Teo Mat

Deontologia della discesa

24 posts in this topic

non so, mi sembra di leggere tra le righe: "noi queste cose le facevamo prima degli impianti e meglio, quindi adesso voi altri che volete provarle non dovete/potete farlo perchè è troppo facile!!" 

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Non me ne parlare: ho visto le gru dal vivo sotto Natale e ancora

mi girano i coglioni. 

 

Purtroppo, mi son reso conto da tempo che non c'è alcuna possibilità

di evitare certi scempi, se non che inscenare qualche forma di protesta

che, purtroppo, raramente si conclude in bellezza. 

 

Il problema è duplice: 

1) La preponderante maggioranza di gente che vuole fruire della montagna senza faitcare

2) La nuova consapevolezza del giovane valligiano, che avendo ora studiato e capito le

vere esigenze della clientela, favorisce certe scelte disgraziate. 

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boh io gli impianti di risalita li uso in bici ma di brutto, ci son giornate che non faccio altro che su e giù come un coglione di criceto in una ruota

ma poi prendo il corsa e mi faccio 2000 d+ in giornata

ma poi prendo il fisso e mi faccio 2000 d+ in giornata

ma poi prendo l'enduro e mi faccio 2500 d+ in giornata

 

e quindi?

non vedo il problema.

si sa che con l'andare avanti del tempo ogni cosa è più accessibile. io parlo con te perchè qualcosa me l'ha reso accessibile. io vado alle alley a 200km da me perchè qualcosa me lo rende accessibile. io posso essere sicuro che mio figlio non morirà di difterite come la sorella di mia nonna, perchè qualcosa mi ha reso accessibile il vaccino, nonostante quegli stronzi animalisti preferirebbero il contrario. 
 

giuro, non capisco in che misura sia diverso il fatto che qualcuno possa andare in cima a una montagna pur non essendo andrew irvine solo per prendere il sole.

finchè non deturpano il paesaggio (intendo che non ci siano palazzi stile tito in cima alle montagne, ma che i rifugi eccetera siano ben integrati nel paesaggio, tipo il museo del ghisallo per fare un esempio) e qualcuno controlli che ci sia rispetto per l'ambiente circostante, lasciateli andare dove vogliono.

tanto nei posti dove davvero c'è una selezione della mente, prima che del corpo, quella gente non ci va e non ci andrebbe comunque. ed è li che voglio andare io, tendenzialmente.

Edited by BobsHaero (see edit history)
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@BobsHaero il problema non è morale,chi ha diritto ad andarci oppure no,non sei un vero ciclista se prendi l'impianto etc,ma un problema reale:la cementificazione massiva,che va a toccare anche le cime piu sperdute perché io ho i soldi e io voglio sciare lassu/fare dh lassu.

Comunque questa frase è da bomber vero "nonostante quegli stronzi animalisti preferirebbero il contrario".

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@Dens @simosurfer
avete perfettamente ragione entrambi.
il problema non è "io ho i soldi ci voglio sciare" ma "io devo campare e investo in un impianto sciistico/bar in cima al passo famoso"

il problema forse non è legato alle persone che ci vanno/andrebbero/vogliono andare, o alle persone che ci vogliono/vorrebbero lucrare (o campare, per molti paesi l'unico sostentamento vero è il turismo, e se sei in montagna d'inverno l'unico turismo che da da mangiare è lo sci). Il problema è di una politica che non tutela il paesaggio quanto dovrebbe, al massimo. di leggi che non fanno molto per il paesaggio. 

Su questo potremmo essere d'accordo, ma dove sta il limite? perchè un passo di montagna va bene asfaltarlo per due corsie larghe, tortuose, visibili dall'altra parte della valle come un fiume nero su quella che una volta era un verde crinale molto più bello, solo perchè si chiama Stelvio e ci ricorda qualche tappa del giro di 50anni fa? Perchè va bene asfaltare un crinale intero, ma non va bene costruire dei bar in cima? 

un impianto di risalita (togli le piste da sci, se vogliam parlare di dh) inquina il paesaggio molto molto meno.

capite che secondo me il limite è molto legato al particolare personale interesse e opinione, non tanto oggettivo quanto soggettivo. e sebbene sia d'accordissimo con voi, mi rendo conto che avrei problemi anche io, fossi il legislatore, a definire un limite. anche senza il problema mazzette.

torno a ripetere però:tanto nei posti dove davvero c'è una selezione della mente, prima che del corpo, quella gente non ci va e non ci andrebbe comunque. ed è li che voglio andare io, tendenzialmente.

(simo la frase degli animalisti era una provocazione voluta dovuta al fatto che avevo appena letto una notizia che mi ha fatto accapponare la pelle e incazzare alquanto, mi scuso per questa debolezza OT)

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@BobsHaero perfettamente d'accordo con te.Purtroppo è difficile vedere sempre le cose con distacco e oggettivamente,cosi come anche valutare cosa è buono e cosa no.

Sicuro però ti posso dire che l'esistenza di un'offerta (impianti di risalita e bar) nascono da esigenze della domanda.

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torno a ripetere però:tanto nei posti dove davvero c'è una selezione della mente, prima che del corpo, quella gente non ci va e non ci andrebbe comunque. ed è li che voglio andare io, tendenzialmente.

 

 

Rob, questo è proprio uno dei problemi principali: un conto è portare masse di sciatori in cima alle piste e farli scendere

dalle stesse (oppure far arrivare migliaia di auto in cima allo Stelvio). Un altro è "fisicamente" trasferire persone spesso

impreparate in vetta con l'elicottero piuttosto che con impanti dedicati, e lasciarli avviare tranquillamente verso il basso,

senza sapere se questi hanno la preparazione e l'esperienza per affrontare la montagna in caso di pericolo oggettivo. 

Altri esempi similari, anche se non contemplano impianti, sono la corsa in montagna e le ciaspole, attività che hanno

avvicinato alla montagna moltissima gente che, fino a qualche tempo prima, aveva visto le cime solo in cartolina. 

Come puoi immaginare, grandi numeri comportano grandi problemi, tanti potenziali incidenti e anche un grande

afflusso di teste di cazzo. 

 

Ma, nell'immaginario collettivo, si vuol far credere che oggi sia tutto facile, e accessibile, ma non si vuole 

spiegare (per interesse ovviamente) quali dovrebbero essere i pre-requisiti necessari per avvicinarsi a certi

luoghi o a certe discipline. E anche quando si "vende" un'impresa, si sfrutta l'ignoranza generale della gente: 

per farti un esempio si è recentemente creato un grande clamore mediatico intorno alla salita in libera della

Dawn Wall al Capitan, facendola passare come la più grande impresa alpinistica di sempre. 

In realtà si tratta "semplicemente" di una sequenza di singoli tiri ad altissima difficoltà, per salire i quali occorre

un allenamento eccezionale, ma, credimi, di avventura ce n'è davvero poco. Eppure, per avvicinare la gente

a certe discipline, è molto più redditizio mostrare pareti assolate e arrampicate a torso nudo, piuttosto che

ombrose e gelide goulottes a 7500 metri di quota in mezzo alla bufera. 

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@simosurfer nell'articolo si diceva proprio il contrario: si vuol fare robe più "spettacolari" o "particolari" proprio perchè la domanda è scarsa nelle "normali" e quindi si vuole avere uno spin della cosa. =)

@lelefix sul punto "sicurezza - accessibilità -testedicazzo" siamo perfettamente d'accordo. ma purtroppo è così in tutti gli ambiti..e non vedo reali soluzioni pragmatiche alla cosa.

ripeto, il discorso è regolamentare le infrastrutture in ambiente montano. queste regolamentazioni esistono e sono su più piani, nazionale, regionale, provinciale e perfino comunale (piano regolatore). ora, far recepire la norma in italia è già un bel delirio, far la norma tutto un altro delirio, metter d'accordo i poteri figuriamoci, e anche pensare (io in primis) che cosa sarebbe giusto a livello ipotetico proprio non riuscirei.

quello che farei è mettere a disposizione gratuita tramite le associazioni quasinonprofit che ci sono sul territorio (penso al CAI, per dirne una) dei corsi, parzialmente sovvenzionati dallo stato e parzialmente dagli impianti -che si fan pubblicità con sto giochetto- che rilascino un brevetto, che in alcune situazioni (leggasi: quote, stagioni, luoghi) divengano obbligatori.
poi mi dici: chi controlla? nessuno.
ma quando un paio di persone si dovran pagar loro la multa, l'elisoccorso, e magari (non vedo perchè no) il conto dell'ospedale -e non avete idea di quanto costi allo stato un rx banalissima-
magari la pianteranno di esserci babbei che si ficcano nei pericoli per sturi mentali inutili, senza avere capacità o preparazione.

 

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