Capiero

pignone d'epoca! (Way assauto)

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Forse ho imparato a caricare le IMG dal mio processore..
Ho trovato questo pignone in cantina.
19 è il numero dei denti, segnato a destra;
Invece, sulla sinistra c'è un logo, una doppia V allungata, che avvolge altre due o tre lettere, non si capisce.
C'è qualcuno/a che sa dirmi marca e provenienza?

Insieme al pigno, un cerchione di legno di faggio da 26", la cui sezione è per freno a bacchetta ed un paio di scarpe da ciclista veramente vintage!

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Ahia, gli infortuni che ti bloccano a casa portano a fare le più strane ricerche sul web...

 

Anni fa trovai nella cantina che diventò in seguito mia dimora, quel vecchio pignone fisso qui sopra, inutilizzabile, di una marca sconosciuta.

Più recentemente, presentai in gallery una riconversione di una con pezzi di marche non blasonate, ma risultate essere di gran qualità (Zeus e Way).

I pedali di marca Way sono i più scorrevoli che abbia avuto. Altro che Campagnolo!!!

Da qui ho trovato alcune info in merito alla marca consumata del pignone: la Way-Assauto si Asti, produttrice di ammortizzatori, ma anche di pezzi per bici, serie sterzo, pedali, ecc..

Un libro da me appena acquistato ne traccia la storia.

Di seguito l'introduzione e la prefazione.

 

La Waya è la Way Assauto; è il nome con cui nel corso degli anni gli astigiani hanno chiamato la fabbrica dei bulloni e poi degli ammortizzatori.
Ma la Waya, ad Asti, è anche l'immagine, il simbolo, la rappresentazione quasi archetipica della fabbrica; "la" fabbrica simbolo del movimento operaio e sindacale cittadino. I suoi lavoratori sono sempre stati protagonisti, spesso con un ruolo di "avanguardia" - come si sarebbe detto un tempo -, di quei momenti che hanno visto la classe operaia essere uno degli attori principali di eventi sociali e di movimenti il cui significato va ben oltre i cancelli delle fabbriche: dal biennio rosso agli scioperi del marzo 1943 fino all'autunno caldo del 1969.


PREFAZIONE
di Mario Renosio

La pubblicazione di questo volume rappresenta l'ultimo appuntamento di un percorso lungo un anno, durante il quale si è cercato di raccontare ad Asti e agli astigiani i 100 anni della Way Assauto. Un racconto che si è dipanato attraverso forme e modi diversi, dal teatro alla ricerca storica, dalle mostre agli eventi sportivi e ricreativi, viaggiando in parallelo alle gravi difficoltà produttive ed occupazionali che lo stabilmento-simbolo di Asti sta vivendo, convinti che fosse «assolutamente indispensabile essere a fianco degli attuali dipendenti» e cercando per questo di dare sempre «la massima visibilità e attenzione a tale drammatica crisi, perché 100 anni di lavoro non si devono disperdere».
Tutte le iniziative realizzate nell'ambito del centenario si sono quindi svolte nell'area della fabbrica e del Circolo aziendale non per semplici ragioni logistiche. ma per ribadire costantemente la centralità della Waya nella vita. nella storia economico-sociale e nell'identità di Asti e della sua provincia.
Storia, memoria ed attualità si intrecciano in modo costante anche nel lavoro di Gonella.
Nella prima parte del volume egli ricostruisce il contesto storico ed economico di un decollo industriale astigiano difficile e ne segue quindi gli sviluppi nel corso del Novecento, evidenziandone limiti e difficoltà, ma anche le potenzialità non sempre sviluppate, le occasioni perdute.
La seconda parte è invece dedicata al significato ed al ruolo storico, sociale e politico che la Waya ha via via assunto
[..]

 

La fabbrica, di proprietà multinazionale estera, il mese scorso ha chiuso i battenti, mandando le ultime attive maestranze in disoccupazione...

 

Sono andato troppo ot con il discorso, siamo nella sezione dedicata ai consigli tecnici ciclistici.

Non vi è molto da aggiungere a questa nefasta notizia, perciò mi fermo qui.

:-(

Vicinanza, rabbia e solidarietà agli/alle operai/e!!!

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capitato per caso alla ricerca di un buon modello di pignone, non posso che ringraziarti @Capiero per questo breve intermezzo storico molto apprezzato!

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