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riky76

Due parole con un pro

68 posts in this topic

Ciao a tutti, vi posto un paio di battute prese da un intervista al neo-pro Manuel Belletti, è un’intervista molto genuina, incentrata sul rapporto tra un ciclista professionista ed il suo strumento di lavoro: la bici.

Mi son permesso di sottolineare le parti più interessanti e se volete ne discutiamo anche qui.

Buona lettura.

- Che esperienze hai avuto rispetto ai diversi telai, come ti sei trovato e quali sono le differenze che hai riscontrato?

- Ho iniziato con le bici in “ferro” e immediatamente dopo sono passato a quelle in carbonio. Sicuramente vi sono differenze ma non così tante come qualcuno afferma, almeno per me. Ciò che davvero mi ha fatto percepire la differenza positiva è la consistente diminuzione di peso col passaggio al carbonio.

- Trovi che siano molto importanti le geometrie del telaio ai fini della resa su strada della bicicletta?

- Onestamente non ho mai avvertito sostanziali diversità a livello prestazionale dovute a piccole differenze di impostazione del telaio. Ribadisco però che non mi ritengo quel tipo di corridore spiccatamente sensibile che riesce a cogliere facilmente queste differenze.

- Si dice che la ruota sia l'elemento che maggiormente influenza la resa della bici e che è facilmente avvertibile la differenza tra ruote di bassa ed alta gamma. Qual'è il tuo punto di vista e quali sono le ruote che prediligi?

- Concordo sul fatto che la ruota è davvero importante. Ricordo in particolare di aver avuto delle ruote di bassa gamma che reagivano alle spinte con flessioni davvero preoccupanti! Mi soddisfano molto le ruote ad alto profilo per la maggior resa che obiettivamente avverto in fase di spinta e rilancio. (stiamo parlando di full-carbon per tubolari…non alu/copertoncini)<BR style="mso-special-character: line-break"><BR style="mso-special-character: line-break">

- Tubolari e copertoncini: le tue sensazioni?

- In allenamento uso copertoncini mentre in gara esclusivamente tubolari. La mia percezione è che il tubolare garantisca una scorrevolezza nettamente maggiore rispetto ai copertoncini e che la resa dinamica sia superiore. Senza contare che son più sicuri a livello di forature.

- Puoi dare qualche suggerimento a chi si approccia al ciclismo e magari non è più un bambino?

- Prima di iniziare ad andare in bici ho praticato tanti altri sport ma non è mai scattata quella scintilla che è scattata con il ciclismo. Quindi direi che vale la pena provare e cercare di capire se questa scintilla si accende. È importante sin dall'inizio avere un corretto posizionamento sulla bicicletta. Inoltre consiglio di investire anche in abbigliamento di qualità (specie quello invernale) e prestare particolare attenzione al posizionamento delle tacchette sugli scarpini. È preferibile rinunciare ad una bici di qualità superiore piuttosto che a questi accorgimenti a mio avviso fondamentali. (questo da mandare a MEMORIA)

Qui l’intervista completa

http://www.bdc-forum.it/showthread.php?t=108481

PS: sì lo so, sarebbe un cross-posting non elegantissimo, ma qui siamo tra amici no? ;)

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Intervista interessante, molto "verace"; il suo dimostrare di non curarsi troppo dell'aspetto tecnico della bici è forse una prova del fatto che la maggior responsabilità di una vittoria vada attribuita al ciclista e non al mezzo?

Grazie per la segnalazione Riky!

PS: relativamente alla fisima del cross-posting: potresti semplicemente segnalare su bdc-forum che hai riportato anche qui l'articolo; credo tra l'altro che l'autore ne sarebbe contento. [Ma in fondo non mi sembra un gran problema.]

Edited by Revo (see edit history)

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Eheheh, se lo dice un PRO...

Un autorevole voce a supporto della tesi che la differenza la fan le gambe.

E io aggiungerei che una discriminante forse ancora più importante, ancor di più in ambito non professionistico, è il cuore. (non anatomicamente)

Interessante intervista.

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Ma pensa te.. un pro che fa minimo-minimo 25000 Km/anno in bici non si accorge di differenze di geometrie che molti amatori, invece, avvertono al minimo cambiamento.. }:-)

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Manuel Belletti a me sta molto simpatico, è un bravo ragazzo e sono stato felicissimo per la sua vittoria a Cesenatico tanto che ho appeso un paio di poster in negozio di lui a braccia alzate.

Che la vittoria la faccia il ciclista più che il mezzo è innegabile.

Tuttavia credo che il ciclista debba prendersi cura del proprio mezzo (non che Belletti non lo faccia! non credo proprio, ma non vorrei passaesse questo messaggio), tenerlo pulito ed in ordine sempre ecc.

E' una cosa che bisogna imparare fin da piccoli, sembrerà una rottura di palle ma è una piccola lezione di vita a mio parere.

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[...]

Che la vittoria la faccia il ciclista più che il mezzo è innegabile.

Tuttavia credo che il ciclista debba prendersi cura del proprio mezzo (non che Belletti non lo faccia! non credo proprio, ma non vorrei passaesse questo messaggio), tenerlo pulito ed in ordine sempre ecc.

E' una cosa che bisogna imparare fin da piccoli, sembrerà una rottura di palle ma è una piccola lezione di vita a mio parere.

Non intendevo il suo messaggio come una denigrazione del mezzo-bici, ma solo (maliziosamente) come una possibile, orgogliosa, rivendicazione della parte che ogni ciclista gioca per raggiungere i risultati che ottiene.

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L'unico punto dove non sono completamente d'accordo è sul fatto delle geometrie..anche se lui parla di piccole modifiche e quindi in quel caso ci stà..perché in discesa da una geometria all'altra la differenza si sente eccome..p.s non lo dico solo io ma anche molti pro ed ex pro che conosco e frequento in bici

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L'unico punto dove non sono completamente d'accordo è sul fatto delle geometrie..anche se lui parla di piccole modifiche e quindi in quel caso ci stà..perché in discesa da una geometria all'altra la differenza si sente eccome..p.s non lo dico solo io ma anche molti pro ed ex pro che conosco e frequento in bici

bè appunto lui parla di piccole differenze! in più si ritiene anche un ciclista pocosensibile!

poi il fatto che siano le gambe ed il cuore a far la differenza mi sembra chi sia chiaro e sfido chiunque a dire il contrario!

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Infatti..comunque anche frà gli amatori c'è gente che non si accorge di cambiamenti..non sono tutti maniaci paranoici..è la stessa cosa per tutti..il mio meccanico per esempio è stato per 25 anni meccanico dei pro in squadre molto importanti nazionale compresa quindi da raccontare ne ha..mi diceva quando era meccanico di cipollini che per scommessa gli alzavano o abbassavano la sella di pochi mm e lui tempo 30mt tornava a chiedere chi cazzo gli aveva spostato la sella..:-) e infatti lui era ed è ancora un maniaco della bici..alla liquigas per esempio mi diceva di quinziato che cambiava la sella ogni poco perché la sentiva cedere e invece altri se non glie la cambiava lui magari ci facevano la stagione..

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Gambe e cuore innanzitutto!!!

Poi concordo con Sfrenato: alcuni pro sono più sensibili o "maniaci" di altri:

Pantani aveva una cura maniacale della sua bici, e passava ore a farsi regolare

al mm l'altezza della sella.

Per il resto, sono fisime per amatori (noi compresi): ad esempio qualcuno

mi sa spiegare cosa se ne fa un amatore del telaio nuovo della Cervélo che

pesa 890 grammi? Secondo me, niente!! Eppure, tutti quelli disponibili son

già stati venduti.

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