Ultimamente molti amici, non curandosi della mia inutilità ciclistica (cit), mi hanno chiesto consigli per comprare (o addirittura farsi fare) un telaio da viaggio. Visto che è un argomento su cui c'è tanto da dire, e credo di aver accumulato una discreta esperienza, pur non pretendendo di elevarmi a guru del settore, ho pensato che poteva essere carino mettere a disposizione i miei consigli a tutto il forum. Partiamo col dire che il cicloturismo a cui mi indirizzo io non è quello del cinquantenne tedesco con manubrio a farfalla e stem regolabile: ciò che mi piace fare è viaggiare veloce e leggero su asfalto ma anche ghiaia e sterrati leggeri, campeggiando piuttosto che fermandomi in albergo ma senza sconfinare nel bikepacking. La stessa bici con cui faccio queste cose, poi, è anche una buona gravel e un'ottimo mezzo per il commuting. Ecco quindi cosa sceglierei e cosa cercherei se dovessi farmi una bici da viaggio da zero.   Telaio Senza dubbio la parte più importante della bici. Il mio materiale preferito è l'acciaio; non è ovviamente il più leggero, ma senz'altro quello che risponde meglio alle caratteristiche secondo me fondamentali: resistenza, elasticità e riparabilità. Un telaio in alluminio è ugualmente resistente, ma molto più scomodo, uno in carbonio è elastico ma difficile da caricare. Va poi detto che l'acciaio è il più personalizzabile come occhielli e passacavi vari.  Geometrie: la bici da viaggio deve essere più comoda che reattiva, perché a nessuno interessa rilanciare a cannone con 15kg di borse appresso. Meglio quindi scegliere un carro lungo e una forcella con rake abbondante (45 o 50mm sono generalmente la misura più diffusa). E' importante anche avere tolleranze generose, per poter montare copertoncini tassellati o parafanghi ed evitare che il fango, incastrandosi nelle ruote, rischi di fare da tappo. 
Altro punto importante è lo sloping: un telaio con orizzontale 0° costringe quasi sempre a mettere un paio di spessori sotto l'attacco, per evitare drop sella-manubrio esagerati o stem positivi. Meglio quindi scegliere un telaio con sloping positivo.
  Occhielli: gli occhielli sono quei simpatici fori filettati che permettono di attaccare portaborraccia, portapacchi, parafanghi ed altri accessori indispensabili per noi che amiamo viaggiare carichi come muli. L'ideale è avere due occhielli per ciascun forcellino (si possono così montare contemporaneamente parafanghi e portapacchi), uno per parte ai foderi posteriori, e altrettanti a metà forcella anteriore. 
Alcuni modelli di serie (Surly su tutte) ne hanno anche alla testa forca, anche se l'unico accessorio per cui servano è un portapacchi prodotto dalla stessa Surly e ben poco diffuso.
Altro punto importante sono i portaborracce: l'ideale è avere la predisposizione per montarne tre. Non capiterà quasi mai di viaggiare con tre borracce d'acqua, ma quello sotto al tubo obliquo è ottimo per portare una bombola di gas liquido per il fornello. 
Ricordate poi di far forare anche la testa forcella, indipendentemente dai freni che sceglierete, e i due ponticelli posteriori: senza quei fori (che non devono per forza essere filettati) sarebbe quasi impossibile montare un fanale e dei parafanghi.
Tutti gli occhielli, infine, dovrebbero essere filettati M5: è uno standard universale che vi permette di trovare ricambi ovunque e sistemare tutte le viti della bici con una brugola da 4mm.
  Passacavi: si tratta di un punto molto discusso: mentre alcuni preferiscono averli interni, per evitare che i cavi freno o dell'impianto luci possano impigliarsi in giro, altri obiettano che sono punti potenzialmente pericolosi per l'ingresso di acqua e umidità nel telaio. La cosa migliore è ovviamente discuterne con il telaista e, se sceglierete quelli interni, usare dei piccoli anellini di gomma in corrispondenza dei fori per prevenire l'ingresso di acqua.
In ogni caso vi serviranno dei passacavi per i deragliatori e per il freno posteriore (e se avete i dischi anche per quello anteriore). Molto comodi sono anche dei passacavi per i fili dei fanali: anche se non pensate di farvi da subito un impianto con dinamo nel mozzo, predisponete già un passaggio al fodero destro della forcella, e uno lungo il tubo obliquo per il fanalino posteriore. Ma di questo parleremo meglio più avanti   Freni Visto che servono per fermarsi, è evidente che si tratta di un accessorio di notevole importanza. Per comodità di manutenzione e semplicità di riparazione, i migliori sono senza dubbio quelli meccanici. I caliper tradizionali non sono adatti perché accolgono copertoncini fino al 28 e basta, e i dischi - già abbastanza ostici come regolazione - limitano molto il montaggio di portapacchi anteriori. La scelta ideale sono quindi i Mini V-Brake. [I dischi non sono in ogni caso il male assoluto, la mia bici li ha; sono solo abbastanza rognosi e imparare a conviverci non è stato facile].   Trasmissione I gruppi migliori sono quelli da ciclocross o addirittura mountainbike, che hanno due vantaggi: la rapportatura molto ampia che permette andature veloci e salite impegnative, e la resistenza a qualsiasi agente esterno. Davvero, ho fatto le peggio cose al mio Deore XT e va ancora bene come il primo giorno.
Al momento sono disponibili gruppi 2x11 così come 1x11: personalmente, eviterei i secondi perché una corona singola davanti, a meno di non essere in mtb, è davvero limitante.   Manubrio Ovviamente, una piega. Non tutte le pieghe, però, sono uguali: è necessario guardare il drop, che non dev'essere esagerato (i 120mm di una compact sono l'ideale), e anche la forma. La mia preferita è la Salsa Cowbell, che si allarga verso il basso permettendo un'ottima stabilità in presa bassa; anche una normale piega abbastanza larga (44mm) fa bene il suo lavoro.   Ruote Le ruote di una bici da viaggio sono, di fatto, delle 29er da mountainbike con copertoni più snelli. Il numero perfetto di raggi, almeno per mia esperienza, è 32 (raggiati in terza). Il giusto compromesso tra peso, robustezza e confort di guida anche su sterrato. Per l'anteriore consiglio un mozzo dinamo, il migliore è di sicuro lo Shutter Precision PD8; al posteriore un qualsiasi mozzo mtb va bene, tenendo conto che il peso di quelli economici influisce non poco sul totale. I copertoncini sono una scelta molto personale e dipendono anche da cosa volete fare con la bici. Dei 32 o 35 con scolpitura profonda (ma non tassellati) sono forse i più universali: vedi Vittoria Randonneur o Schwalbe Marathon.   Accessori Veniamo ora alla voce più ricca di questa lista: il bello di una bici da viaggio è, infatti, la possibilità di spendere quantità di denaro virtualmente illimitate per comprare accessori belli e utili. Parafanghi: ottimi per l'uso su strada o più in generale per il commuting di tutti i giorni, devono essere circa 1cm più larghi del copertone per fare il loro lavoro. Molti, sul web, consigliano gli SKS longboard, i parafanghi più lunghi del mondo. Non fate come me, non cascateci. Sono belli, al primo impatto, ma sono davvero troppo lunghi: ho spezzato l'anteriore scendendo da un marciapiede sovrappensiero, e da quel momento uso un flap di plastica morbida [un ass saver] fissato a ciò che rimane del parafango. Continuo ad avere i piedi asciutti, e posso scendere tranquillamente dai gradini.
Morale della favola: è fondamentale avere un parafango (specie anteriore) che arriva fino a terra, ma dev'essere molto flessibile per non rompersi: meglio quindi un modello corto con l'aggiunta di un flap.
  Portapacchi: parlando di portapacchi, bisogna innanzitutto rispondere all'eterna domanda peso davanti o peso dietro? Beh, assolutamente davanti. A meno che non abbiate bisogno di montare 4 borse - e a me non sono mai servite, nemmeno per viaggi di una settimana - è fondamentale montarle sul portapacchi anteriore. Così facendo sono molto più basse ed evitano di far dondolare la bici, grande difetto di quelle montate dietro. La sterzata, poi, è molto più precisa, e l'aderenza della bici ne guadagna.
I migliori portapacchi sono quelli con un piano d'appoggio sopra, che purtroppo si contano sulle dita di mezza mano: Nitto Campeur, esageratamente costoso, Blackburn Outpost, quasi introvabile in Europa, e Surly Nice Rack, non economico ma comunque accessibile e robustissimo. Generalmente ci carico la tenda e il sacco a pelo.
  Borse: si fissano ai portapacchi di cui al punto precedente, ma non solo. Il mio setup preferito è infatti borse da 20l anteriori e borsa Carradice da 24l sotto la sella. Le anteriori esistono di tantissime marche diverse, e l'unico requisito fondamentale è l'impermeabilità; la posteriore invece esiste di ben poche marche e quella appena citata è senz'altro la migliore come rapporto qualità/prezzo. Si fissa agli anelli dietro la sella (quindi serve una Brooks o similare) e ad un telaietto a sua volta fissato ai rail della sella.
  Fanali: la scelta migliore è un impianto luci collegato al mozzo dinamo. Il prezzo può spaventare, ma approfittando del mozzo Shutter Precision e delle offerte bike24, quasi sempre attive, si riesce a farsi un set completo con luci Supernova a poco più di 200€. Non dovrete più ricaricare i fanali o portarvi appresso batterie di riserva, e avrete un'intensità luminosa costante quasi impossibile da trovare in luci di altro tipo. Marchi ottimi sono appunto Supernova ma anche Son e BüschMuller.   Mi pare sia tutto (e credo di aver scritto un bel mappazzone). Spero di essere utile a qualcuno, e ovviamente sono sempre qui se volete chiedermi qualcosa o discutere del setup migliore per il viaggio!