Richard

From Divano to Redhook - Risponde Giorgio Brambilla

500 posts in this topic

Ciao @lelefix ti ringrazio per la domanda perchè forse sono stato poco chiaro nel post che hai citato. Dunque la POTENZA è una grandezza derivata e più precisamente è il prodotto di FORZA per VELOCITA ( P = FxV ) quindi per tenere la potenza costante ad un aumento di forza deve esserci una diminuizione di velocità e per una diminuizione di velocità deve verificarsi un aumento di forza.

Per velocità non si intende la velocità di marcia ma la velocità tangenziale di rotazione delle pedivelle quindi ad una maggiore cadenza corrsponde una maggiore VELOCITA. Ecco quindi spiegato perchè a potenza costante aumentando la cadenza diminuisce la forza necessaria e vice versa.

La scala crescente che cito è legata al TEMPO di applicazione della forza e non alla QUANTITA di forza applicata anche se generalmente nel ciclismo maggiore è il tempo di applicazione (cadenza più bassa) e maggiore è la forza espressa. Riporto un grafico di un test FORZA-VELOCITA che ho fatto nel mio studio e che consiste nel far eseguire 5 sprint di 5 secondi con rapporti diversi dal più duro al più leggero.

56c5948bcbd21_FORZAVELOCITA.png.c3095c1d

Come si può vedere con i rapporti più duri l'atleta non ha il tempo per lanciarsi in 5 secondi e quindi la cadenza (la nostra velocità nella formula) sara bassa ma la forza alta, con l'alleggerimento dei rapporti aumenta la cadenza e diminuisce la forza. La potenza massima viene espressa da questo soggetto alla quarta volata il che significa che è carente di forza rispetto alla velocità. se avesse espresso la massima potenza alla seconda voltata sarebbe stato un ciclista molto forte ma poco agile. Con questo test capisco se devo lavorare di più sulla forza o sulla velocità ed è utile soprattutto con i velocisti.

  • Like 5

Share this post


Link to post
Share on other sites
59 minuti fa, lelefix ha scritto:

Troppo tempo o troppo poco? Percentuale eccessiva o troppo bassa?

Generalmente in uno sforzo massimo di 20 minuti si può tenere una frequenza cardiaca da 1% al 4% superiore alla soglia e una potenza dal 5% al 10% superiore. Qundi il nostro @riky76 facendo 25 minuti a più 5% di FC è leggermente oltre. I casi sono 2: o durante il test non gli sono saliti bene i battiti (ipoglicemia, fatica locale acuta, posizione in sella differente...) oppure, ma meno probabile, ha avuto un aumento della FC di soglia.

  • Like 2

Share this post


Link to post
Share on other sites

Chiarissimo @Brambo 88 grazie. 

Non avevo compreso che intendevi il concetto di velocità delle pedivelle,

quindi giocoforza legate alle RPM. Inoltre mi è ora chiaro che ti riferisci 

principalmente ad un test valutativo per formulare un conseguente allenamento 

mirato. Interessante il test, nel quale noto che riduci di proposito la forza richiesta poichè abbassi

progressivamente la resistenza creata dai rapporti più o meno agili. A questo proposito come

avviene il test? Non credo con sprint da fermo, altrimenti la differente inerzia necessaria ad

avviare la pedalata influenzerebbe il risultato, e nemmeno credo che in 5 secondi si riescano

a raggiungere certe frequenze di pedalata. Quindi quale è la condizione comune al momento

dell'avvio dei 5 secondi? 

Scusami se entro nel dettaglio, ma sono sempre molto affascinato dai test valutativi

  • Like 1

Share this post


Link to post
Share on other sites
1 minuto fa, lelefix ha scritto:

come avviene il test?

Utilizzo un cilomulino Lemond che all'aumentare della cadenza e del rapporto ultilizzato aumenta la resistenza offerta e quindi la potenza necessaria per vincerla. Inizio facendo pedalare a 30 rpm l'alteta con il rapporto più duro e gli chiedo di esprimere la massima potenza possibile restando seduto, lo faccio partire e lo fermo esattamente dopo 5 secondi (qui bisogna essere precisi perchè se no vengono potenze superiori a basse cadenze) faccio recuperare 2 minuti e ripeto la stessa procedura sempre partendo da 30rpm con gli altri 4 rapporti. L'inerzia, come dici tu, è tanta e non permete di lanciare il rapporto nei primi sprint e proprio questo mi è utile per capire quanta forza ha un atleta, la maggior parte dei ciclisti che ho testato sviluppano il picco di potenza tra 115 e 135 rpm.

  • Like 3

Share this post


Link to post
Share on other sites
21 minuti fa, Brambo 88 ha scritto:

Utilizzo un cilomulino Lemond che all'aumentare della cadenza e del rapporto ultilizzato aumenta la resistenza offerta e quindi la potenza necessaria per vincerla. Inizio facendo pedalare a 30 rpm l'alteta con il rapporto più duro e gli chiedo di esprimere la massima potenza possibile restando seduto, lo faccio partire e lo fermo esattamente dopo 5 secondi (qui bisogna essere precisi perchè se no vengono potenze superiori a basse cadenze) faccio recuperare 2 minuti e ripeto la stessa procedura sempre partendo da 30rpm con gli altri 4 rapporti. L'inerzia, come dici tu, è tanta e non permete di lanciare il rapporto nei primi sprint e proprio questo mi è utile per capire quanta forza ha un atleta, la maggior parte dei ciclisti che ho testato sviluppano il picco di potenza tra 115 e 135 rpm.

Molto interessante. A titolo di curiosità hai provato ad effettuare lo stesso test partendo

da frequenze più alte, e.g. 60 RPM? Si sono rilevati parametri diversi a parità di atleta e condizione?

Share this post


Link to post
Share on other sites
7 minuti fa, lelefix ha scritto:

hai provato ad effettuare lo stesso test partendo da frequenze più alte?

No non ho provato perchè nel Forza-Velocità se facessi partire da 60rpm mi perderei la prima parte di forza massima e i primi 4 sprint avrebbero potenze più alte, l'ultimo no perchè ormai si è imballati oltre le 140rpm. Ti posso dire che nei test wingate faccio partire da 50rpm con il 52 o 53 x 15 e si raggiunge la massima potenza entro 10 secondi, i più forti riescono a prenderla anche in 5 secondi.

 

Edited by Brambo 88 (see edit history)
  • Like 1

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ho una domanda anch'io spesso si sentono gli amatori lamentarsi del mal di gambe dopo una gara o una salita impegnativa e dire "Sono pieno di acido lattico" io controbatto sempre dicendo che se lo sforzo è stato superiore a qualche minuto e non c'è stata volata il dolore è affaticamento e l'acido lattico centra poco. A quanto ne sapevo  quando correvo il "Regno dell'acido lattico" sono i 200mt i 400mt gli 800mt e i 1500/miglio. Più di tutti gli 800 mt dove si misurano intossicazioni enormi e dove il calo di performance nel secondo 400 è dovuto a quello e chi regge meglio l'acidosi vince. A dire il vero già nei 200 il calo è dovuto all'intossicazione ma dura pochissimo. Se arrivo in cima allo Stelvio con le gambe bloccate l'acido non centra. 

Acido=anaerobico=sforzo brevissimo misurabile in secondi e non in decine di minuti o ore. 

Sbaglio?

Share this post


Link to post
Share on other sites

@Dens il concetto che esprimi è giusto, faccio solo qualche precisazione. Il sistema anaerobico viene utilizzato tutte le volte che c'è bosogno di una quantità di energia per unità di tempo superiore a quella che può produrre il sistema aerobico ma la quantità di energia per unità di tempo non è altro che la potenza: Potenza = Lavoro (Joule) / Tempo quindi c'è un interessamento del sistema anaerobico ogni volta che si esprime una potenza superiore, appunto, alla soglia anaerobica che sia una ripetuta massima o anche un semplice rilancio fuori da una curva. Il sistema anaeorbico è sempre attivo anche quando le intensità sono basse infatti anche a riposo abbiamo sempre circa una milli mole di lattato per litro si sangue.

Per quanto riguarda le tempistiche l'intervento del sistema lattacido è presente in sforzi da 10 secondi fino a 20 minuti ma in atleti particolarmente performanti anche fino a 30 minuti. Questo è un bene perchè aumenta la quantità di energia per unità di tempo producibile andandosi a sommare a quella prodotta dal sistema aerobico.

L'affaticamento che si prova dopo uno Stelvio è dovuto a stress ossidativo, esaurimento dei substrati energitici, spossatezza psicologica e nel caso specifico dello Stelvio ipossia.

  • Like 6

Share this post


Link to post
Share on other sites

@Brambo 88 ciao!

io ho questo problema, dopo 18-20km in bici, a qualsiasi andatura, ho un dolore alla gamba, all esterno, 5cm sotto al ginocchio, ad una ultima visita il dottore mi ha parlato di sindrome della bandelletta.

la visita e' arrivata dopo 5 mesi dalla prenotazione, quindi io son 5 mesi che son fermo, il dottore mi ha consigliato di riprendere e non andare oltre i 20km e a ricomparsa del dolore visita ortopedica, c e' qualcosa che posso fare per evitare questo dolore? Correzione in sella? Fisioterapia? Madonna di medjugorie?

al momento nn lo provo, ma anche xk nn faccio piu' di 20 km da 4 mesi, al massimo ne fo 10 con una pieghevole...

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ciao @indio il caso vuole che mi sia rotto anche io la bandellatta ileo tibiale nel 2006 cadendo con la mia fantastica Cagiva Mito 125 elaborata, tirai su un paracarro all'interno di una curva con un ginocchio :( Nel mio caso non c'era molto da fare e mi sono tenuto il dolore che è via via diminuito negli anni ma anche oggi quando sto tanto tempo in coda con la macchina inizia a darmi fastidio.

Nel tuo caso il problema è traumatico o cronico degenerativo? Sei per caso un 200 o 400 metrista? Di solito viene a chi corre veloce in curva. Cmq io ti posso consigliare a livello biomeccanico di provare a mettere uno spessore a cuneo tra la scarpetta e il tacchetto per pronare il piede (alzare la parte esterna) in modo da diminuire l'estensione della bandelletta. Il mio consiglio è molto limitato e alla cieca non essendo un medico e non avendoti visitato per cui ti consiglio di fare un giretto in ortopedia ricordando a chi ti visiterà che vuoi andare in bicicletta e chiedendo quali esercizi è meglio fare per favorire la guarigione. Io ad esempio dovevo stretchare il tensore della fascia lata è i peronei ma non mi sento di consigliarlo anche a te visto che non so cos'hai. EVITA IL FAI DA TE. 

Share this post


Link to post
Share on other sites
24 minuti fa, Brambo 88 ha scritto:

Ciao @indio il caso vuole che mi sia rotto anche io la bandellatta ileo tibiale nel 2006 cadendo con la mia fantastica Cagiva Mito 125 elaborata, tirai su un paracarro all'interno di una curva con un ginocchio :( Nel mio caso non c'era molto da fare e mi sono tenuto il dolore che è via via diminuito negli anni ma anche oggi quando sto tanto tempo in coda con la macchina inizia a darmi fastidio.

Nel tuo caso il problema è traumatico o cronico degenerativo? Sei per caso un 200 o 400 metrista? Di solito viene a chi corre veloce in curva. Cmq io ti posso consigliare a livello biomeccanico di provare a mettere uno spessore a cuneo tra la scarpetta e il tacchetto per pronare il piede (alzare la parte esterna) in modo da diminuire l'estensione della bandelletta. Il mio consiglio è molto limitato e alla cieca non essendo un medico e non avendoti visitato per cui ti consiglio di fare un giretto in ortopedia ricordando a chi ti visiterà che vuoi andare in bicicletta e chiedendo quali esercizi è meglio fare per favorire la guarigione. Io ad esempio dovevo stretchare il tensore della fascia lata è i peronei ma non mi sento di consigliarlo anche a te visto che non so cos'hai. EVITA IL FAI DA TE. 

hai ancora la Mito?

  • Like 1

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ciao , per chi purtroppo ha poco tempo con il lavoro e vuole comunque allenarsi a dovere la sera che cosa ne pensi dell utilizzo dei rulli? E soprattutto è cosi deleterio prolongarsi oltre l Ora e trenta ? Vedi anche un week end di pioggia o neve in inverno 

Share this post


Link to post
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now


  • Recently Browsing   0 members

    No registered users viewing this page.