riky76

Velocità: la regina

83 posts in this topic

tutto molto bello riky! ora sbizzarrisciti anche con le altre specialità! :-)

già che cerchi sarebbe bello anche se trovassi qualcosa riguardo alla posizione della piega perchè ne sono molto incuriosito!

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mah, credo che nel caso della velocità la posizione della piega sia dettata dalla posizione del busto, stanno bassisimi e di conseguenza con la piega "in bolla" sarebbero in una posizione improponibile, invece così gli permette di stendersi

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Ma quello della foto è Baugè!...mitico!... :-D

è lui è lui...e poi dicono che i neri nel ciclismo non esistono ;)

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mah, credo che nel caso della velocità la posizione della piega sia dettata dalla posizione del busto, stanno bassisimi e di conseguenza con la piega "in bolla" sarebbero in una posizione improponibile, invece così gli permette di stendersi

la penso esattamente così, in più sono aiutati dalla conformazione stessa della piega da velocità che non intralcia i polsi.

PS: lo ricordiamo uno buona volta che quella che tutti chiamano "piega pista" in realtà è la piega da velocità, che si usa SOLO nella velocità (al limite nel keirin)??...provate a fare una corsa a punti o una madison con la piega da velocità...ciao...per non parlare di km e inseguimento, dove si usa il manubrio crono

Edited by riky76 (see edit history)
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Riky, generalmente si usa dire piega pista (altrimenti detta "alla belga", altrimenti detta "zingara", altrimenti detta etc., etc...) perchè è solo lì che si usa. Già quando si confonde la piega pista con la Gimondi da "scalatore" mi girano i maroni...

Edited by Dane (see edit history)

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tutto molto bello riky! ora sbizzarrisciti anche con le altre specialità! :-)

già che cerchi sarebbe bello anche se trovassi qualcosa riguardo alla posizione della piega perchè ne sono molto incuriosito!

Ancora con sta storia della piega?!...ma no, dai...mettiamolo più in difficoltà!... :-D

"Il candidato illustri le differenze tra pedali da corsa e pedali pista e relative calzature, con particolare riferimento all'era moderna degli attacchi automatici e prendendo in esame la foto in oggetto"

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[...]

"Il candidato illustri le differenze tra pedali da corsa e pedali pista e relative calzature, con particolare riferimento all'era moderna degli attacchi automatici e prendendo in esame la foto in oggetto"

Bello spunto; anche perché stavo per chiedere io qualcosa a proposito dei cinghietti che si vedono nella foto e non mi sembrava d'aver mai notato

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Eh eh....e delle scarpe stringate ne vogliamo parlare?!... ;-)

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mah, credo che nel caso della velocità la posizione della piega sia dettata dalla posizione del busto, stanno bassisimi e di conseguenza con la piega "in bolla" sarebbero in una posizione improponibile, invece così gli permette di stendersi

ecoc ora ci ciamo! perchè sentivo voci che sostenevano andasse messa in base all'inclinazione della pipa, e mica voci a cazzo, voci illustri! ma la tua mi sembra la spiegazione più plausibile

Edited by fra78s (see edit history)

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tutto molto bello riky! ora sbizzarrisciti anche con le altre specialità! :-)

già che cerchi sarebbe bello anche se trovassi qualcosa riguardo alla posizione della piega perchè ne sono molto incuriosito!

Ancora con sta storia della piega?!...ma no, dai...mettiamolo più in difficoltà!... :-D

"Il candidato illustri le differenze tra pedali da corsa e pedali pista e relative calzature, con particolare riferimento all'era moderna degli attacchi automatici e prendendo in esame la foto in oggetto"

allora:

i pedali odierni da velocità son tali da assicurare un doppio serraggio per avere la massima adesione del ssitema uomo-bici. Pertanto trattasi di speciali perdali, i quali, benche provvisti di sgangio rapido tipo look, hanno anche fibbie e cinghietti tali da poter essere stretti sulla tomaia dello scarpino onde assicurarne la totale solidità dell'unione.

la moderna scarpina da velocista, invece, conserva il "vezzo" del laccio, un po' per retaggio storico (famossissime le scarpe a laccetto rosso del roberto chiappa) un po' per, di nuovo, avere una calzata completamente fasciante il piede. Non di rado, inoltre, è di carbonio anche la parte inferiore della tomaia, di modo da poter scaricare con meno flessioni/dispersioni tutta la potenza dal piede al pedale. Per finire, i pistard usualmente non portano i calzini, per aver ulteriormente accentuato il contatto saldo tra piede-pedale-bici

(sono andato bene dane?)

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tutto molto bello riky! ora sbizzarrisciti anche con le altre specialità! :-)

già che cerchi sarebbe bello anche se trovassi qualcosa riguardo alla posizione della piega perchè ne sono molto incuriosito!

Ancora con sta storia della piega?!...ma no, dai...mettiamolo più in difficoltà!... :-D

"Il candidato illustri le differenze tra pedali da corsa e pedali pista e relative calzature, con particolare riferimento all'era moderna degli attacchi automatici e prendendo in esame la foto in oggetto"

allora:

i pedali odierni da velocità son tali da assicurare un doppio serraggio per avere la massima adesione del ssitema uomo-bici. Pertanto trattasi di speciali perdali, i quali, benche provvisti di sgangio rapido tipo look, hanno anche fibbie e cinghietti tali da poter essere stretti sulla tomaia dello scarpino onde assicurarne la totale solidità dell'unione.

la moderna scarpina da velocista, invece, conserva il "vezzo" del laccio, un po' per retaggio storico (famossissime le scarpe a laccetto rosso del roberto chiappa) un po' per, di nuovo, avere una calzata completamente fasciante il piede. Non di rado, inoltre, è di carbonio anche la parte inferiore della tomaia, di modo da poter scaricare con meno flessioni/dispersioni tutta la potenza dal piede al pedale. Per finire, i pistard usualmente non portano i calzini, per aver ulteriormente accentuato il contatto saldo tra piede-pedale-bici

(sono andato bene dane?)

aggiungeri inoltre che le stringhe, rispetto al velcro rotelle ecc... evitano di interferire con i cinghietti

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Quasi perfetto Riky, direi abbondantemente promosso. Tre sole piccole precisazioni oltre a quella pertinente di Tamagio.

1) La stringatura più che un vezzo è dovuta appunto al fatto di dover eliminar completamente ogni intercapedine d'aria tra piede e scarpa, cosa che si ottiene meglio con la stringatura lunga tutto il dorso del piede (Fra potrà farvi l'esempio di quanto avviene nelle scarpette da free-climbing, se poi mi cita le vecchie ballerine elasticizzate dell'Asolo usate dalla Patissier lo mando affanculo... :-D ) piuttosto che con i 3 tradizionali strappi che assicurano la scarpa al piede ma sigillano gli spazi in realtà solo in tre punti.

2) Il calzino non è sempre eliminato, è che spesso non si vede perchè si usano i cosiddetti "fantasmini". Nel ciclismo normale il calzino è più alto perchè trattandosi di attività in esterno si cerca di conservare più caldo possibile per le estremità per favorire tendini e muscoli (un po' come nel calcio o nel rugby che si usano i calzettoni anche coi pantaloncini corti...). In pista, trattandosi al giorno d'oggi di un attività prevalentemente indoor questa necessità non c'è, anzi, spesso c'è la necessità, data l'alta temperatura e l'alto tasso di umidità degli ambienti, di rinfrescare le gambe. Da qui il calzino invisibile.

Le tendenze infatti sono generalmente due: scarpa senza calza del numero giusto, oppure (per eliminare il fastidioso appiccichìo che a causa del sudore a volte capita tocendo il piede e che fatichi ad eliminare ri-torcendo semplicemente il piede, fatale in una gara di tre giri...) scarpa con calzino ma con scarpa di numero leggermente inferiore (come nel free-climbing, appunto) per recuperare l'aderenza persa per colpa della stoffa del calzino.

3) Per gli stessi motiivi di indoor, temperatura ed umidità, le scarpe da pista sono inoltre più traspiranti e meno impermeabili, con più parti in stoffa...

Direi che possiamo farci "la pizzata di classe" per il passato esame... :-D

Edited by Dane (see edit history)
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Quasi perfetto Riky, direi abbondantemente promosso. Tre sole piccole precisazioni oltre a quella pertinente di Tamagio.

1) La stringatura più che un vezzo è dovuta appunto al fatto di dover eliminar completamente ogni intercapedine d'aria tra piede e scarpa, cosa che si ottiene meglio con la stringatura lunga tutto il dorso del piede (Fra potrà farvi l'esempio di quanto avviene nelle scarpette da free-climbing, se poi mi cita le vecchie ballerine elasticizzate dell'Asolo usate dalla Patissier lo mando affanculo... :-D ) piuttosto che con i 3 tradizionali strappi che assicurano la scarpa al piede ma sigillano gli spazi in realtà solo in tre punti.

2) Il calzino non è sempre eliminato, è che spesso non si vede perchè si usano i cosiddetti "fantasmini". Nel ciclismo normale il calzino è più alto perchè trattandosi di attività in esterno si cerca di conservare più caldo possibile per le estremità per favorire tendini e muscoli (un po' come nel calcio o nel rugby che si usano i calzettoni anche coi pantaloncini corti...). In pista, trattandosi al giorno d'oggi di un attività prevalentemente indoor questa necessità non c'è, anzi, spesso c'è la necessità, data l'alta temperatura e l'alto tasso di umidità degli ambienti, di rinfrescare le gambe. Da qui il calzino invisibile.

Le tendenze infatti sono generalmente due: scarpa senza calza del numero giusto, oppure (per eliminare il fastidioso appiccichìo che a causa del sudore a volte capita tocendo il piede e che fatichi ad eliminare ri-torcendo semplicemente il piede, fatale in una gara di tre giri...) scarpa con calzino ma con scarpa di numero leggermente inferiore (come nel free-climbing, appunto) per recuperare l'aderenza persa per colpa della stoffa del calzino.

3) Per gli stessi motiivi di indoor, temperatura ed umidità, le scarpe da pista sono inoltre più traspiranti e meno impermeabili, con più parti in stoffa...

Direi che possiamo farci "la pizzata di classe" per il passato esame... :-D

hihih mandami affanculo allora perchè io uso queste

five_ten_5x_14.jpg

è un pelo differente rispetto al free climbing perchè li si usano 2-3 numeri in meno di scarpette per cui è impossibile, anche senza stringatura, avere spazi vuoti :-) poi si usano ancora le stringhe èh però è molto a sensazione personale, personalmente le stringhe nelle scarpette d'arrampicata le ho sempre odiate! :-)

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Fra, vaffanculo!...

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A parte gli scherzi, lo so che c'è differenza tra avere mezzo numero in meno e avere 2 numeri in meno, intendevo solo dire che il principio è lo stesso... ;-)

p.s.: io invece ho sempre preferito le scarpette stringate, perchè la tomaia dopo un po' perde fatalmente elasticità e con le stringhe puoi ogni volta stringere un po' di più... :-P

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A parte gli scherzi, lo so che c'è differenza tra avere mezzo numero in meno e avere 2 numeri in meno, intendevo solo dire che il principio è lo stesso... ;-)

p.s.: io invece ho sempre preferito le scarpette stringate, perchè la tomaia dopo un po' perde fatalmente elasticità e con le stringhe puoi ogni volta stringere un po' di più... :-P

si si il concetto è esattissimo!

p.s. per me le scarpette d'arrampicata quandio mollano son da buttare! :-) le scarpe molli si chiamano ciabatte! :-) hihih

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p.s. per me le scarpette d'arrampicata quandio mollano son da buttare! :-) le scarpe molli si chiamano ciabatte! :-) hihih

Per me quando ti accorgi che mollano vuol dire che è già tardi!... :-D

Un po' come la sete, è che io sono esigente e per questo preferivo le stringhe: così già alla terza uscita cominciavo a stringer di più, altrimenti le ballerine avrei dovuto buttarle al quinto utilizzo... :-DDD

p.s.: siamo OT, adesso arrivano il Gatto&LaVolpe e ci frustano...... :-S

Quindi a proposito di Baugè, skid, sganci rapidi e sprint rilancio con questo:

Edited by Dane (see edit history)

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Si dice Bàuge (BOODJE) almeno, i cronisti lo chiamano così poi oh

C'è pieno di neri che vanno a canna in bici, siamo noi in EU che ne abbiamo pochi. C'è fior di velocisti da CdM nei caraibi, per non parlare dei Malesi che sono scurini e sono velocisti "top-end".

Il laccio odiernamente si usa nella velocità, nel km e nel keirin perchè in volata o nel massimale da fermo ti può scappare il pedale dallo sganzio rapido, e la giuria non è obbligata in quell'istanza a darti la ripartenza. Di solito i pedali col laccetto più gettonati sono gli shimano perchè con una rondella puoi mettere il portalaccio, sennò ci sono gli exustar specifici.

Comunque è una faccenda minore.

tecniche da 1 vs 1 che insegno ai bimbi ce ne sono diverse:

sassata da 750 metri (750 metri da fermo, partite forte con una bella spinta dell'allenatore, potrete sorprendere l'altro. Da usarsi solo se siete spacciati tipo avete l'ultimo tempo, siete andati contro il primo tempo e state perdendo 1 a 0)

razor (rasoiata, fate i 200 metri con lancio veloce come se faceste le qualifiche; eventualmente corregete la situazione facilmente se l'avversario vi attacca all'interno prima del tempo - state già andando forte... E' da usarsi solo se siete manifestamente più forti del vostro avversario, altrimenti viene counterata facilmente dal gap).

gap (spazio! si attua solo se siete già secondi. Consiste nel lasciare un buon buco fra voi e quello davanti a voi, tipo 3-4 metri; seguitene ogni mossa e quando eroga, erogate anche voi. Erogate per lo più alla campana, quando quello davanti a voi sarà lanciato, poi *da seduti* sul rettilineo opposto senza curarvi troppo della linea (avete il gap da colmare...qui dovete fare il massimale) ed entrate nell'ultima curva che siete appena entrati in scia (colmato il gap) e a velocità doppia, uscite di linea e mantenete la velocità fino all'arrivo).

hook (gancio! il gancio è una tecnichina da usare se siete primi, consiste nello scodare leggermente e repentinamente in una pedalata di sinistra, senza uscire dalla riga rossa però sennò siete squalificati. E' una microoscillazione della vostra bici che induce anche l'altro a farne una (ma visto che è incontrollata sarà di entità maggiore, con perdita di una ventina di cm di percorso - che può fare la differenza). Occhio che se troppo evidente vi sanzionano).

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sik, al solito, una spanna sopra!!!

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    • sulla compatibilità non ho la più pallida idea onestamente.
      so solo dirti che erano montate rival 11v   preferirei monetizzare
    • Alla fine, preso dalla noia di un sabato sera in cui si sta a casa per svegliarsi presto il giorno dopo e pedalare, è arrivato il momento di condividere un po' di storia e foto della bici che utilizzo da 3 anni ormai. Era la fine dell'estate del 2014 quando tornando dalla Germania insieme a @francescobianco decido di commissionargli un telaio.
      Francesco stava iniziando a saldare, aveva da poco finito la sua prima bici ed era in cerca di occasioni per far pratica.
      Essendomi da poco laureato avevo deciso che quello sarebbe stato il mio auto-regalo di laurea. Quando iniziamo a discutere di che tipo di telaio vorrei non ho le idee molto chiare, nel senso che non ho mai avuto una bici della misura giusta (ero passato da un telaio 52 a un 57,5 e poi un 54, sempre per "forze maggiori") e nemmeno esattamente di che tipo di bici (ero passato da una fissa convertita a una bici da corsa). Sapevo che avrei voluto una bici da utilizzare su diversi tipi di terreno, quindi gomme un po' più grandi, e che mi sarebbe piaciuto poterci fare dei viaggi, quindi attacchi per il portapacchi.
      Il budget non era molto, ovviamente avrei apportato modifiche via via però al momento decisi di risparmiare e non concedermi dei freni a disco. Prese le misure siamo passati alla scelta dei tubi. Sinceramente non credo di capirci molto o meglio non avevo la sensibilità per comprendere che tubazioni sarebbero state meglio per i miei giri. Rimassi affascinato dalle ellissi contrapposte dei Columbus Max e per coerenza scelsi quei tubi per tutto il telaio, tranne che per il tubo sterzo da 44mm.
      Anche per la forcella ci affidammo a Columbus con una Mud Max. Invece i forcellini posteriori non ricordo cosa sono, ricordo solo che li scelsi con gli occhielli per il portapacchi ed eventuale parafango proprio pensando a probabili viaggi. Sarà il quarto telaio che Francesco salda.
      Dopo un'inverno di lavoro, in cui passavo regolarmente a curiosare e a racimolare componenti, finalmente per l'inizio della primavera il telaio è pronto e verniciato.
      Il colore che ho scelto è un viola/nero o nero/viola, a seconda della luce risulta di un colore o dell'altro con i riflessi del colore opposto. Inizialmente la sensazione di guida era molto strana, dovevo abituarmi alla nuova bici, al telaio diverso, alle gomme più grosse, alle leve col cambio.
      Non ho messo molto ad abituarmi e dopo pochi mesi ho affrontato pure la mia prima Tosca (2015).

      Adesso non mi separerei mai da questa bici e la uso tutte le volte che posso.
      Nel frattempo mi ha accompagnato in diverse avventure, LodiLeccoLodi, Via degli Dei, Via Francigena, Grevel e svariati altri giri!
      Mi è anche capitato che me la rubassero, un'incubo durato solo qualche minuto per fortuna.
      Ovviamente col senno di poi un paio di cose le avrei fatte diversamente, ma sono molto soddisfatto della mia bici! _
      Telaio: Arno Telai (tubi columbus max, tubo sterzo da 44)
      Forcella: Columbus Mud Max
      SS: Columbus, calotte esterne custom fresate al CNC
      Gruppo: 105 10v
      Guarnitura: 105 50-34
      Stem: Thomson
      Manubrio: Deda RHM 01
      Tubo sella: Thomson
      Cerchi: uno diverso dall'altro, non ricordo
      Mozzi: Durace 
      Pacco Pignoni: Ultrega 10v 12-30  
    • No niente scalanature/roba aero grazie
    • Nonono, in POV esistono solo i porno. Tutto il resto è noia......
    • la riguardo e mi ripiace 'sto telaio mi è sempre piaciuto (anche al vivo) e il prezzo e il montaggio con cui i solito lo vendono è dignitosissimo questo montaggio è la morte sua
  • Third Eye Consulting