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Ridiamo dignità a questa bici

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Ciao amici,

volevo condividere con voi una delle mie bici. Non è la più bella, né la più veloce o la più leggera. Figuratevi che non è nemmeno lontanamente della mia taglia. Si dà però il caso che questo modestissimo mezzo sia il mio preferito, perché mi ha introdotto nel mondo del ciclismo "vero".

Un giorno passavo in macchina per Biella, sapete, dove ci sono tutti i capannoni del tessile. Ad un certo punto vengo attirato da quello che sembra essere un immenso groviglio di ferro. Mi sono ritrovato davanti a quello che sembrava un enorme cimitero di bici abbandonate. C'era un piazzale smisurato contenente centinaia di telai ammucchiati su altri telai, vecchi, arrugginiti, colorati, tutti accatastati e l'uno sull'altro. Qualcuno magari conosce questo posto. Già, perché non era una discarica, bensì una istituzione del ciclismo biellese: il negozio del Sig. Francesco "Gervasio" Fabrello.

Lui passava lì le giornate, nella sua officina. Raccoglieva quello che gli altri non volevano più e gli dava una nuova dignità, rimettendo in sesto vecchi telai. Un artigiano della vecchia scuola, che ancora ad 80 anni suonati si dedicava al suo lavoro con passione ed energia. Sono andato da lui e gli ho detto che volevo una bici. Cercavo qualcosa con geometrie di tipo corsa, ma da poter utilizzare agilmente in città per gli spostamenti. Esattamente quello che sarebbero diventate le fisse. Lui mi guarda e tira fuori 2 bici, una rossa e una grigia. Mi fa: "provale". Faccio un giro e scelgo la grigia. C'è un bel feel col mezzo, è scattante. Ma è piccolo. Glielo faccio notare e lui dice che me la sistema senza problemi. Va in officina cambia tubo sella e pipa e me la restituisce. Mi regala pure alcuni pezzi di ricambio. Lo ringrazio, lo saluto e carico la mia nuova vecchia bici in macchina. Non l'ho mai più visto, ma gli devo davvero tanto. La sua bici l'ho davvero sfondata e mi sono via via appassionato a questo mondo. Ci ho fatto cose stupide e spericolate, ci faccio la spesa, ci ho fatto un trasloco, ci ho perfino fatto una breve esperienza da corriere :)

Oggi il Sig. Gervasio non c'è più, e non ci sono più neanche tutte le sue bici in quel piazzale. Se n'è andato ad 86 anni, e con lui se ne va un pezzo della storia ciclistica di questo paese. Lui amava davvero le bici. Ho scoperto che in gioventù aveva perfino fondato una squadra e che costruiva lui stesso i telai per il team.

Beh dopo tutto sto ciarlare ve la faccio vedere. Mi farebbe piacere, grazie alla vostra esperienza, risalire al produttore originario di questo telaio. Non è il top ma non mi pare neanche male: le congiunzioni sono abbastanza curate e l'acciaio è buono. La verniciatura ovviamente non è l'originale, penso le facesse lui a bomboletta. Sarei davvero contento di scoprire che era proprio uno dei suoi pezzi, ma diciamo che un Colnaghino non lo disdegno ;)

Vorrei anche ridare una certa dignità a questo telaio, magari aggiornando qualche pezzo (es guarnitura). Se avete consigli sono bene accetti.

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Bel racconto e bici onestissima.

Io la terrei così, visto che ti ci trovi bene ed anche perché il montaggio è stato curato da quel simpatico vecchietto!

Il telaio non credo sia un corsa ma un modello "sport" un po' + rilassato ma non da passeggio.

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