Santo

Guida alla prima fissa

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Il gran consiglio si è riunito e ha deciso di emettere una guida alla prima fissa.
Scriveremo tutto quel che serve sapere per orientarsi nella scelta e nel montaggio della prima bici a scatto fisso.
 
Dividiamo in capitoli

  • Telaio
  • Ruote
  • Trasmissione
  • Tutto il resto

Ora, prima di iniziare a leggere questa guida, forse è meglio leggere anche altri post, e avere qualche sezione del forum a portata di mano..

 

 

 

 

 

Ora, pensavo di inviare 5 messaggi di seguito in modo da poter fare un post per ogni capitolo, cosi' che siano uno in fila all'altro. Che ne dici @Capiero? Magari si puo' pure pinnare poi
 
E poi taggare qualcuno che mi dia una mano a completare le guide, tipo @saimonfvg o @BobsHaero..
 
 
Poi 'sto spoiler lo tolgo e lasciamo questo post come presentazione..
 
Dai, iniziamo...

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Telaio

 

Tipologie:

 

Ci sono diverse tipologie di telai, pista, corsa, MTB, passeggio, di nuova o di vecchia concezione, di acciaio o di carbonio. Alcuni sono piu' adatti di altri per la costruzione di una bici a scatto fisso. 

L'ambiente nativo della trasmissione fissa è la pista, di conseguenza questi telai nascono con questo tipo di trasmissione. Si possono però "convertire" anche i telai da corsa, basta cambiare una ruota.

Vediamo un po come sono fatti questi telai...

 

Pista

 

Classico acciaio 

 

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Nuovi modelli

 

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Bici da corsa

 

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Bici da passeggio

 

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MTB

 

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Ora, come già detto ce ne sono alcune più adatte di altre per essere fisse.

Ovviamente le bici da pista nascono per essere fisse. Quindi ci sono pochi problemi. 

Guardiamole un po: quella che piu' assomigli alle pistaiole, sono le bici da corsa. Questa cosa le fa diventare le preferite per essere "convertite". Sono preferibili anche per altri motivi, una bici da corsa ha altre geometrie; il che vuol dire una guida leggermente meno nervosa, un confort maggiore sulle lunghe distanze (in pista in fondo non ci stai le ore di seguito, invece le tappe del giro durano un bel po' ;) )

Voi direte: ma le bici da passeggio? anche quelle ci assomigliano. Beh... queste sono addirittura troppo "rilassate", quindi vi perdereste una bella parte delle sensazioni e del divertimento legato all'essere su una fissa (hanno passo lungo, sono piu' sdraiate, troppo tranquille...). Nemmeno le MTB si abbinano tanto bene al fisso.

 

Come si riconoscono?

Beh, la risposta non è cosi semplice, almeno all'inizio. Le bici da pista si riconoscono per i forcellini orizzontali, per l'assenza di fori per i freno, assenza di porta borraccia etc. (ATTENZIONE: non è una regola assoluta. prendete l'esempio del cannondale track, è un pista, ma ha i fori per i freni. Forse perchè pensato anche per gli allenamenti in strada, e quindi per montarli i freni.). Queste pero' solitamente, sono solo certi "dettagli", ai quali, tra l'altro, non possiamo fare sempre affidamento. per esempio anche molte bici fa passeggio e soprattutto quelle per freni a bacchetta hanno i forcellini orizzontali. Quello che le contradistingue sono anche le geometrie. Solitamente le pista pure hanno passo piu' corto (il passo è quella misura tra un bullone della ruota e l'altro), sono piu' "in piedi" (il che vuol dire piantone e forcella piu' "dritte"). Una bici da passeggio si riconosce abbastanza in fretta, se vedi piantone e sterzo troppo "sdraiati",

In sintesi, però, bisogna farci l'occhio.

 

Iniziamo a vedere nello specifico qualche caratteristica da preferire nel telaio che andremo a scegliere.

 

 

La Misura

 

Come sapete bene, non siamo tutti uguali; ognuno ha le proprie misure. Come per i vestiti, anche per le bici ci sono diverse misure.

Questo passaggio è fondamentale nella scelta del telaio. Se ne scegliamo uno piccolo staremo troppo raccolti o saremmo costretti a mettere pipe particolarmente lunghe e fuorisella esagerati rendendo, a volte, goffa la bici. Al contrario, se abbiamo una bici troppo grossa per noi saremo costretti a stare troppo distesi quindi scomodi, a mettere pipe minuscole, a non avere fuorisella, insomma la bici è di nuovo disarmonica.

 

 

Per trovare la giusta misura del telaio facciamo riferimento a questa discussione

 

 

 

 

I materiali

 

Nella storia si sono presentati diversi materiali nella costruzione delle biciclette, trattiamo i piu' diffusi.

 

Acciaio

 

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Aluminio

 

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Carbonio

 

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Ogni materiale ha i suoi pregi e i suoi difetti.

In linea generica, l'acciaio è "comodo", riesce ad assorbire bene le asperità del terreno. L'acciaio resiste bene, ha la pecca delle ruggine (non fatevi spaventare, il forum è pieno di vecchie bici in acciaio che resistono benissimo al passare degli anni), ma d'altro canto è più difficile da bollare o rompere. Ha il pregio della linea classica, ma soprattutto se non abbiamo un gran budget si trovano molte vecchie bici da corsa a poco prezzo, ideali per la prima conversione o per la bici da tutti i giorni.

L'alluminio è un po' più rigido, il che si trasforma in una miglior trasmissione della potenza delle nostre gambe alle ruote. L'alluminio non soffre del dramma della ruggine, ma bisogna tenere in considerazione che bisogna avere un po' più cura nel trattarlo e che rischia lo snervamento (anche qui però, bisogna prendere in considerazione piu' nello specifico la bici, ci sono alu di 20 anni che vanno ancora bene...) Spesso le biciclette in alluminio hanno un look più aggressivo. 

Il carbonio può racchiudere una buona rigidita' nella trasmissione e una flessibilita' tale da non farci avere mal di schiena a fine giornata. Non ne scrivo molto, perchè molto non ne so... Sono comunque i più difficili da trovare ad un prezzo acessibile, forse anche per una questione di tempo (sono i meno datati, a livello di materiale, quindi gli altri sono piu' diffusi)

 

 

I Forcellini

 

Cercando, c'è gia tutto scritto :)

 

 

Facendo un riassuno ce ne sono fondamentalmente 4 tipi (che ci possiamo trovare solitamente davanti, in realta' nel mondo delle bici ne esistono altri, ma non stiamo a vederli; sarebbe solo distrazione)

 

Orizzontali

 

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Obliqui

 

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Semi - verticali

 

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Verticali

 

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La scelta dei forcellini è fatta secondo l'utilizzo. Nel nostro caso dobbiamo considerare che avendo un solo rapporto e nessun tipo di tensionatore a molla (come il cambio, o i tensionatori per single speed)* sarebbe meglio avere una qualche tolleranza per spostare la ruota avanti e indietro, in modo da poter tendere correttamente la catena. Non tendere la catena nel giusto modo è sicuramente penalizzante; se la tendiamo troppo rischiamo di avere una trasmissione poco scorrevole, facendo un'eccessiva fatica, se la tendiamo troppo poco rischiamo di scatenare, pena la perdita della trasmissione (che nel nostro caso vuol dire perdita del controllo del mezzo), ma tutto ciò si approfondirà nella sezione trasmissione.

In definitiva, avere dei forcellini orizzontali è la cosa migliore, averli obliqui è molto buono, averli semi-orizzontali od orizzontali ci darà qualche grana, ma è fattibile attraverso un mozzo eccentrico (capitolo ruote) o una catena a mezze maglie (sezione trasmissione). Un ulteriore metodo sarebbe quello di applicare dei road to pista.**

 

*

Questi affarini sono davvero comodi in una singlespeed, ci permettono qualsiasi rapporto con qualsiasi telaio abbia l'occhiello per il cambio. Purtroppo il mondo non è rosa e fiori e sulle fisse non si possono usare: la continua tensione in un senso e nell'altro (accellerate e frenate) lo romperebbero o comunque lo sposterebbero, lasciandoci la catena lasca. 

Non usatelo, rischiate...

 

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**

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La battuta dei forcellini

 

Per battuta dei forcellini si intende quello spazio che si trova tra uno e l'altro, quello che accoglie il mozzo.

 

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è importante sapere la battuta dei forcellini semplicemente perché essendoci più misure di queste, ci saranno più misure di mozzi.

 

Qui chiedo l'aiuto al pubblico, non me le ricordo benissimo le misure e non voglio scrive una guida fuorviante.

 

Le BDC (BiciDaCorsa) hanno battuta 130

Le bici da pista hanno battuta 120

 

Questo vuol dire che dei mozzi da pista potranno essere montati su un telaio da corsa (spessorando), ma il contrario no. Avrebbe anche poco senso, pochi telai pista hanno alloggiamenti per i freni e non vorrete mica girare a ruota libera senza freni, vero?

 

Considerate che l'acciaio resiste a un pochino di flessione. Sopporta quello 0,5 per parte, ma non fatelo con l'allu: rischiate di snervarlo e spaccare il telaio.

 

 

Il movimento centrale (mc)

 

Il telaio ha la "scatola del movimento centrale", semplicemente l'allogiamento dove si inserisce.

 

Possiamo trovarne solitamente di 2 tipi: Italiano o BSA (inglese). Le si riconosce dalla misura. La scatola del movimento centrale intaliano è larga 70mm, mentre lo standard BSA misura 68mm, in larghezza.

 

Per maggiori informazioni

 

 

Il tutto ci servirà al momento di montare la trasmissione.

 

 

La sede della forcella

Ne esistono di diversi tipi, ma quelli che ci possiamo trovare solitamente davanti sono di tre tipi.

 

1 pollice

 

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/8/88/Serie_sterzo.jpg

 

1 1/8" (pollice)

 

http://www.cv2.it/images/articoli/484100031.jpg

 

 

Conica

 

http://s22.postimg.org/kmha6em3l/conica.jpg

 

Questi standard verrano ripresi nella parte della serie sterzo.

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Le ruote

 

Le ruote, nel sistema della bicicletta, sono una parte parecchio importante.

Iniziamo dicendo che una ruota è l'insieme di un mozzo, un cerchio e dei raggi. Poi subentrano anche copertoni, camere d'aria, flap, ma soffermiamoci sul primo trittico.

Non stiamo a complicarci la vita con formule, che se proprio le volete le mettiamo in uno spoiler. Dobbiamo solo sapere che più sarà pesante il CERCHIO (non la ruota in assoluto*) più saranno duri i rilanci e più saranno impegnative le decelerazioni (frenate).

 

 

Il cerchio

 

La prima differenza tra un cerchio e un altro è il tipo di copertura che potrà montare.

Ce ne sono due principali: il copertoncino e il tubolare. Per capire quale tipo di cerchio abbiamo tra le mani, basta vedere com'è fatto ;)

Il cerchio per copertoncino ha delle guide, dei dentini in cui il copertoncino fa presa. Guardate la sezione.

 

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Quello per tubolare, invece, è un arco sul quale poggia e viene incollato il tubolare.

 

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Vi pregherei di non chiedere "meglio copertoncino o tubolare?", è un po come chiedere "meglio i manowar o i metallica?". è un interrogativo che perplime l'uomo dall'inizio dei tempi e non si è mai arrivati a una risposta definitiva.

Sappiate che i tubolari danno un miglior feeling nella guida, ma i copertoncini, in genere, costano meno. Quindi se sgommate come i pazzi forse risparmiate due soldini coi copertoni. Inoltre molti li preferiscono in città perche sono più facili da riparare se buchi, quindi hai ma possibilità di tornare a casa pedalando.

 

Il cerchio può avere diverse misure. Tutte queste misure, tutte le considerazioni che andiamo a fare devono essere rapportate con l'uso della bici (come per tutto del resto). Pensiamoci un attimo prima di comprare se vogliamo stare un po' piu' comodi, se vogliamo fare anche dei piccoli sterrati, se vogliamo dei copertoncini belli stretti, etc..

 

Intanto, per tutte le misure c'è gia' un post:

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Ora, vediamo come si compone questo cerchio

 

Canale

 

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Ecco, quella "B" rappresenta il canale. A seconda di questo potremmo montare un certo range di copertoncini. Occhio a non esagerare con la tolleranza, altrimenti rischiate di stallonare. Per le misure varie, leggete qua.

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Il profilo

 

Il profilo del cerchio è quello spazio che va dal copertoncino/tubolare alla radice dei raggi.

 

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Quel "90MM" rappresenta il profilo, Questo è particolarmente alto per i nostri standard..

Se poi avete letto bene potete anche riconoscere che copertura ci va in questo cerchio. Copertoncino o tubolare? ;)

 

Vi ricordate che si diceva che un peso maggiore sul cerchio è piu' impegnativo nella frenata e nei rilanci? Ecco, a parità di materiale e di qualità un profilo più alto è più pesante, in fondo c'è più materiale, no?

Il rovescio della medaglia è che più profilo vuol dire essere più aerodinamico. Questa è una questione delicata, però. Fino a che punto ci serve esserlo? Scannonate sempre in pianura in assenza di auto o altri pericoli? Andare facendo i matti in mezzo al traffico? Abitate nella pianura o vi dovere anche fare delle scalate?

 

I mozzi

 

Facciamo la distinzione tra i due tipi di mozzi esistenti: Cuscinetti e sfere.

 

I mozzi a sfere, nell'assoluto, sono più scorrevoli, ma dovrete registrarli ogni tanto e sono più intaccabili dallo sporco.

 

Questi mozzi, attorno all'asse (6) hanno sfere (5) che poggiano sulla guida ricavata nel mozzo, cono, parapolvere, rondelle per arrivare a misura e impedire lo svitamento e controdadi (7, li si vede da destra verso sinistra, nella prima parte)

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I mozzi che poggiano su cuscinetto non hanno bisogno di registrazione, sono piu' facili da pulire (in fondo, praticamente, non si sporcano: la parte che gira è il cuscinetto sigillato, sigillato, appunto). è anche vero che se si spacca il cuscinetto è un filino più difficile cambiarlo, ma nulla di impossibile.

 

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Anteriore

Considerate che per l'anteriore la questione è piuttosto semplice. Sia le forcelle pista, sia le forcelle strada hanno la stessa battuta. Questo vuol dire che posso montare una ruota pista in una forca strada e una ruota strada in una forca pista.

L'unico appunto che si potrebbe fare, per pignoleria, è che i mozzi pista hanno i dadi, mentre quasi tutti gli strada (almeno non vecchissimi) hanno lo sgancio rapido (o quick release, QR, per gli anglofoni). In pista, mi pare, è vietato avere sganci rapidi. In strada, è preferibile il bullone perchè non tutti hanno una 15 in tasca e almeno 1 ladro su 10 viene dissuaso.

Ah, se avete uno sgancio rapido, mettetelo a sinistra ;)

 

Posteriore

 

 

Pista classico

Per ottenere una trasmissione a scatto fisso ci sono diverse soluzioni.

 

La prima, la più classica, è quella di andare da un cicista e dirgli da darvi un "mozzo pista", abbastanza semplice. 

 

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Questo tipo di mozzo ha due filettature diverse, una più grossa e una più piccola. Nella grande si avvita il pignone, nell'altra il lockring, un controdado che impedisce al pignone di svitarsi quando freniamo.

 

Esistono diversi tipi di mozzi di questo genere. Alcuni hanno solo una parte filettata, altri hanno due parti filettate. Il loro nome è "flip - flop", esistono "pista - pista, cioè che montano due pignoni fissi, oppure "pista - Libera" cioè che monta un pignone fisso e una ruota libera (una cosa brutta :D)

 

Per il montaggio dei pignoni e lock si necessitano una chiave a frusta e una chiave a settore.

 

Mozzo ISO

 

Abitate a beirut? Volete far la guerra con le vostra fissa al seguito?

 

Può darsi, ma anche se abitate a Torino, Milano o Roma e dovete affrontare ogni giorno continue accelerate-frenate, buche, sampietrini e tutto il resto l'ISO può fare al caso vostro.

 

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questo fantomatico mozzo ISO altro non è che un mozzo anteriore da mountain bike (per freno a disco) al quale si cambia l'asse per portarlo ad avere battuta 120 o 130 e al quale si ancora il pignone attraverso i sei fori filettati e le rispettive viti.

 

Non è assolutamente un'operazione difficile, in ogni caso ci sono gia discussioni per chiarirsi le idee.

 

 

Lo svantaggio di questo mozzo è il prezzo (più alto) e la reperibilità dei pignoni. Tutta roba recuperabile sul forum, comunque.

Il prezzo finale dei due sistemi, però, è abbastanza simile.

 

Per dovere di cronaca, devo dire che esistono mozzi che nascono iso per fisse, che non sono convertite, ma dipende dal budget che abbiamo. sono mozzi artigianali e piuttosto pregiati, cosa che ci farebbe spendere un po' per essere la "prima fissa"

 

Il mozzo eccentrico

Per chi si trova tra le mani un  telaio coi forcellini verticali, questa può essere una delle soluzioni applicabili per "fissare" la bicicletta.

Il mozzo eccentrico non è altro che un mozzo che ha un ancoraggio per il telaio e un altro per il mozzo. in certi il meccanismo è interno al mozzo, in altri esterno e altri sono adattati.

 

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All'interno del forum abbiamo anche chi l'ha costruito da solo e ha fatto anche una guida!

 

 

 

Questo mozzo, però, richiede un esborso maggiore e alle volte conviene provare con una semplice catena a mezze maglie (capitolo trasmissione)

 

Non mi piace poi molto omettere le cose, in realtà ci sono anche altri metodi, come il suicide hub, ma gia dal nome avrete capito che non è di una gran sicurezza. Esiste anche il "fixkin lock", ma è piuttosto difficile reperirlo...

 

 

I Raggi

I raggi sono la terza parte del sistema "ruota". Hanno il compito di collegare il mozzo al cerchio, perciò ogni sistema avrà il suo numero; 16, 24, 32, 36....

Maggiore è il numero di raggi, maggiore sarà "l'elasticità" di questa ruota, rendendola quindi piu' resistente. d'altro canto avrà più peso e trasmetterà peggio la potenza. è sempre questione di scegliere la ruota adatta al nostro uso. Se giriamo solo in città magari scelgo una 32 raggi, se faccio solo giri lunghi con strade buone posso anche andare su un 24. Aumentando il numero dei raggi, aumenta anche la su lunghezza e di conseguenza anche la "comodità" della ruota (anche se la comodità la si cerca piu' col copertone).

Oltre al numero dei raggi, poi, ci sono diversi modi di incrociarli: Radiale, in prima, seconda, terza, quarta. Per ogni dicitura di intende quante volte il raggio, nella sua lunghezza, ne incrocerà (appunto) un altro. Meno incroci abbiamo, più di riduce la lunghezza del raggio e di conseguenza è più rigida (meno comodità, ma miglior trasmissione della potenza). Attenzione: una ruota anteriore può essere radiale (se vogliamo una guida leggermente piu' precisa e polsi più stressati), ma una ruota posteriore no, almeno non totalmente. Non facciamo raggiare una ruota posteriore completamente radiale perchè rischiate di spaccare i raggi, la trasmissione delle potenza dalla gamba alla ruota ha bisogno di un raggio con un certo angolo (anche una 2 puo' andare), se la facciamo radiale da entrambe le parti il raggio viene sforzato nel modo sbagliato.

 

In ogni caso, se voleste cimentarvi nell'arte della raggiatura abbiamo già una discussione all'interno del forum.

 

 

in cui ci sono colcolatori come questo per la lunghezza dei raggi

 

http://leonard.io/edd/

 

e ci sono sempre consigli utili per riuscire a farsi le proprie ruote. Il poter raggiare una ruota ci può essere utile, per esempio, per cambiare il mozzo da corsa a fisso o anche semplicemente per far le ruote in casa.

 

Gli attrezzi necessari

Delle volte ci vogliono degli attrezzi specifici, ma nelle ruote dipende da cosa dobbiamo fare.
Se abbiamo le ruote gia belle che pronte per il montaggio ci servirà una semplice chiave inglese, solitamente da 15.
Se abbiamo le ruote (con mozzi a sfera) da un po' e notiamo che non girano più bene, dovremo aprire il mozzo, levare le sferette, pulire il vecchio grasso zozzo e metterne del nuovo pulito. Per fare ciò ci servirà una chiave da 15 o 16 (a seconda del controdado) e una chiave piatta.
 
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Questa ci permetterà di afferrare il cono del mozzo per poter togliere e rimettere il controdado. Non usate quelle chiavi inglesi regolabili, di solito il meglio che fanno è sfilettare la forma del bullone...
Per i mozzi a cuscinetto è tutto piu' semplice, non c'è nulla da regolare quindi hanno solo dei normali dadi (certe volte nemmeno quelli, se partiamo degli iso). Se vi dovesse capitare di spaccare un cuscinetto, è anche abbastanza semplice da cambiare. Basta un tubo (che si trova anche al brico), ci picchiettate da dietro finche non esce, tanto anche se si rompe è da cambiare, quindi quello di prima va buttato. Bisogna solo far attenzione a non rovinare la sede. Per mettere quello nuovo basta un pegno e molta pazienza.
Altri attrezzi utili per le ruote possono essere i tira - raggi. Se dovete farle da capo è fondamentale, ma averlo in casa e dare una tirata ai raggi (con cognizione di causa) puo' allungare la vita alle vostre ruote).
Se decideste di avere un iso, vi servira' una brugola, che sicuramente abbiamo tutti in casa. Per i mozzi tradizionale vi servirà una chiave a frusta (per il pignone) e una chiave a settore (per il lockring). nel caso volessimo togliere la slitta miche, serve una chiave apposita, quindi forse è meglio andare dal mecca per quell'occasione...
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Trasmissione

La trasmissione fissa, quella che caratterizza le bici che usiamo su questo forum, si caratterizza in un aspetto principale e fondamentale: la totale assenza di meccanismi oltre alla catena e al pignone-corona che essa accoppia.

 

 

Non ci sono ruote libere* (che permettono di fare quel che fa la frizione in una automobile, scollegare il numero di giri del “motore” dal numero di giri delle ruote), non ci sono sistemi di cambi interni al mozzo o esterni, cinematismi di nessun genere e neanche spade laser o motori a curvatura protonica.

 

*

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Se i pedali girano, la ruota gira. Se i pedali non girano, la ruota non può in nessun modo girare. Se i pedali girassero “all’indietro”, la ruota girerebbe all’indietro.

 

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Per questo si dice “fisso”, ad ogni rivoluzione dei pedali corrisponde un esatto numero di rivoluzioni della ruota, numero che è dipendente dal rapporto, dalla marcia che abbiamo scelto, e che non possiamo cambiare a meno di non smontare e cambiare fisicamente dei pezzi (per questo più avanti cercheremo di capire come scegliere il corretto rapporto nel modo migliore).
Cerchiamo di capire quindi i tre soggetti principali che costituiscono la trasmissione, ovvero il gruppo guarnitura/corona, la catena e il pignone.

La guarnitura
La guarnitura è il pezzo dove ci sono i pedali: è costituita tipicamente da una pedivella sinistra e una pedivella destra, la quale presenta una forma differente: ha infatti dei bracci su cui si montano le corone.
La forza delle gambe si scarica sui pedali, e di qui alle pedivelle, che sono legate tra di loro dal movimento centrale, e tramite i bracci alla corona, che a sua volta mette in moto la catena di trasmissione. Fin qui, tante parole per dire quel che anche un bimbo sa.
Vi sono vari tipi di guarniture, e tanti standard da considerare: si sono negli anni sviluppati metodi diversi per aumentare l’efficenza di tutte questi spostamenti di forze.

Il primo (o il più comune nel passato) era quello delle guarniture a chiavelle:
qui un perno a cuneo blocca le due pedivelle all’asse del movimento centrale. È facile trovarlo su vecchie bici e su bici da passeggio: è adatto per sforzi agenti solo in un senso: le chiavelle (i cunei) infatti lavorano ad incastro e tendono a mangiarsi, spanarsi, deformarsi e quindi prendere gioco se vengono sollecitati a destra e a sinistra, mentre se lo sforzo è applicato sempre e solo da una parte si incastrano sempre piu e sono valide. Questo di fatto impone che non vadano per nulla bene per lo scatto fisso: noi spingiamo da una parte per accellerare, ma dall’altra in frenata.

 

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oltre a questo tipicamente sono guarniture stampate e poco solide, studiate per sforzi bassi, come nelle bici da passeggio, e si piegherebbero facilmente sotto sforzi grandi.

 

 

Il secondo è quello delle guarniture a perno quadro. Questo è stato il più diffuso sulle bici per decenni, e sta venendo soppiantato solo ora in molti ambiti, in altri è ancora il più utilizzato. Questo significa che non solo è adatto alle nostre esigenze(come vedremo) ma è anche facilmente reperibile e il materiale usato si trova facilmente sul mercato. Come prima guarnitura, quindi, e come anche definitiva in molti casi, è questo tipo su cui dovete focalizzare l’attenzione.

 

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Il perno del movimento centrale a perno quadro, termina con due cunei a sezione quadra (no, ma dai? =) ). Questi cunei si infilano in alloggiamenti a sezione quadra presenti sulle due pedivelle, e il fatto che si incastrino fa trasmettere le forze/coppie della pedalata. Ed essendo un quadrato, che sia da una parte o dall’altra, non avrà problematiche di giochi come le chiavelle, perchè è simmetrico.
ora, chiaramente non è tutto rosa e fiori. Le ditte produttrici mica ci rendon la vita facile: i perni sono di due tipi diversi, JIS e ISO, e chiaramente quale dei due montare dipende dalla guarnitura scelta, se costruita per ISO o JIS. Il perno poi ha lunghezze differenti, e chiaramente ogni guarnitura vuole una lunghezza specifica, una lunghezza troppo alta rende scomoda la pedalata perchè i pedali saranno troppo larghi, ma una lunghezza troppo bassa porta a far toccare le pedivelle al telaio. Non starò qui a dire ogni singola guarnitura cosa necessita: spesso basta fare una ricerca su google, magari su velobase, o sul forum stesso. In alcuni casi l’unica scelta è chiedere, e in altri casi ancora l’unica è provare. L’importante è essere consci delle problematiche e sapere come affrontarle.
State attenti alla solidità della guarnitura stessa: vi sono guarniture a perno quadro stampate (le si riconosce ad esempio per la mancanza di possibilità di sostituzione della corona, ma non solo e non sempre) o presso fuse che hanno poca affidabilità. Rischiano di rompersi durante la marcia.

 

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Partire da una guarnitura corsa non è mai una cattiva idea, insomma.
Si posson trovare anche guarniture pista molto economiche (e.g. prowheel) ma è mia personale opinione che una guarnitura corsa sia più efficace e meglio rivendibile in futuro, per eventuali upgrade.

L’ultima tipologia, quella più “nuova”, è quella del perno passante. Ve ne sono di svariate fogge e tipologie, il concetto fondamentale è che al posto del perno del movimento centrale si usa un tubo di sezione maggiorata (24mm, i piu comuni) che scarichi meglio e con più efficenza (rigidità) le forze della pedalata. Queste guarniture richiedono mc dedicati a calotte e cuscinetti.
Il loro costo è generalmente più elevato e l’utente medio non sentirà gran beneficio..non certo alla prima fissa. =)

 

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Il modo più semplice per convertire una guarnitura corsa (con due o tre corone) a una con corona singola, è spessorare l'alloggiamento vuoto (della corona che abbiamo tolto) con delle rondelle in ottone che si usano solitamente per alzare porte e finistre dai cardini, si trovano in ferramenta per pochi centesimi.

 

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La Corona

La scelta della corona non è facile: ci sono alcune variabili da tenere presenti.
Prima di tutte, il BCD, girobulloni. Ve ne son parecchi, sono differenti standard, in pratica danno una misura di quanto sono lunghi i bracci delle pedivelle e quindi dove e come devono essere i buchi delle corone per potercisi accoppiare.

 

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Il calcolo del BDC di una corona o di una guarnitura è facile: si misura la distanza che c’è tra due fori adiacenti, e si moltiplicano per la radice quadrata di 3 (guarniture a 5 braccia). Tipicamente una campagnolo sarà 130, una shimano 135, una compact 110, molte guarniture pista 144. Vi è poi la differenza tra 1/8” e 3/32”: l’1/8” sarà da pista, i 3/32” da corsa, ma lo vedremo meglio con la parte dedicata alla catena. Van bene entrambe, per i nostri scopi. Anche quelle da corsa. =)

Qui un link utile per capire le varie misure esistenti di BCD

http://bdc-forum.it/vbarticles.php?do=article&articleid=32

 

L’altro parametro è il numero di denti, e li rimando alla sezione per il rapporto.

 

La Catena

Fondamentalmente vi sono due tipi di catene. Quelle da strada e quelle da pista. Si riconoscono principalmente per le dimensioni, o meglio, la larghezza. Quella da corsa, o 3/32”, è più stretta di quella pista, 1/8”, ovvero un ottavo di pollice, con un pollice pari a 25,4 mm. Ma voi che avete google questo già lo sapete, no?
Cosa cambia? Beh, la catena pista è più grossa, quindi sarà più forte e resisterà meglio. Ma una catena corsa non è poi così da meno, l’ho personalmente usata per centinaia e centinaia di km brakeless senza alcun problema. Quello che conta però è che se mettete pignoni o corone pista, o anche solo uno dei due(il caso tipico è corona corsa data da guarnitura corsa, e pignone pista), si necessita una catena pista. Perchè? Perchè il pignone (o la corona) pista sono più larghi, più spessi, proprio perchè studiati per lavorare con una catena più larga. Una catena corsa non entrerà in quei pignoni (un dente o due, si, ma non per un corretto funzionamento) e quindi non potrete usarla.
Le catene larghe come le pista però posson essere anche per single speed o addirittura per corsa 5v, le corsa 8v son diverse dalle 10-11v, eccetera. Ci sono eccezioni, insomma. Volete avere una catena economica per iniziare? Miche pista. 8-10€ e passa la paura.
Non andate sul colorato eccetera, si tende a dire che non son affidabili o buone. Insomma, lasciatele perdere, che con una catena normale, anche se non lo pensate ancora, le vostre bici saranno più belle. Molto più belle.
I punti in comune sono la forma generale, e il principio che sta alla base della trasmissione via catena. La catena è costituita da un numero generalmente intorno al centinaio di maglie, o link. Qui si dividono le scuole di pensiero e, quindi, le definizioni. Userò la mia preferita, ma son tutte valide ugualmente. L’elemento base, la maglia, è costituita da due sottoparti: la parte grande e quella piccola. La successione sarà quindi grande piccola grande.

Non si può avere una grande-piccola-piccola, perchè non si accoppierebbero: la piccola entra nella grande e le due vengono unite da un perno, che permette di farle ruotare una rispetto all’altra ma non le fa separare. Ogni sottomaglia è lunga mezzo pollice, dando quindi un numero intero di pollici di sviluppo totale della catena.

 

catena.gif

 

 

Eccezione a questo sono le catene a mezze maglie, che come dice il nome, sono costituite da elementi-maglia particolari, asimmetriche: da una parte son grandi, dall’altra piccole. È quindi possibile accoppiare ancora grandi-piccole-grandi-piccole come prima, ma con una lunghezza dell’elemento base che è pari a mezzo pollice. Costano generalmente di più e sono più elastiche, ma in alcuni casi la particolarità dell’essere “divisibili per mezzi pollici” al posto che per pollici è utile, o financo necessaria. Inoltre alcuni dicono che son più belline, ma qui entra il gusto personale e non ci metto becco.

 

post-321-0-97228400-1330435093_thumb.jpg

 

Abbiamo detto che son più elastiche: in che senso? Beh, la catena nuova ha una lunghezza diversa da quella di una usata. L’allungamento è funzione della tipologia, della bontà e della lunghezza della catena. È inevitabile e in genere non porta nessun problema. Inoltre, ma qui si entra nell’esoterismo di quelli che dicono di sentir la differenza di scorrevolezza tra cuscinetti e sfere libere, una catena a mezze maglie o di scarsa qualità sarà meno rigida: sotto sforzo sarà più elastica e trasmetterà peggio le forze. Ma per un novello, questo è del tutto irrilevante, lo dico solo perchè nello scegliere la catena per voi potrete trovare queste perplessità, e non vorrei vi fasciaste la testa inutilmente. Una mezze maglie va benissimo, se la volete/ necessitate.
La cosa bella è che sono mischiabili: io personalmente ho una catena normale con una singola mezza maglia.
Perchè fare una cosa del genere? Beh, lo vedremo meglio dopo nella parte di “forcellini verticali: le soluzioni”, ma il fatto di avere una corona e un pignone di una certa grandezza, a una distanza definita dalla posizione dell’asse ruota-movimento centrale, impone di avere una lunghezza precisa di catena perchè la catena sia correttamente tensionata. Il fatto di avere una catena che è lunga un numero intero naturale di pollici (perchè costituita da un numero finito intero e naturale di elementi-maglia da un pollice), oppure una catena lunga un numero multiplo di mezzo pollice, fa approssimare meglio la lunghezza richiesta nel secondo caso.

Esempio: necessitiamo di 103,60 pollici di catena. Se avessimo una catena normale, dovremmo mettere 104 maglie, lasciando la catena molle di 0,4 pollici. Con una mezze maglie invece potremo usare 103,5 maglie, con un errore di 0,1 pollici, che non è solo molto meno, ma spesso fa la differenza tra una catena tensionata bene e una non tensionata correttamente. Si può usare 103 maglie normali e una mezza maglia, o tutte mezzemaglie. Otterremmo sempre 103,5 maglie. Perchè fare con una sola mezza maglia? Personalmente perchè avevo un amico che aveva delle mezze maglie tolte da una catena (normalmente vengono vendute piu lunghe), e me ne ha regalata una, evitando di comprare una catena nuova a mezze maglie (che ripeto, costa di più).

Usura della catena: le catene non son immortali. Una catena spezzata, specialmente se brakeless, fa male, a te e al telaio. Chiedete a @BostonG se non ci credete. Vi sono strumenti appositi che misurano l’usura della catena basandosi sull’allungamento della catena di cui parlavamo prima. Ma non serve li compriate: basta cambiarla ogni tot km (io vado di 1000-1500 circa, ma dipende dalla bontà della catena. Una izumi durerà più di una miche.)

 

CC-3.2-calibro-usura-catena-uso-2.jpg

 

PIGNONI
Di pignoni ci sono varie e svariate fogge. Quel che conta è che i mozzi ISO vorranno pignoni ISO, i mozzi splined i pignoni splined, i mozzi pista filettati...vabbeh, avete capito: pignoni pista filettati.
Io, sui filettati, consiglio i miche pista con carrier miche. Non per altro, ma hanno dimensioni della slitta molto curate e buone, che riducono al minimo il rischio di sfilettare, inoltre per cambiare rapporto la slitta non viene svitata e riavvitata ogni volta, ma solo il lockring lo fa, quindi si riducono ancora le usure dei filetti.

 

zoom_96517932_miche_pignone_con_supporto

 

 

 

Ma uno vale l’altro, se montato bene.

 

Per come si monta: ricordatevi di stringere bene il pignone prima di stringere il lockring, magari pettenellando. Anche non stretto abbastanza di un decimo di giro può portare a sfilettare, alla lunga.

 

Attrezzi

Per questa sezione, servono anche degli attrezzi specifici. In primis, bisogna capire cosa ci troviamo davanti. per montare una guarnitura a perno quadro (in particolare il movimento centrale) servono quasi sempre delle chiavi specifiche, ovviamente ogni casa produttrice ne ha una e ogni casa produttrice ha più standard. si valuta caso per caso e sarebbe davvero lunga scrivere tutti gli standard qui, tra l'altro nel forum ci sono gia mille discussioni a riguardo.

Quello che ci potrebbe essere utile spesso, invece, sono le chiavi per montare/ smontare le corone: una brugola e un attrezzo apposito per le boccole.

 

shimano_TL-FC21.jpg

 

Anche se poi questo atrtezzino non so quanti lo abbiano nella vita reale. Per dire, io uso la brugola è un vecchio cucchiaio che si incastra bene li dietro e non ho mai avuto problemi.

 

Per montare la guarnitura, ci serve una chiave a tubo, oppure (meno difuso) una brugola, spesso da 8.

Se vogliamo smontarla (magari per sosituirla) ci serve un estrattore, si trovano a pochi euro ed evitano che prendiate a martellate le cose.

 

estrattore-2.jpg

Questo si avvita nelle pedivelle (dopo aver tolto il bulone) e dopo, avvitando l'altra parte un perno spinge sul perno dell'MC e vi fa uscire le pedivelle sane e salve.

 

Per montare, allungare, accorciare la catena ci va uno smagliacatena. Imparate ad usarlo pero', nel senso: assicuratevi che ogni volta che montate il cilindretto sia ben inserito, ne va della vostra sicurezza (soprattutto brakeless, la catena è l'unico freno che abbiamo!)

 

IMGP9230.jpg

Edited by Santo (see edit history)
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Tutto il resto

 

Per "tutto il resto" intendiamo tutto ciò di cui non abbiamo parlato sopra, tutte quelle parti che se pur più piccole, sono indispensabili per poter usare la bicicletta.

Iniziamo dal cruccio di questo forum verso la paggiorparte dei novelli: i pedali.

 

 

I pedali

Ne esistono di vario tipo, ovviamente ogni ambiente ne ha preferito uno, l'ha sviluppato, ha rubato idee dagli altri ambienti e cosi via. Nell'ambito dello scatto fisso è una la regola fondamentale: avere i piedi "ancorati" ai pedali. Con la ruota libera possiamo permetterci di avere i piedi "slegati" dai pedali, semplicemente perchè quando si smette di pedalare, la guarnitura si ferma, con la trasmissione fissa, no. Questo significa che se per un qualunque motivo ci scappasse un piede dal pedale, quest'ultimo ci colpirebbe sul polpaccio/tallone d'Achille/tallone (questo significa dolore, forse è meglio evitarlo). L'altro motivo è che avendo i piedi legati ai pedali potremmo avere una maggiore potenza nella frenata. Nello scatto fisso, a volte, non si vedono i freni perchè si fa tutto con la trasmissione. Se noi i piedi liberi, posso frenare con un piede solo (rischiando che scappi), se li abbiamo legati, con uno spingo e con l'altro tiro: aumentando la potenza frenante. Non riuscirci a fermare in tempo è un altro modo per farci male, spesso contro una macchina, un muro, un pedone e quant'altro..

Quali sono 'sti sistemi per legarli, poi..??

Vediamo i tipi di pedali e modi abbinati.

 

Pedale da corsa e gabbiette

 

post-180-0-04441600-1302079870_thumb.jpg

 

Questo sistema è quello che trovate solitamente sulle vecchie BDC (bicidacorsa), ci ancora bene e ci permettono di usare le scarpe di tutti i giorni. Se vogliamo parlare di estetica di abbinano meglio alle bici in acciaio.

 

Flat e Straps

 

2013-fyxation-Mesa-88-alloy-flat-pedal.j

 

Sono pedali da mtb, sono larghi per permettere un appoggio migliori nel loro ambiente, ma nel nostro vanno benissimo perche' ci permettono di poggiare bene il piede e tenerli ancorati attraverso degli straps (che potete acquistare o fare DIY ;) ) Si usano solitamente di piu' sulle bici di nuova concezione usate in città, ma in realta' va tutto a gusto. Il passo della vite dei pedali è solitamente sempre lo stesso, quindi nulla ci impedisce di montarli dove piu' preferiamo.

 

Pedali a sgancio rapido da corsa

 

421530198.jpg

 

 

Sono la naturale evoluzione delle gabbiette. Questi li hanno inventati perchè hanno capito che se con le gabbiette puoi fare spingere e tirare, con questi lo puoi fare senza dispersione di energia. Infatti sono le scarpe dei pro, dei ciclisti tutinati (pista e strada), e di alcuni fissati. l'inconveniente di questi pedali è che richiedono scarpe apposite*. è anche vero che questi pedali tengono molto bene le sollecitazioni e diventa più difficile sganciare.

 

*

pearliz-pro-rd-2-shoe-10-zoom.jpg

In quei fori che vedete sotto, si inseriscono le tacchette: quello che ci aggancia al pedale.

 

 

 

 

SPD

 

spdpedal.jpg

 

Gli SPD sono pedali da mountain bike. Anche questo è un sistema a sgancio rapido. Il motivo che potrebbe farci preferire questi sistemi è la tacchetta: è decisamente piu' piccola di quella da corsa, e questo permette alle scarpe di "inglobarle", facendoci camminare piu' fluidamente, senza sembrare delle papere :D Anche per questi ci vogliono scarpe apposite, ma per fortuna qualcuno ha deciso di farle apposite si, ma almeno guardabili con un abbigliamento casual/di tutti i giorni.**

 

**

fzuetu1322726318413.jpg

Ecco, queste sono scarpe "tecniche" da mtb, ma non possiamo mica sempre essere in gara.

 

Mamba-X.jpg

 

Per fortuna, qualcuno ha ben pensato di mettere in commercio delle scarpe casual che pero' ci facciano pedalare in sicurezza. ce ne sono diverse e nel forum diverse discussioni, recensioni e altro.

C'è anche chi se l'è costruite da solo ;)

 

 

 

Ci sono anche scarpe "tecniche" che danno meno nell'occhio: alcune sembrano quasi scarponcini da montagna.

 

Di agganci da MTB ne esistono anche altri, anche preferiti da molti utenti, come i time.

 

Attrezzi per i pedali

Son sempre i soliti! di solito li si avvita con un 15, certi piu' recenti hanno anche una brugola dall'altra parte. Anche la durezza dello sgancio si regola con una piccola brugola, le gabbiette si montano con un cacciavite e una chiave inglese e gli straps.... beh si chiamano straps perchè hanno il velcro, non va nessun attrezzo :D

 

Serie Sterzo

Come abbiamo detto in "telai", ci sono diverse misure, quindi ovviamente ci saranno diverse serie sterzo. io le ordinerò per tipo, mi sembra il modo per fare meno confusione; e per ogni tipo metterò quali sono gli standard soliti che troviamo.

 

Filettata

La serie sterzo filettata si chiama cosi perche va ad avvitarsi sul una forcella filettata. è composta da un controdado, un dado, due sedi (coi rispettivi conetti/sfere) e una guida che si monta sulla testa della forcella. solitamente le troviamo nei telai di acciaio.

 

serie-sterzo-filettata.png

 

Aheadset

Questa è più una famiglia di serie sterzo. Ce ne sono diversi tipi. Quello che le accomuna è che non si avvitano piu' alla forcella, ma a un ragnetto posto all'interno del canotto e allo stem. queste hanno misure di 1", 1 1/8", 1 1/2". solitamente le troviamo su bici piu' moderne. le più frequenti sono da 1 1/8" e coniche.

 

Il primo tipo è quello a calottei esterne.

 

product_352028_56419.jpg

 

Semi integrate e integrate.

Sono quelle serie sterzo che "spariscono" nel telaio. questi telai sono predisposti ad alloggiarle al loro interno, avendo una forma piu' fluida.*

Per i vari standard si fa riferimento a questa discussione

 

ST60_sterzo_bici_ricambio_accessorri_bic

 

 

 

parlee-altum-r-road-bike-eurobike10.jpg

 

 

 

Attacchi / pipe

 

A seconda del sistema che abbiamo, possiamo trovarci sulla bici uno stem o una pipa. 

Se abbiamo una serie sterzo filettata, avremo sicuramente una pipa (la quale ha una vita lunga che "tira su" l'expander all'interno, inmodo da farla stare al suo posto)

 

tstem-all.JPG

 

Se invece abbiamo una ss (serie sterzo) non filettata, ci monteremo uno stem.

 

wcscarbonstembig.jpg

 

Questo, invece, viene chiuso con un tappino che avvita al ragnetto (all'interno della forca) e sucessivamente con le due viti poste in corrispondenza dello stelo (in modo da non farlo andare a sinistra e a destra e farci girare la ruota).

 

Se poi vogliamo montare uno stem su un sistema con serie sterzo filettata, esistono degli adattatori. L'unico vero problema di questo sistema è che rimane un po' bruttino alla vista...

 

Tutti questi attacchi e stem hanno delle misure e degli standard.

Le misure da vedere sono fondamentalmente due: lunghezza e inclinazione. La lunghezza ci serve a posizionare il manubrio in modo da stare comodi con le braccia: né troppo distante, né troppo vicino. L'inclinazione dello stem ci servirà a poterci posizionare piu' "sdraiati" o meno. ci può venire in soccorso anche per evitare certi errori.*

Mettere troppi distanziali tra la seriesterzo e lo stem fondamentalmente ci indica due cose: o che la bici è piccola per noi, o che siamo dei legni e non ci pieghiamo facilmente fino al manubrio.

Oltre ad essere abbastanza brutto esteticamente, può essere anche pericoloso. stiamo andando a sforzare in modo sbagliato la ss e il canotto. Non va bene, non è il sistema giusto, piuttosto mettiamo uno stem positivo e facciamo un corso di yoga.

 

200998225040_attaccoManubrio.JPG

Edited by Santo (see edit history)
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ottima cosa. non vanno i link, se dovevano essere link, e secondo me dovrebbero essere link =)

direi che appena è pronta andrebbe pinnata=)

sarà mio piacere scrivere qualcosina su sta guida, te lo manderò in mp e metterai quel che riterrai buono nei post appositi in alto, così è tutto ordinato. =)

Edited by BobsHaero (see edit history)

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Io l'aspetto con anzia. Magari con trucchi e tecniche per ripristinare telaio e le parti in alluminio le cromature e quantaltro.........viiii preeegoooo.

c'è già quello che cerchi

Verrà una figata sta guida, ma tanto i thread pinnati non li legge nessuno.... =(

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ottima cosa. non vanno i link, se dovevano essere link, e secondo me dovrebbero essere link =)

direi che appena è pronta andrebbe pinnata=)

sarà mio piacere scrivere qualcosina su sta guida, te lo manderò in mp e metterai quel che riterrai buono nei post appositi in alto, così è tutto ordinato. =)

yes dovevano esserlo, adesso vedo di risolvere in qualche modo...

 

 

Poi non mi fa più modificare il capitolo telaio, quindi la parte delle sezioni del canotto sterzo è rimandato a tra un po..

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Bella guida l'ho letta tutta di un fiato.....e dovrò rileggermela x capirla meglio ma soprattutto per piacere.

se ci son dei pezzi un po complessi diccelo! ci serve un feedback da un terzo e soprattutto se sei alle prime armi!

 

non è sempre facile spiegare le cose, molte le dai per scontate, anche se in realtà non lo sono cosi tanto...

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Ragazzi scusate il disturbo pero visto che ormai ci son sempre piú persone che aquistano telai corsa di nuova generazione... Magari accanto alla descrizione dei forcellini orinzzontali ci.metterei una bella guida sul mozzo eccentrico, catena a mezze maglie, mozzo eccentrico FAI DA TE oppure ancora meglio in giro c'era un link di un calcolatore che in base alle misure del telaio, guarnitura e pignone di dava la lunghezza esatta della catena per essere tesa...

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