melchizedek

Mikael Colville e la "sottocultura" della bicicletta

32 posts in this topic

Ho fatto una ricerca rapida, non mi pare si sia ma parlato qui di Mikael Colville-Andersen.
Ho sentito questa intervista e c'è un concetto che mi sembra interessante: chi ama la bici è un po' chiuso.
I vantaggi della bicicletta diventano importanti se TUTTI iniziano ad usarla, ma siamo veramente aperti a TUTTI?
Il video è questo

https://youtu.be/m4wF54IW8wo

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23 minuti fa, TheSnatch ha scritto:

i ciclisti urbani so tutti stronzi. come gli ingegneri. io appartengo ad entrambe le categorie

Non se po' generalizza' su, il punto è proprio quello: se cominciassimo a pensare che TUTTI possono prendere una bici, allora ci saranno stronzi e santi, in questi TUTTI.

Se una macchina è circondata da bici, e non una bici circondata da macchine, allora ci sarà pure meno necessità di essere stronzi.

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sicuramente su alcuni aspetti soprattutto quelli del marketing ha ragione , ma come ogni cosa se non crei le possibilita` per usare una cosa la gente non la usa, se facessero piu strade ciclabili nelle citta di conseguenza le bici aumenterebbero non e` solo un fatto di pubblicita`, secondo il mio punto di vista

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1 ora fa, TheSnatch ha scritto:

i ciclisti urbani so tutti stronzi. come gli ingegneri. io appartengo ad entrambe le categorie

pensa io che sò ciclista urbano, ingegnere e con la fixi... 

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26 minuti fa, riky76 ha scritto:

pensa io che sò ciclista urbano, ingegnere e con la fixi... 

davero davero? se cercano in azienda un ingegnere appartenente alle categorie protette famme sape 

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1 ora fa, crisbike ha scritto:

sicuramente su alcuni aspetti soprattutto quelli del marketing ha ragione , ma come ogni cosa se non crei le possibilita` per usare una cosa la gente non la usa, se facessero piu strade ciclabili nelle citta di conseguenza le bici aumenterebbero non e` solo un fatto di pubblicita`, secondo il mio punto di vista

Invece il discorso è proprio quello di rovesciare questa prospettiva: non c'è un interesse economico a fare piste ciclabili, anzi l'uso delle biciclette viene proprio scoraggiato per motivi economici [industria dell'auto, industrie petrolifere].

Se però all'improvviso la strada si riempie di biciclette, allora la pista ciclabile diventa una necessità improrogabile degli automobilisti!

E questo si può ottenere solo con una campagna di marketing, come dice giustamente il tipo.

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Pure io sono progettista ma mica stronzo. A che pro?

ha ragionissima. Mio papà va in bici da quando era bambino, e gli frega cazzi di avere la bici cromata, fluo, in carbonio, se va al giornalaio o a compare il pane e il latte ci va con una bici che passa il convento. Basta che funziona.

pero ammetto che conosco molta gente che va un po in bici grazie alle nuove tendenze.... Nuove.... Sono quelle degli anni 50-60.... Non capendo un cacchio di nulla. Vogliono solo che sia bici vintage e bella per beccare figa al pub.

almeno non inquinano

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E allora qui viene il senso di questo post: e se questo marketing lo facessimo noi?

Se ognuno di noi si accollasse due o tre persone e le convincesse a cambiare abitudini di trasporto?

Così aumentiamo le biciclette per strada e la necessità che vengano tutelate.

E cominciamo pure a sorridere ai ciclisti urbani stronzi, perché comunque fanno numero.

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Mah magari lo si fa gia

 è provato che spostarsi in bici e più efficiente se si considera il lavoro e la velocità di spostamento. Una cosa molto utile e il Bike sharing. Hai il cestino molli la bici dove vuoi e non hai paranoie da furto.

ok ha anche i suoi compromessi

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7 minuti fa, melchizedek ha scritto:

E allora qui viene il senso di questo post: e se questo marketing lo facessimo noi?

Se ognuno di noi si accollasse due o tre persone e le convincesse a cambiare abitudini di trasporto?

Così aumentiamo le biciclette per strada e la necessità che vengano tutelate.

E cominciamo pure a sorridere ai ciclisti urbani stronzi, perché comunque fanno numero.

e` quello che faccio io rompo il cazzo a tutti i miei amici , colleghi , parenti affinche vadano in bici

e ben venga la moda della bicicletta!

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vi prego, leggetevi il capitolo 18 di "vita e morte delle grandi città. saggio sulle metropoli americane" di Jane Jacobs.

e considerate per una volta che il problema non è come far spostare migliaia di persone, ma il fatto stesso che esse si debbano spostare.

e scusate se mi girano i coglioni quando vedo qualcuno che dice "dobbiamo vendere le biciclette come vendiamo qualsiasi altro prodotto".

il trasporto quotidiano non è marketing o mentalità o t-shirt sgargianti cagate dal primo minchione di turno, ma è urbanistica, conoscenza della propria storia cittadina e delle caratteristiche architettoniche imprescindibili che rendono una città più o meno atta a permettere gli spostamenti in bicicletta.

 

 

Edited by Kaffa (see edit history)
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Da domani voglio vedere sta roba qua a metà di paperissima sprint, cazzo!

Pensieri senza filo logico e in contrasto fra loro:

In ogni caso non so decidere se mi faccia più paura che tutti gli idioti vadano in giro in automobile, che tutti gli idioti vadano in giro in bicicletta o che tutti gli idioti vadano in giro a piedi.
Probabilmente più di tutto mi fa paura che vadano in giro punto e basta.

Sono sicuro di voler convincere qualcuno ad usare la bici? Forse preferirei che quel qualcuno decidesse di farlo dopo aver letto i suoi esami del sangue o dopo aver respirato l'aria di una passeggiata in centro in un arido mese di gennaio o dopo aver girato tre quarti d'ora per trovare parcheggio o dopo aver fatto mezzora di coda alle nove di mattina.

Davvero usare la bicicletta è figo? In bicicletta si deve fare fatica e la gente non la vuole fare mai. A me piace fare fatica e ciononostante ci sono delle volte in cui l'idea di salire in bici per andare a fare una rottura di coglioni da qualche parte mi uccide.

Alla fine di tutto mi piacerebbe essere circondato da persone un po' più consapevoli e un po' più coscienziose, a prescindere dal modo preferito per spostarsi. Gente meno indolente e meno strafottente.

Il problema grosso è la pigrizia, fisica, mentale o anche tutt'e due.

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avevo già visto l'intervista. Il tipo ci sa fare, difatti fa i soldoni vendendo strategie biciclettistiche alle citta.

Mica scemo.

E difatti ha ragione:

la "pubblicità" alla bici non la fanno gli stradini la domenica ne, purtroppo, i poveracci con la mtb pininfarina raccattata.

 

Aggiungo

La "pubblicità" alla bici la facciamo ANCHE "noi" o comunque tutte le persone un po "fighe" che usano la bici per spostarsi tutti i giorni ma che pure ci godono parecchio a farlo, che fanno le garette clandestine e i video e le foto fighe su instagram (pure gli hashtag, si) e rimorchiano un sacco di partners copulatori nel processo.

E il nostro "dovere" e' cercare di includere poi persone possibile nella figaggine.

Accogliendo, consigliando, includendo.

Più siamo più ci divertiamo.

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