All’alba di un sabato mattina preannunciata calda e umida, la sorpresa è stata quella. Ore 04:45, Piazzetta Santo Stefano, Milano. 22 gradi e un’umidità praticamente impercettibile.
Mentre i team arrivano e si danno in pasto a Camilla che registra nomi e numeri, Le Coq Sportif offre caffè caldo, brioche, acqua e ristoro ai gladiatori delle due ruote, questi 30 personaggi che hanno scelto di pedalare per 300km.

Tutto pronto, si aprono le danze. “Ragazzi ci vediamo a Venezia” sono state le parole di Menthos allo star. E così è stato.

Tragitto cittadino spingendosi verso le porte di Milano. La Statale del Paullo è stata la prima a vedere 30 bici a scatto fisso spingersi verso Soncino, primo check che alla fine nessuno ha tenuto di conto. Le energie c’erano, la giornata era adatta, l’aria era ancora frizzante. Si doveva approfittare del momento.

L’alba oramai è quasi fatta… la luce cambia di minuto in minuto.

Tutti compatti, ancora abbastanza inseriti per i primi 70/80km. Alla fine tutti sapevano che il bello sarebbe arrivato più avanti, quando le forze avrebbero iniziato a dare i primi segni di cedimento e quando i favoriti della gara avrebbero iniziato a prendere il largo.


Le Pipa conducono verso il Garda, ma il Team Ciclistica capeggiato da Menthos non lascia molto margine, tanto è che tutti i giochi si sono fatti tra pedalate costanti e pit stop, come nella tradizione dei migliori sport di forza e cervello.

Montichiari, patria del ciclismo su anello ha solo sentito l’odore di questi ragazzi con pedalata costante, Verona è stata attraversata in un lampo e da li in poi ogni team ha fatto le sue scelte.
Statali impraticabili, tangenziali fuori legge, qualsiasi cosa era lecita, pur di arrivare ai piedi di quel ponte che ti divide da Venezia e dall’arrivo di soli 4 km.

Fare quel ponte scannando, cercando la volata, fare l’ultima curva prima di Piazzale Roma tenendo gli occhi chiusi, sperando di essere i primi e far cadere tutto il muro costruito quando li trovi li. Menthos ed i suoi ragazzi già arrivati.
9 ore e 10 minuti per percorrere 300km esatti.
I segni della fatica si vedono sul corpo, sui volti e negli occhi di tutti.
Con uno scarto irrisorio (15 minuti) i secondi hanno varcato le porte della piazza. Dopo un’ora a seguire gli altri.
A seguire fino a sera.
Una corsa che fino all'anno passato veniva fatta in due giorni, con i dovuti ristori, diventava una sfida contro se stessi. ma alla fine il refrigerio fa la meglio.

Signori, siamo a Venezia...



...ed è ora di dormire...

Ringrazio tutti. I partecipanti, gli organizzatori, le bici, la strada, Venezia, la "ZonaBandita" che ci ha ospitati, tutti e nessuno.
Ci vediamo l'anno prossimo.
Angel






