manuviora

Le piste ciclabili che finiscono nel nulla.

31 posts in this topic

Ciao,

volevo condividere con voi un impressione: le piste ciclabili a Milano finiscono da qualche parte o sono semplicemente costruite per poi dire "abbiamo 150 chilometri ciclabili in città". In Isola davanti a casa mia hanno appena costruito 250 metri di nuovissima e splendente pista ciclabile, non collegata con niente e che finisce in una rotonda (piazzale lagosta). Anche in altre zone è così. Ma in comune c'è qualcuno che ne capisce qualcosa? C'è secondo voi un modo per fare lobby?

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ti rispondo da progettista, da un lato i tecnici che progettano queste ciclovie sono incompetenti e non sanno che le ciclabili funzionano come le strade e non sono come ciliegine da mettere a casaccio sulla torta, le ciclovie, urbane, extraurbane, in sede propria o in sede promiscua devono collegare un punto sensato A ad un punto sensato B, stop! dall'altro lato bisogna però ammettere che al giorno d'oggi i progetti sono generalmente ben strutturati ed inseriti nel contesto, quello che manca sono i soldi, si procede dunque per lotti e questo provoca come risultato trovarsi di fronte pezzi di ciclabile che finiscono nel nulla.,,, Io solitamente metto a computo alcune risorse per prevedere le "riconnessioni provvisorie" alla sede stradale, questo per ovviare al risultato della suddivisione del progetto per lotti che provoca appunto questi spezzoni che finiscono nel nulla.

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Anche fuori Milano, tipo l'incredibile stop del nastro asfaltato ad Arluno provenendo da Boffalora (quello parallelo alla nuova linea A/V).

Edited by Rockarollas (see edit history)
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una testimonianza colognese.. guardate la data del video... ecco, è ancora tutto così o quasi

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poi va bè, c'è un'enorme differenza tra ciclopista urbana e ciclovia extraurbana, credo che all'interno delle città serva innanzitutto il rispetto degli automobilisti nei confronti dei ciclisti perchè non si può pensare di creare una pista ciclabile separata dal traffico ovunque, il discorso è diverso per l'extraurbano dove invece la "ciclovia in sede propria" permette di riutilizzare tratti dismessi di ferrovie, vecchi percorsi, margini stradali ecc...

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la ciclabile in discesa di via Emilio de Marchi (zona nord) che finisce in un negozio di fiori (fatta parecchie volte, devi saltare già dal cordo prima della fine... sennò ciao!)

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secondo me le ciclabili le fanno perchè gli danno gli incentivi europei, quindi devono fare un tot di km o metri per arrivare al obiettivo

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La migliore é in dateo/piazzale susa. É in mezzo a dei parcheggi a lisca di pesce, se uno deve uscire in macchina blocca tutta la pista e, come nei migliori dei casi, termina con una rastrelliera ed un gradino.

Numeri 1

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la ciclabile in discesa di via Emilio de Marchi (zona nord) che finisce in un negozio di fiori (fatta parecchie volte, devi saltare già dal cordo prima della fine... sennò ciao!)

Ahahah io lavoro li vicino, in via della giustizia. Quella ciclabile lì (come tantissime altre) è davvero comica. Purtroppo, e dico purtroppo perchè mi piacerebbe poterle usare, non uso quasi mai le ciclabili a Milano. Spesso le reputo meno sicure della strada stessa.

Ma tra tutte, la ciclabile di via san marco è quella che mi fa più ridere! E' fatta di sanpietrini! Ciclabile che io potrei utilizzare, ma che evito proprio perchè fatta così dimmerda, allungando il percorso.

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di via melchiorre gioia ne vogliamo parlare??

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di via melchiorre gioia ne vogliamo parlare??

Via melchiorre gioia io la faccio tutta sulla strada normale, non prendo nemmeno i controviali. Non posso star lì a fare zig zag tra pezzi di 100-200 metri di ciclabile 4-500 di controviale e così via. Sembra uno scherzo. Per non parlare del tratto dove ci sono i lavori, dove nella ciclabile passano anche i pedoni, senza che sia nemmeno indicato, e rischi di uccidere ogni giorno qualcuno.

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la ciclabile in discesa di via Emilio de Marchi (zona nord) che finisce in un negozio di fiori (fatta parecchie volte, devi saltare già dal cordo prima della fine... sennò ciao!)

Ahahah io lavoro li vicino, in via della giustizia. Quella ciclabile lì (come tantissime altre) è davvero comica. Purtroppo, e dico purtroppo perchè mi piacerebbe poterle usare, non uso quasi mai le ciclabili a Milano. Spesso le reputo meno sicure della strada stessa.

Ma tra tutte, la ciclabile di via san marco è quella che mi fa più ridere! E' fatta di sanpietrini! Ciclabile che io potrei utilizzare, ma che evito proprio perchè fatta così dimmerda, allungando il percorso.

seriamente?!?!?!?!? non ci posso credere.....:-(

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Il pedone che se ne fotte è quasi peggio del coglione in auto...giusto lunedì ho travolto una cinese sulla ciclabile da cadorna a sant'ambrogio...figa di punto in bianco decide che deve scendere dal marciapiede e camminare su quella finta ciclabile disegnata per terra...cazzi suoi io incorno tutti cn il bull!

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Il pedone che se ne fotte è quasi peggio del coglione in auto...giusto lunedì ho travolto una cinese sulla ciclabile da cadorna a sant'ambrogio...figa di punto in bianco decide che deve scendere dal marciapiede e camminare su quella finta ciclabile disegnata per terra...cazzi suoi io incorno tutti cn il bull!

Il problema è che in Italia non c'è una "cultura" delle ciclabili, fino a partire dalle scuole, ad arrivare alla scuola guida stessa. Per il semplice fatto che fino ad oggi quasi nemmeno ce n'erano di ciclabili. In belgio, se per sbaglio passi a piedi sulla ciclabile rischi il linciaggio, ti smadonnano dietro anche gli altri pedoni per farti capire che li non devi starci. E i ciclisti se non stai attento ti tranciano, e fanno bene.

Qui purtroppo se stecchi un pedone sulla ciclabile finisci al telegiornale come minimo e per 6 mesi i media dipingeranno i ciclisti come "pericoli della strada" cavalcando l'onda dell'italiano medio credulone e beota che si riempie la bocca di paroloni come "pirata su due ruote" e "terrore dei pedoni".

A me fa sia ridere che piangere al tempo stesso, vedere come in Italia ancora non siamo considerati al pari delle altre categorie che popolano le strade (basta vedere il fattaccio dell'infortunio in itinere che non viene riconosciuto se eri in bici).

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Il pedone che se ne fotte è quasi peggio del coglione in auto...giusto lunedì ho travolto una cinese sulla ciclabile da cadorna a sant'ambrogio...figa di punto in bianco decide che deve scendere dal marciapiede e camminare su quella finta ciclabile disegnata per terra...cazzi suoi io incorno tutti cn il bull!

Il problema è che in Italia non c'è una "cultura" delle ciclabili, fino a partire dalle scuole, ad arrivare alla scuola guida stessa. Per il semplice fatto che fino ad oggi quasi nemmeno ce n'erano di ciclabili. In belgio, se per sbaglio passi a piedi sulla ciclabile rischi il linciaggio, ti smadonnano dietro anche gli altri pedoni per farti capire che li non devi starci. E i ciclisti se non stai attento ti tranciano, e fanno bene.

Qui purtroppo se stecchi un pedone sulla ciclabile finisci al telegiornale come minimo e per 6 mesi i media dipingeranno i ciclisti come "pericoli della strada" cavalcando l'onda dell'italiano medio credulone e beota che si riempie la bocca di paroloni come "pirata su due ruote" e "terrore dei pedoni".

A me fa sia ridere che piangere al tempo stesso, vedere come in Italia ancora non siamo considerati al pari delle altre categorie che popolano le strade (basta vedere il fattaccio dell'infortunio in itinere che non viene riconosciuto se eri in bici).

Sul fatto dell'infortunio in itinere c'è da informarsi bene...sono il rappresentante per la sicurezza nel mio ufficio..ho fatto mille corsi, c'è stato un aggiornamento da parte dell'inail (così mi han detto di recente), mi pare (cmq in ogni caso va a finire che devi chiamare gli avvocati) che se con i mezzi superi gli 80' di strada ogni tuo mezzo è lecito. Di fatti io da Trezzano sn a Qre isola sn super coperto (in teoria), in ogni caso quoto quello ceh tu dici...anche perchè non mi hanno dato parametri certi sul discorso infortunio in itinere...

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