Dens

Freni a disco e affidabilità

53 posts in this topic

io ho la stessa curiosità,

cioè mi fanno i dischi come la figa asiatica. mai provati entrambi.

seguo con interesse.

  • Like 3

Share this post


Link to post
Share on other sites

Grazie @Dens, questi post mi fanno passare le fisime che mi vengono ogni tanto di passare al disco.

Tipo che mi era preso di farmi la bdc coi dischi.. 

Per il resto non so cosa dire, i dischi non li ho mai usati ma seguo con interesse.

Cioe' di sicuro uno ha più possibilità di trovare pattini per caliper/canti che pastiglie per dischi in un negozio x e probabilmente per quel che riguarda la manutenzione i caliper sono ancora un tantino più veloci e facili dei dischi oppure ci sono stati passi avanti? So per certo che io e @gori alla francigena avremmo preferito avere i dischi perche negli ultimi 10Km si frenava col metallo sul cerchio praticamente..

@FABIONE tu che hai entrambi dicci un po.

 

  • Like 6

Share this post


Link to post
Share on other sites

@Visconte Cobram per uso fuoristrada avrei pochi dubbi perchè v-brake e canty non sono sistemi privi di problemi: v-brake poco modulabili poco compatibili con i comandi da BDC e con gomme grosse per levare la ruota devi sgonfiarla; i canty sono rognosissimi e si sregolano in pochi km quindi tanto vale.

Ma un moderno caliper a doppio fulcro da BDC su cerchio in alluminio è un sistema talmente perfetto, efficiente e di facile manutenzione... mah il dubbio mi viene che il disco sia in qualche modo peggiorativo...

Con cerchi in carbo la storia cambia sicuramente soprattutto sul bagnato.

  • Like 7

Share this post


Link to post
Share on other sites

Al check ho visto arrivare di tutto: dalle bici full carbon con l'Ultegra di2 (scelta secondo me folle) a quelle in acciaio con sterzo da 1', passando per le alluminio montate Sora.

La più bella secondo me è la Factory5 di Joshua Rea, Columbus XCR montata full Enve con gruppo XT da 11 velocità (spero che escano un po' di foto).

In ogni caso, i freni più usati secondo me sono quelli tradizionali (soprattutto perché il trend di quest'anno sembravano essere le bici da corsa/endurance con borse da bikepacking). I dischi hanno dato grossi problemi con l'acqua, tanto i meccanici quanto gli idraulici, e per quanto riguarda gli idraulici anche con le pastiglie: frenano bene, ma 1000km di montagna con le borse le hanno cotte praticamente a tutti.

  • Like 6

Share this post


Link to post
Share on other sites

Molto interessante seguirò anche io. Intanto condivido un paio di conoscenze teoriche e pratiche.

I freni a disco sono costituiti essenzialmente da tre componenti non che variabili principali:

-impianto

-pastiglia

-disco

Partiamo dall'impianto

Può essere meccanico ho idraulico ma viste le circostanze prendo in esame quello idraulico, se ben spurgato (spurgo: manutenzione periodica del cambio olio del sistema) senza bolle d'aria e con pistoncini della pinza ben lubrificati quindi scorrevoli, si ha la massima forza di frenata o meglio il maggor numero di Nm (newton per metro) che da i pistoncini (sono 2 nei freni standard o comunque queli utilizzati su strada, si arriva a 4 nel DH) vengono traferiti alla pastiglia che poi andrà a fare attrito sul disco.

LA PASTIGLIA

Ne esistono tre tipi mi pare:

-organica:composta da resine varie, ottimo frenata fin dal primo utilizzo, non rovinano troppo il disco poiché "morbide" ma hanno un deterioramento molto rapido.

-semimetalliche: composte da metalli come acciaio rame e una parte di graffite che essendo minerale refrattario dissipa velocemente il calore, sono le pastiglie con maggiore durabilità ma richiedono un breve periodo di rodaggio se nuove e in seguito si dovranno scaladare per essere efficenti al 100% (ma nulla di troppo preoccupante dopo il periodo di rodaggio svolgono il loro lavoro egregiamente)

Sventaggi: essendo metalliche in parte rovinano il disco più rapidamente delle altre (ma anche qua nulla di troppo preoccupante)

-sintetiche: pastiglie composte da resine sintetizzate conpresse e poi fuse per creare una resina unica, forse sono quelle che consiglierei per tratte dove sono presenti grandi discese, sono studiate per lavorare ad alte temperature e per questo motivo richiedono un tempo per scaldarsi e lavorare al meglio, inoltre non rovinano troppo il disco essendo resine e hanno una media durabilità.

IL DISCO

Il disco cambia per:

-diametro.

-tipo di (fantasia) cioè quanta superficie arriva a contatto con la pastiglia.

-fissaggio al mozzo.

Per i dischi su strada non si va oltre ad un diametro di 160mm e si ha un minimo di 140mm possiamo trovare su una bici al davanti un disco da 160mm e al posteriore un disco da 140mm oppure coppia da 160mm o da 140mm per il tema strada la grandezza del disco non ha troppa importanza com nell' XC o nel DH, ma ha più importanza la superficie di contatto, un disco molto forellato avrà una minore superficie di contatto con la pastiglia quindi un tempo di frenata lievemente maggiore ma una maggiore dissipazione del calore che rende la frenata efficace per più tempo se siamo in una discesa ripida con curve ad esempio, un disco con maggior superficie di contatto ci darà una frenata più immediata ma richiederà più tempo per dissipare il calore generato dal l'attrito, la shimano ha fatto per la strada due gruppi frenanti molto simili tra loro i Di2 e gli rs685 che hanno un disco particolare dove per abbinare superficie frenante e dissipazione del calore hanno creato una sorta di increspature sulla parte del disco più interna che servono a convogliare l'aria sulla superficie frenante per avere un raffreddamento più rapido, non li ho mai provati ma ne ho sentito parlar bene e se non sbaglio sono in dotazione sulle top di gamma delle bdc con freni a disco.

Inviato dal mio SM-A300FU utilizzando Tapatalk

  • Like 8

Share this post


Link to post
Share on other sites

Sistema di fissaggio: il classico che io preferisco è il sei fori cioè il disco è fissato al mozzo attraverso sei grani con testa esagonale per brugola.

shimano ha brevettato invece il center lock che consiste nel infilare il disco in una ghiera dentata che è tutt'uno con il mozzo e poi si va a bloccarlo con una piastra simile a quella del primo blocca il pacco pignoni. L'efficienza è pressoché uguale ma preferisco il sei forsi pernil fatto che mi da più sicurezza.

MANUTENZIONE

I freni a disco non richiedono troppa manutenzione si parlerebbe di uno spurgo dell'olio ogni sei mesi (io lo faccio anche una volta all'anno e va più che bene) lo si fa attraverso siringhe collegate una ad una valvola sulla pinza freno e l'altra collegata al serbatoio dell'olio vicino la leva del freno, con la siringa sulla pinza si aspira l'olio vecchio mentre con la siringa sul serbatorio si inietta quello nuovo. Le pastiglie invece sono più rapide da cambiare se si ha freni come i Di2 o gli rs 685 dove basta svitare un grano o levare una mollettina (non ricordo al 100%) e sostituire le pastiglie, in quelli sram invece bisogma svitare attraverso due viti per brugola la pinza levare poi la molletta che tiene le pastiglie attraverso una pinza e sfilare le pastiglie dalla parte delle pinza rivolta verso lo stelo della forcella.

Dopo un po si dovranno sostituire anche i dischi se non li ha bruciati prima.

AFFIDABILITÀ

Io credo che se si ha un impianto frenante idrsulico ben manutenzionato e montato quindi con una giusta scelta soprattutto delle pastiglie l'affidabilità è alta soprattutto in caso di mal tempo, a parer mio un impianto idraulico può essere affidabile tanto quanto una impianto tradizionale e più essere certamente più efficiente ma solo se ben montato

Inviato dal mio SM-A300FU utilizzando Tapatalk

  • Like 4

Share this post


Link to post
Share on other sites
28 minuti fa, Visconte Cobram ha scritto:

Grazie @Dens, questi post mi fanno passare le fisime che mi vengono ogni tanto di passare al disco.

Tipo che mi era preso di farmi la bdc coi dischi.. 

Per il resto non so cosa dire, i dischi non li ho mai usati ma seguo con interesse.

Cioe' di sicuro uno ha più possibilità di trovare pattini per caliper/canti che pastiglie per dischi in un negozio x e probabilmente per quel che riguarda la manutenzione i caliper sono ancora un tantino più veloci e facili dei dischi oppure ci sono stati passi avanti? So per certo che io e @gori alla francigena avremmo preferito avere i dischi perche negli ultimi 10Km si frenava col metallo sul cerchio praticamente..

@FABIONE tu che hai entrambi dicci un po.

 

Io coi dischi mi trovo molto bene in generale mai avuto problemi tipo quelli che abbiamo letto nel post di @dens !

Ma c'è un però.....si in effetti mi godo il disco su una bici che è una bici tuttofare.... andrebbero pprovati anche in bdc 

Per quanto riguarda il "consumo" di pastiglie frenanti io in un anno ho già cambiato 3 volte le pasticche....cosa che col corsa te li scordi questi consumi....

Credo che alla transcontinental visto il kilometraggio e il peso delle bici si leggere ma cariche è le moltitudini di salite e discesoni abbiano preso alla sprovvista questi rider oppure come mi è capitato a me semplicemente di sbagliare mescola 

 

  • Like 6

Share this post


Link to post
Share on other sites

Abito in pianura ma quando posso un po' di salita e discesa la faccio, non sono un gran discesista ma credo di saper usare i freni bene anche su discese lunghe; i miei pattini sono vicini alla fine ma hanno sul gobbo credo più di 8000 km. Alla Strade Bianche sotto la pioggia mi sono accorto che frenavo un po' lungo ma è bastato dare un mezzo giro al registro del freno anteriore e ho continuato sereno senza dovermi nemmeno fermare. Avendo questo come riferimento un impianto idraulico di livello è meglio o è peggio? Quante pastiglie avrei dovuto cambiare? E soprattutto considerato che in un giro dalle mie parti tocco i freni magari pochi secondi ogni 15 minuti mentre in una discesacin montagna freno di brutto per delle mezz'ore c'è una pastiglia adatta?

  • Like 2

Share this post


Link to post
Share on other sites
35 minuti fa, Dens ha scritto:

Abito in pianura ma quando posso un po' di salita e discesa la faccio, non sono un gran discesista ma credo di saper usare i freni bene anche su discese lunghe; i miei pattini sono vicini alla fine ma hanno sul gobbo credo più di 8000 km. Alla Strade Bianche sotto la pioggia mi sono accorto che frenavo un po' lungo ma è bastato dare un mezzo giro al registro del freno anteriore e ho continuato sereno senza dovermi nemmeno fermare. Avendo questo come riferimento un impianto idraulico di livello è meglio o è peggio? Quante pastiglie avrei dovuto cambiare? E soprattutto considerato che in un giro dalle mie parti tocco i freni magari pochi secondi ogni 15 minuti mentre in una discesacin montagna freno di brutto per delle mezz'ore c'è una pastiglia adatta?

Sicuramente il fattore 'dislivello' conta parecchio......più salite più frenate 

Poi secondo me i dischi meccanici hanno un usura maggiore dei loro cugini idraulici e costosi per quanto riguarda sempre la pastiglia 

  • Like 1

Share this post


Link to post
Share on other sites

Seguo con interesse, per quanto mi riguarda ho una vecchia MTB full coi vbrake, XT a parallelogramma, col fango frenano una sega e su discese lunghe e ripide ti cuociono gli avambracci ma si sistemano in 4 secondi anche al buio, non consumeranno i dischi ma i cerchi si

Sulla ibrida-corsa-gravel sono passato dai caliper, base base, frenano bene ma su lunghe discese asfaltate e ripide con 30 35 gradi é capitato che diventassero spugnosi e le leve quasi toccassero il manubrio, quindi efficacia drasticamente ridotta e dubbio atroce "al prossimo tornante freneranno oppure no?" 

Coo fango peggio dei vbrake, facilità di riparazione-manutenzione pressoché uguale

In entrambi i casi pulire bene i cerchi fa la differenza ma é un lavoro più lungo del pisello di rocco

Dischi, trp spyre, li ho da meno di 500 km, meccanici con doppio pistoncino e regolazione di entrambe le pastiglie, ci vuole molta meno forza per frenare ma per manutenzione, facilità di regolazione e efficacia in condizioni severe non mi esprimo, non li ho ancora testati in condizioni limite

 

Analisi affrettata e in 2 parole direi, come tutto: più sono performanti più vanno curati e mantenuti bene e spesso

Share this post


Link to post
Share on other sites

Poi tutto dipende sempre da come tratti le cose: se coi dischi parti per la transcontinental senza nemmeno rodarli e senza 2 sfigate di pastiglie di ricambio x me in testa tutte le rotelle proprio a posto non le hai :)

  • Like 9

Share this post


Link to post
Share on other sites

Facendo un rapido calcolo, le pasticche organiche sugli XT da mtb mi duravano circa 3 mesi, ovvero 60 uscite, quindi circa 1200km di discesa sterrata (con la XC nel 99% dei casi facevo sempre lo stesso percorso, l'unico fattibile partendo alle 18:00, per questioni di luce/visibilità) ed i dischi da 180mm marca "Alligator" mi duravano un anno oppure due... manutenzione? centrare la pinza se necessario, cambiare le pasticche se necessario e fare attenzione a non far finire olio, grasso, spray lucidanti sul disco. Spurgo? se necessario. Cambio disco? Una volta l'anno ma dovete macinare molti km. Cambio pasticche? 5 minuti se necessario e in media ogni 3-4 mesi se uscite tanto e su sterrato con polvere/fango.

Non fatevi seghe mentali, se avete un disco pulito (significa che il disco non si tocca con le mani unte o sporche di grasso), pasticche che hanno fatto il giusto rodaggio (non serve per tutte ma io l'ho sempre fatto) e frenate bene, non ci sono problemi di sorta. Per me frenare bene significa regolare la velocità con qualche colpetto di freno e poi pinzare forte in corrispondenza della curva (fondo permettendo).

Gli impianti shimano da MTB con olio minerale richiedono una manutenzione pari a ZERO mentre roba tipo AVID o FORMULA è più delicata e rognosa, per essendo i Formula top di gamma sempre piacevoli da usare.

 

insomma, ho avuto gli u-brake, i cantilever (per fighi come quelli ONZA), i magura HS33, i v-brake e poi i dischi e devo dire che non c'è confronto tra dischi e tutto il resto.

  • Like 4

Share this post


Link to post
Share on other sites

@Dens IMMEDIATAMENTE! (leggi anche il ps... )

per me pulire le piste frenanti è sempre stata una cosa normale, utilizzo pattini a mescola media/morbida e tutto sommato ho sempre avuto buone risposte in frenata, ma niente è come il disco, onestamente non mi sono mai trovato in difficoltà con i freni classici da bdc, nemmeno sulle discese ripide o su quelle lunghe, però il disco ti permette di staccare più tardi (se l'aderenza del pneumatico e la bontà del fondo stradale lo permettono), usare meno forza ed avere una risposta costante. Difficilmente ti troverai ad un certo punto a dover aumentare la forza sulla leva perchè senti che stai andando lungo, il disco è più lineare, a metà staccata non perde efficacia come può accadere con il sistema pattino/cerchio.

E' semplicemente un modo diverso di frenare, poi entrano in gioco le variabili come tipo di disco, diametro, pasticca, impianto e via dicendo... io con shimano, avid, formula, hayes (altri non ne ho avuti) mi sono sempre trovato meglio che con i v-brake, pure con i primi formula extreme dh presi 13-14 anni fa...

 

ps: su strada non penso che li metterò almeno per i prossimi 4-5 anni, possono avere senso se fai discese veramente lunghe e piene di tornanti, se esci con la pioggia... se hai già delle bici con freni std, ruote buone, bei telai, il gioco non vale la candela.

  • Like 3

Share this post


Link to post
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now


  • Recently Browsing   0 members

    No registered users viewing this page.