivo a Huesca in serata. 280 chilometri nella bisaccia, un casco da cui non mi separerò e la certezza che il piano è fattibile. Rimango una settimana in questa fantastica cittadina vivissima ai piedi del Pireneo Aragonese e a fianco del deserto de Los Monegros, culla di un habitat che più si addice a qualche steppa asiatica che al nord della Spagna. Poi giunge il giorno della partenza, spedisco a Huelva zaino e cose non necessarie che mi ero portato da Barcellona e do il via alla galoppata. Sulla via per Zaragoza incontro un giovine che si sta allenando su una mountain bike anni '80 con medie superiori ai trenta all'ora. Facciamo qualche chilometro insieme e poi torna indietro per chiudere il suo anello. Alle porte di Zaragoza un anziano mountain biker tecnicissimo si complimenta e cerca di farmi desistere, ma proseguo e, seguendo la linea del tram, attraverso la città in tempo record lasciandomi alle spalle la basilica del Pilar, le sue innumerevoli cupole colorate e i suoi enormi campanili. Dopo chilometri di vento contrario, raggiungo lo spettacolare paesino medievale di Daroca, mi concedo una merenda a base di churros e cioccolata calda e riparto con questa botta di zuccheri dopo aver parlato con un ottuagenario su una panchina di come andava a ballare a rimorchiare da giovane nei paesini che sto per attraversare. Riguadagno la campagna e con essa entro nella comunità di Castiglia La Mancia, che da subito si dimostra deserta e collinare. Arrivato con orgoglio al centro di Embid, meta sentimentale del vecchio di cui sopra, mi rendo conto che tutti i nomi che porto sul tubo orizzontale non sono nient'altro che punti sulla mappa. Embid, che sulla cartina sembrava un grande centro, è un castello sproporzionato, un nucleo di 44 abitanti e 36 chilometri quadrati ci campagna. Mi metto in marcia e raggiungo Molina de Aragón (nonostante sia in Castiglia La Mancia), dove dormo il sonno dei giusti dopo un sano panino e una tisana calda. Il giorno successivo vola: tra le colline e i mulini a vento di don Chisciotte, le ripidissime salite e le impegnative discese, che riesco ad affrontare con una certa disinvoltura nonostante i ricorrenti venti gradi di pendenza, mi sbrano circa duecentoventi chilometri. Pranzo con Armando, simpatico cicloturista basco con decine di viaggi alle spalle che sta andando a BurgosA fine giornata, mentre filo sulla nazionale a lato di Villanueva de Alcardete, un sibilo mi rende partecipe della morte del mio Vittoria Zaffiro posteriore, stanco degli abusi in discesa. Impreco al vedere il taglio nel battistrada, le tele non hanno opposto resistenza e tutta la gomma è poco più di un'ostia. Inserisco l'unica camera d'aria di ricambio, non prima di aver posizionato all'interno del copertoncino una camera d'aria tagliata che porto per le emergenze e che spero offra un po' di resistenza extra. Nel piccolo paesino i negozi sono ormai chiusi, e tutti mi avvertono che lo rimarrano anche il giorno successivo, essendo la festa della provincia, decido di avanzare fino a Quintanar de la Orden, dieci chilometri più avanti, sperando di trovare una soluzione il giorno successivo. Entro in una taverna in cui l'oste non mi toglie gli occhi da dosso e tutti parlano con un accento ridicolo da Benvenuti al Nord. Ci do dentro con mandorle salate e infusioni di menta. Trovo un buon posto per la notte e mi addormento come un sasso. Il terzo giorno parte con una lenta pedalata di venticinque chilometri che termina ad Alcázar de San Juan: sono le nove del mattino e cerco soluzioni. Tutti mi avvertono che non è semplicemente la festa della provincia, bensì dell'intera comunità autonoma, essendo il giorno delle celebrazioni del Corpus Christi. Fortunatamente i cinesi erano lontani da Betlemme 2016 anni fa e tengono i negozi aperti anche il 26 di maggio. Compro del robusto nastro americano e avvolgo il copertone perché non possa deformarsi ulteriormente. Il retro della mia bici è ormai un'opera cyber punk, ma sembra reggere. Pedalo con la ruota che offre una sensibile resistenza aggiuntiva rispetto a prima dell'intervento e patisco il sole e il vento fino a Manzanares. Lì, in un bar frequentato da un avventore strillone sotto l'effetto di qualche strana sostanza stupefacente, decido di non proseguire, come da programma, direttamente verso Ovest, ma di costeggiare l'autostrada lungo la via di servizio. Mi assicurano che le condizioni sono ottime e così mi evito discesone con inclinazioni del 23% in mezzo al nulla con una ruota scotchata. Ci metto un'ora a capire come uscire da Manzanares, una signora mi insulta perché non vuole darmi indicazioni stradali, ma alla fine raggiungo l'asfaltatissima via di servizio. Purtroppo il sogno dura poco e il manto stradale si ritrasforma in una strada bianca, per altro piuttosto dissestata. Mi succede di tutto: attraverso un campo di patate, una ferrovia, scendo per un tratturo in mezzo ad un uliveto, corro per un (molto corto) ponte ferroviario con il culo strettissimo, scavalco una recinzione con tutta la bici e alla fine arrivo alle porte del parco nazionale di Despeñaperros. È buio, davanti a me una strada che si inerpica su per una montagna e poi ridiscende con tornanti interessanti, ma ormai il dado è tratto, ho fatto pochi chilometri e la voglia di arrivare in Andalusia è tanta. Mi lancio, la sensazione è stupenda; io sono parecchio stanco, ma l'aria è cristallina, qualche animale ulula in continuazione e ogni tanto sento movimenti nel bosco, a pochi passi da me. Una famiglia di cinghiali mi taglia la strada, e ogni tanto qualche cinghiale single fugge alla mia vista. Quando arrivo al paesino di Santa Elena sono spremutissimo. Mi bevo la tisana di rito e mi addormento in un luogo peculiare. Riparto di buon'ora, attraverso gli uliveti della provincia di Jaén e, dopo varie vicissitudini nella sempre pietosa via di servizio dell'autostrada, trovo finalmente a Bailén un negozio di bici. Getto il vecchio Zaffiro impataccato di nastro americano e ne compro un altro identico (che adesso che scrivo è già arrivato alla frutta e sostituito, ndr). Ancora via di servizio fino ad Andujar, dove decido di prendere the hard way e perdermi tra le colline che ospitano la diga del fiume Yeguas. Sempre sole, vento contrario, strade deserte e sudore versato. Raggiungo Montoro, mangio un paio di gelati confezionati che non toccavo da anni e, dopo aver constatato che il cellulare mi ha abbandonato, decido di spingere fino a Cordoba, che sta vivendo il suo settimo giorno consecutivo di festa e mi accoglie con miriadi di donne in abiti da gitana e uomini con coppola, camicia e gilet. Dormo nei pressi della stazione dei bus, preparandomi all'ultimo giorno e augurandomi di non dover percorrere i 140km che mi separano da Siviglia su un'altra via di servizio. Fortunatamente la strada che passa per Palma del Río è una bella statale da pianura Padana, noiosa e scorrevole. Alle porte di Siviglia il cielo si stanca di vedermi sudato e, appena riparata la foratura della gomma anteriore, si scatena il diluvio universale che dura un paio d'ore. Non mi proibisce di raggiungere il capoluogo dell'Andalusia, nei cui sobborghi (Santiponce) mangio il miglior serranito (no, non è vegetariano) della mia vita e attaccare gli ottanta chilometri finali col coltello tra i denti. Un vento impressionante mi rallenta anche nella temutissima discesa in uscita da Sanlucar La Mayor. In una serie di saliscendi infinita mi ritrovo a percorrere venti chilometri in due ore. Decido di non mollare, l'obiettivo è vicino e tutto mi sembra più chiaro quando avvisto le mura di Niebla, paese-testimonianza di tutti i popoli che hanno conquistato questa parte della penisola Iberica nelle ultime migliaia di anni. Mancano trenta chilometri, ce l'ho fatta! Volo a casa e, dopo una doccia ristoratrice, spazzolo una ciotola enorme di ceci e spinaci soto gli occhi attoniti del mio coinquilino. Sonno, morte e mare il giorno dopo, oltre ad una certa dose di soddisfazione. Angolo banalità: -Viaggiare in fissa mi ha fatto capire l'importanza di valutare il vento durante la pianificazione dei tempi di percorrenza, non mi sono mai sentito così rallentato dal vento come in questo viaggio. -I Vittoria Zaffiro sono dei copertoni di gomma pane ma continuerò a comprarli in momenti di ristrettezza di budget. -Sempre portarsi dietro il necessario per riparare i danni più ricorrenti e per cibarsi in qualsiasi situazione. Nel mezzo di Castiglia La Mancia mi è capitato di pedalare anche per due ore su una strada statale senza incrociare un'auto o un essere vivente, in pieno giorno. -I parafanghi rosa avvicinano le persone più dei cani al guinzaglio e delle bici da viaggio Durante il secondo giorno di viaggio ho pranzato con Alfredo, cicloturista basco che da Valencia stava andando a Burgos in bici. Questo è il suo blog, dateci un'occhiata, ha vari viaggi all'attivo, soprattutto nel continente asiatico. Se qualcuno si è letto tutto ciò, i miei complimenti, cercherò di caricare più foto quanto prima. E se qualcuno proprio non ne ha avuto abbastanza, quii link a Strava dei primi tre giorni e tre quarti (poi si è scaricato il telefono e l'ultimo giorno e un quarto l'ho pedalato all'antico modo, così come il giorno zero). Giorno 1 Giorno 2 Giorno 3 Giorno 4
  19. bmx ride NYC

    so che a centrauncazzo. ma date un occhio a sti du' ragazzetti in giro a NYC con le bmx. brakeless veri.
  20. Che pelo!

    Seconda giornata brakeless. Va tutto bene, vado piano e non cerco la morte. Sono gli altri che me la portano! A un semaforo, due auto che, in senso opposto alla mia marcia, devono svoltare alla loro sinistra, e che MI VEDONO, mi tagliano la strada. Per fortuna dovevo girare nella loro stessa direzione, li avevo già sgamati da 1 minuto e andavo piano. 10 secondi dopo 10!!! , da un parcheggio un signore anziano su Panda arancione, anche questo sgamato subito, da destra si vuole immettere in strada. Non si gira nemmeno a guardare che non stesse arrivando un tir a prenderlo. Si immette e in barba a tutto, procede ai 5. Nel senso opposto di marcia e adiacenti a lui, 3 auto. Mi sono infilato in mezzo ai 5 kmh non so come e sono uscito vivo. Con un freno mi sarei fermato. Senza ho pregato, più che altro perché ho pensato: " monsieur butterà come un parla, vero?" Quindi non ho rallentato. Credo che un freno lo rimonterò, non so dove non so come, avendo il portapacchi e godendo nel non avere il freno tra le balle.
  21. FunkyStørm

    Ciao a tutti ragazzi.. Presento la mia ultima creazione,dopo mesi di sbattimenti e lamate tra me ed il caro Choppah :) Si lo so .. 1 pollice su un telaio su misura è da folli.. Ma per l'utilizzo che ne faccio e'una bomba ed è veramente precisa . Non overlappa ed è comoda da far paura.. Telaio : Storm alluminio con forca acciaio 1"threadless Ss : Chris King 1" Stem : Itm Eclypse Manubrio : dh 25,4 750 mm Movimento : Sugino 75 Guarnitura : Sugino 75 con aarn 44 47t Catena : Izumi track Ruote : Cerchi Mavic Open pro cd con mozzi custom TBTW Fixkin iso 17 t Pedali : Time Atac mtb Tubo sella : Thomson arretrato Sella : Specialized Power Manopole : Kore Ikon Skinny lock-on Collarino sella : No brand Copertoni : Gatorskin 25c
  22. CCSC Presenta: Death Race 2 Secondo capitolo della Gara ad Eliminazione nel Velodromo più caldo dell'hinterland. Solo fissa brakeless - casco obbligatorio Iscrizione: 5€ Dove: Velodromo Parco Nord, Bresso (MI) (www.datecipista.org) Data: 15/05/2016 Orario di ritrovo: 13.00 Orario di partenza: 14.00 La birra e l'amore li portiamo noi. More info soon. Evento FB
  23. EMMEZETA TRACK

    Dopo tanti sacrifici sono riuscito a farmi una seconda fissa,visto che la prima ha fatto una brutta fine.. ci sono voluti circa 3 mesi di attesa prima che maza finisse il telaio,ma ne è valsa la pena! A distanza di un'anno dal suo assemblaggio ve la presento!!! TELAIO : SU MISURA CON TUBI COLUMBUS (55x56) SERIE STERZO: CAMPAGNOLO SUPER RECORD GUARNITURA: ZEUS SPAIN PISTA 47t(quella in foto)/49t CERCHI: VELOCITY B43 MOZZI: MICHE (POST. PISTA/PISTA) PIGNONI:MICHE 16/18 COPERTONE ANT: SCHWALBE ULTREMO ZX COPERTONE POST: CONTINENTAL ULTRA SPORT REGGISELLA: GIPIEMME SELLA: SAN MARCO CONCOR PIPA: NITTO YOUNG 90 MM MANUBRIO: NITTO 105 M.C. : CAMPAGNOLO CENTAUR NASTRO : FIZIK CATENA: IZUMI PEDALI : SPD SHIMANO M520 adesivi tutto merito di Frost
  24. Gatti Randagi VI 30/04/2016

    Gatti Randagi VI sabato 30/04/16 Bologna no brakes / no maps / just legs and luck qui la MAPPA PUBBLICA del percorso iscrizione: 5euro+1birra ritrovo: h.15.00 al parchetto di Croce di Casalecchio partenza: h.16.00 puuuuntuali prim* second* terz* si spartiscono il bottino, i Checkerz si spartiscono le birre. NO SPONSORS NO AWARDS, JUST GLORY AND CRED (...and ca$h) garetta utile per l'accumulo punti del campionato Bolo State of Alley Championship we are not in the traffic. WE ARE THE TRAFFIC!!!
  25. Gatti Randagi VI

    sabato 28 maggio si disputa la VI Gatti Randagi 30km per gli stradoni di Bologna no brakes / no maps stay tuned