Tomaradze

Restauri, coerenza e gruppi

25 posts in this topic

AVVERTENZA:

La discussione che vado a iniziare nasce da un problema in cui sono incappato e non ha un legame con lo scatto fisso, ma spero che il confronto che ne seguirà possa portare aiuto a chiunque restauri, bici pista comprese.

Come molti sul forum, amo recuperare ferri vecchi e cercare di rimetterli in marcia. A volte sono cosine interessanti, a volte cancelli. Tuttavia in quest'ultimo periodo sono incappato in un problema che non m'ero mai posto. Fin'ora, tutti i "restauri" che ho portato a termine implicavano partire da bici praticamente complete, smantellarle, pulire, controllare e sistemare il tutto, magari con qualche pezzo da ricomprare, ma già sapendo cosa comprare.

Nel caso che m'è capitato ora, avendo comprato un telaio interessante ma completamente nudo di componentistica (solo telaio e forcella), non so davvero come muovermi.

Il mio cruccio è: come la monto? Cioè, al di là del tenere una componentistica coerente col periodo (il telaio in questione è del 1983) quanto devo essere corente con le marche all'interno dello stesso periodo? Quanto è plausibile mischiare parti diverse e di Paesi diversi? La stessa bici eroica con cui giro ha un misto di Gipiemme e Campagnolo (che tanto non si discostano considerando la Gipiemme come "clone" Campagnolo) e una serie sterzo Omas, e freni Universal. Le ruote ora non ricordo.

Lo dico anche perché recuperare tutto un gruppo dello stesso periodo a volte è abbastanza difficile, anche recuperado i pezzi singolarmente. So inoltre che in alcuni casi si cambiavano delle parti se venivano reputate migliori di altre; l'esempio mi viene dalla mia Alan che ha la serie sterzo Omas, considerata migliore di altre.

Quali sono i pezzi piú importanti per la coerenza e su quali si può chiudere un occhio?

Per ora vorrei iniziare la discussione sul piú generale possibile, poi, se c'è l'interesse, presenterò il mio caso particolare.

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io te la butto sul filosofico:

in agosto ho avuto la fortuna di conoscere Luciano Berruti, che non devo certo spiegarti chi sia. Ad una mia domanda sostanzialmente vicina alla tua mi rispose così:

"non farti troppe pippe, ho visto di tutto, la gente correva con quello che trovava sia come telaio che come componenti, ho visto telai nuovi uscire con componenti superati dalle botteghe artigiane e viceversa telai vecchiotti via via aggiornati per poter correre. questa ad esempio (e mi mostra una dei con il cambio 2 leve...) le ruote sue non le ha mai avute perchè quelle che vedi furono prestate per correre da un compagno di squadra, e di consegenza anche io ho deciso di tenerla così"

;)

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Beh, dipende dal tipo di restauro che vuoi fare. Se vuoi una bici "da catalogo" non ti resta che cercare quello dell'epoca (se esiste). Diverse volte ho visto che sono elencati i gruppi con il quale poteva essere acquistato il telaio, quindi non si può "sbagliare". Altrimenti diventa piuttosto arbitrario dire quale componente può essere montato al posto di un altro se prodotti contemporaneamente. Immagino che al tempo la situazione non fosse molto diversa dai giorni nostri, vi saranno state diverse fasce di qualità e di prezzo. Ognuno secondo me modificava i gruppi come si fa tutt'oggi dando un occhio al portafogli e alle prestazioni.

Per maggiore sicurezza bisognerebbe chiedere a qualche vecio come funzionava qualche decennio fa ;-)

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La discussione che vado a iniziare nasce da un problema in cui sono incappato e non ha un legame con lo scatto fisso, ma spero che il confronto che ne seguirà possa portare aiuto a chiunque restauri, bici pista comprese.

Come molti sul forum, amo recuperare ferri vecchi e cercare di rimetterli in marcia. A volte sono cosine interessanti, a volte cancelli. Tuttavia in quest'ultimo periodo sono incappato in un problema che non m'ero mai posto. Fin'ora, tutti i "restauri" che ho portato a termine implicavano partire da bici praticamente complete, smantellarle, pulire, controllare e sistemare il tutto, magari con qualche pezzo da ricomprare, ma già sapendo cosa comprare.

Nel caso che m'è capitato ora, avendo comprato un telaio interessante ma completamente nudo di componentistica (solo telaio e forcella), non so davvero come muovermi.

Il mio cruccio è: come la monto? Cioè, al di là del tenere una componentistica coerente col periodo (il telaio in questione è del 1983) quanto devo essere corente con le marche all'interno dello stesso periodo? Quanto è plausibile mischiare parti diverse e di Paesi diversi? La stessa bici eroica con cui giro ha un misto di Gipiemme e Campagnolo (che tanto non si discostano considerando la Gipiemme come "clone" Campagnolo) e una serie sterzo Omas, e freni Universal. Le ruote ora non ricordo.

Lo dico anche perché recuperare tutto un gruppo dello stesso periodo a volte è abbastanza difficile, anche recuperado i pezzi singolarmente. So inoltre che in alcuni casi si cambiavano delle parti se venivano reputate migliori di altre; l'esempio mi viene dalla mia Alan che ha la serie sterzo Omas, considerata migliore di altre.

Quali sono i pezzi piú importanti per la coerenza e su quali si può chiudere un occhio?

Per ora vorrei iniziare la discussione sul piú generale possibile, poi, se c'è l'interesse, presenterò il mio caso particolare.

Io credo di esser messo peggio di te.

Tra numeri di matricola per risalire all'anno di produzione, ricerca di parti pantografate.

C'è da impazzire.

Per curiosità che telaio è?

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Io mi sono comportato diversamente:

recentemente ho comprato un telaio Guerciotti degli anni 70' (1975) saldato dal Lino Tempesta.

E' stato amore subito, io cercavo un telaio con le mie misure, magari verde, e ho la passione per il marchio Guerciotti (non chiedetemi perchè, non lo so neanch' io).

Quindi visto, innamorato (neanche trattato sul prezzo) preso. Ma come farlo rivivere a dovere?

Visto che era stato riverniciato preso le decal, poi passato da un'esperto che oltre che ad avermi fatto un pippozzo storico mi ha confermato (vedendo le saldature e le congiunzioni) che si trattava effettivamente di un Tempesta e non di uno Stucchi (altro saldatore di P.Guerciotti).

Ho preso tempo per pensare, le opzioni erano/sono cinque:

- cambio nel mozzo (troppo peso per questo gioiellino)

- fissa (ne ho già uno e poi voglio un pista puro)

- eroica tutto record (bella da vedersi ma non mi entusiasma l'idea)

- nuovo classico con record 10V o 11V (mi affascina tantissimo l'idea ma poi finirei per utilizzarlo poco)

- single speed con la possibilità di cambiarci la ruota per partecipare alle gare in fissa lunghe (decisione finale ma non vincolante che però mi permette di utilizzarla in città e così pedalare con questo telaietto che nudo pesa 1400 gr.)

non so se tra qualche mese cambio idea e lo rimonto diversamente ma questo è il bello di questa branca del cilismo dove smonti e rimonti la tua bici secondo le tue necessità del momento, è un modo sicuramente coinvolgente per conoscere e apprezzare la bicicletta

Aloha

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Io penso che, escludendo la ricostruzione di una bici così come da catalogo, uno possa montare un telaio come meglio crede.

In fondo un buon telaio in acciaio con congiunzioni saldobrasate "d'epoca" non differisce più di tanto da un buon telaio moderno con le stesse caratteristiche. La differenza, oggi come allora, la può fare la componentistica. Sicuramente le macchine a controllo numerico moderne sono superiori.

Certo e' che se un telaio e' stato costruito, oggi come allora, con tubazioni di merda e saldato di conseguenza, farà sempre cagare...

Allo stesso modo, se uno monta un buon telaio con componentistica di merda, vintage o moderna che sia, sempre farà puzza ;D

IMHO.

Edited by ZioSante (see edit history)
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domanda off topic ma non troppo:

come mai molti telai pista di proprietà dei velodromi (di fine anni 80 fino a metà anni 90) montavano quasi tutti gruppi super record anzichè c-record? La federazione preferiva riciclare i gruppi degli anni precedenti o che?

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come mai molti telai pista di proprietà dei velodromi (di fine anni 80 fino a metà anni 90) montavano quasi tutti gruppi super record anzichè c-record? La federazione preferiva riciclare i gruppi degli anni precedenti o che?

per la leggerezza forse, poi sicuramente costavano di meno

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come mai molti telai pista di proprietà dei velodromi (di fine anni 80 fino a metà anni 90) montavano quasi tutti gruppi super record anzichè c-record? La federazione preferiva riciclare i gruppi degli anni precedenti o che?

per la leggerezza forse, poi sicuramente costavano di meno

la federazione non c'ha/aveva una lira come tutte le federazioni sportive esclusa quella del calcio...

Edited by francisthebike (see edit history)
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domanda off topic ma non troppo:

come mai molti telai pista di proprietà dei velodromi (di fine anni 80 fino a metà anni 90) montavano quasi tutti gruppi super record anzichè c-record? La federazione preferiva riciclare i gruppi degli anni precedenti o che?

per la leggerezza forse, poi sicuramente costavano di meno

Leggerezza un par di ball, il C-Record è il gruppo più leggero della storia :)

Probabilmente anche per una questione di costi, e comunque l'ultimo super record si accavalla quasi al C-Record...

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Io sto restaurando una bici del 1951. Ho sentito vari collezionisti ed esperti, e tutti mi han detto di fregarmene, di prendere componenti dell'anno o degli anni immediatamente successivi ma senza stare a guardare la marca o gli eventuali cataloghi, in quanto poi molti corridori modificavano la bici.

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freni e leve universal o weinmann erano più diffusi dei freni dei vari gruppi campagnolo gipi eccecc quindi non si commette sacrilegio a non montare per forza dei campagnolo a mio avviso

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Salve, mi permetto di dare un indicazione. C'è un signore che abita dalle parti di Castelfranco Emilia: Paolo Cavazzuti che è un grandissimo ed espertissimo conoscitore di bici e un restauratore professionale. E' giudice per bici d' epoca all' Eroica.

Ha una pagina su facebook.

Persona educata e gentile, lo conosco personalmente.

Se chiedete informazioni, sicuramente vi aiuterà.

Buon lavoro.

M

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Uao, non aspettavo cosí tante risposte.

E non siete fuori discussione con le domande sulle componentistiche delle bici da pista, visto che la discussione parte da un problema personale ma l'intenzione era allargare il piú possibile.

Allora, escludo il restauro come da catalogo, ammesso che riesca a trovarlo. L'idea era appunto prendere le componenti che piú mi piacciono comprese nell'arco del fine '70 ~ primi '80 e godermela.

Il fattore è complicato dal fatto che la bici in questione è un'Alan (toh, che strano) ciclocross, ma una delle prime, tanto che i cavi del cambio passano ancora sul tubo obliquo come le corsa. Stando a quello che ho visto molti avevano una rapportatura tipo strada, ma altri una singola. Io sono innamorato delle guarniture francesi, soprattutto le compatte ante litteram, dite che faccio una cazzata a montarle? Intendo Stronglight anni primi '80 o Nervar. La bici è predisposta per il doppio cambio perché ha i passacavi per cambi a fine manubrio da entrambi i lati del tubo obliquo. Inoltre non ha decal, probabilmente era un muletto di qualche corridore.

Non credo che la userò per gare, né tantomeno farò in tempo a montarla per l'eroica, però vorrei usarlo per quel tipo di ciclismo "selvatico" che faccio di solito, con poco riguardo per il fondo stradale, ma sempre con bici corsaiole.

Grazie Maurando (ehi, da un post tuo mi ricordo che ci siamo conosciuti a un'edizione della milano-torino!), proverò a contattarlo.

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