Ico

Tubolari sulla fissa

46 posts in this topic

Tolte tutte le considerazioni copertoncini vs tubolari, con tutte le elucubrazioni in termini di convenienza o meno di questa scelta che potrebbero riempire ampiamente un 3D a parte, mi chiedevo se c'è qualche altro fesso come me che li usa in fissa.

In particolare, visto che in rete se ne parla a sufficienza, ma sempre con riferimento alle BDC, penso che sia ineressante raccogliere un po' di dati, esperienze e consigli in merito al loro utilizzo esclusivo in fissa, quindi spostando l'attenzione su tutti i problemi che più concernono questo tipo di bici. Ma anche considerando l'utenza media che magari non ha alle spalle un'esperienza da ciclista navigato (vedi me) e quindi punti di riferimento magari più saldi in materia.

Comincio con qualche domanda:

-Che tipo di tubolare scegliere per la fissa?

-Che tipo di incollaggio?

-Mai avuto problemi, sopratutto in skid?

-Come ci si prepara per l'infausta eventualità di una foratura?

Tutto questo un po' per capire quali potrebbero essere le soluzioni migliori, alla riceca di un buon compromesso tra compfort di guida (io mi ci trovo davvero molto bene come feeling generale), manutenzione e sicurezza, tutti dati che in un utilizzo urbano, per giunta su scatto fisso, hanno prospettive e fondamenti differenti rispetto ad un uso agonistico, per ovvie ragioni ragioni di fondo.

Per quanto riguarda la mia esperienza per ora utilizzo tubolari economici da allenamento (in quanto sono ancora in fase di test). Per l'incollaggio ho optato per il classico mastice comprato dal ciclista, cassando l'opzione nastro, mentre rimango curioso sull'utilizzo del semplice Bostik (avendo raccolto pareri discordanti in merito). In utilizzo mai avuto problemi per quanto riguarda la tenuta sul cerchio.

In manutenzione invece qualche noia in più: ho rotto un nipple (si lo so, sono un pirla...) e ho dovuto comunque scollare un segmento e reincollarlo. Operazione in sè abbastanza semplice, ma comunque fastidiosa: con il copertoncino magari ci avrei messo un attimo di più, mentre scollare è si più veloce ma occorre poi reincollare il segmento (con mille pippe mentali su tenuta etc.)...

In corsa sembrano comunque rimanere ben saldi nonostante l'attrito degli skid e comunque il lavorio della contropedalata, mentre a forature (corna e scongiuri) finora nessun problema. In un paio di casi ho temuto il peggio ma hanno retto anche ai bastardissimi cocci a tradimento.

Punto dolente l'affrontare il peggio: ad ora ho un treno di ruote di riserva già montate, il che implica affidarsi alla bontà di Santa Graziella e nel caso tornare a casa a piedi tra bestemmie e imprecazioni.

Siccome vorrei quanto prima armarmi di un kit di emergenza mi chiedevo se fosse meglio la famosa bomboletta autoriparante (su cui ho sentito anche qui pareri fortemente discordanti) o portarmi direttamente dietro (con logico tornaconto in ingombro e peso) un tubolare di scorta...

  • Like 1

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ciao Ico,

sono un fesso pro tubolare che usa dei Vittoria Competition Rally rinforzati in kevlar incollati col vecchio mastice.

Il tutto non è stato opera mia ma ho preferito affidarmi al meccanico di fiducia e seguire i suoi consigli.

Da ciclista navigato, ma da fissato neofita, non saprei darti dei consigli che tu non sappia già.

Per ora i miei viaggi sono in città e dintorni e, non avendo problemi di orario ho deciso che, se dovessi forare, mi farò un po' di strada a piedi.

Cerco comunque di tenere le gomme sempre in pressione per evitare forature.

  • Like 1

Share this post


Link to post
Share on other sites

-Che tipo di tubolare scegliere per la fissa?

-Che tipo di incollaggio?

-Mai avuto problemi, sopratutto in skid?

-Come ci si prepara per l'infausta eventualità di una foratura?

Io li ho sulle 2 ruote anteriori da 650c, li ho perchè le ruote le ho pagate pochissimo e non trovavo delle altre 650c, altrimenti con le 700c non li avrei mai utilizzati.

Entrambe le ruote sono state montate dal ciclista con dei vecchi (ma nuovi) Vittoria Crono con protezione in Kevlar per cui sono abbastanza (incrociamo le dita) tranquillo per le forature, in ogni caso mi porto dietro una bomboletta Vittoria Pit Stop.

C'è da dire che le ruote le uso solo in città per brevi percorrenze, l'utilizzo principale è trickarci, se decido di fare un giro lungo o andare in un'altra città rimonto la 700c col copertoncino che sto più sicuro.

Non mi sembra una grande idea skiddarci

Share this post


Link to post
Share on other sites

mi asperienza personale:

coi vittoria (normalissimi Rally 220) mai una foratura in quasi 9 mesi di strade sporche e piene di buche/sassolini/cocci di bottiglia.

mai un problema con gli skid (incollaggio fatto da me cartavetrata+mastice).

ora son un paio di mesi che giro a copertoncini (schwalbe lugano+fascia di kevlar sui nipples) e proprio l'altro giorno una bella foratura sull'anteriore.

Naturalmente, vietato trarne conclusioni di carattere generale sulla guerra copertoncini/tubolari!

Share this post


Link to post
Share on other sites

Io ho i tubolari sulle ruote "belle", che sono da pista e quindi per tubolare... Poi li uso su molte bici vecchie che ho.

Mai nessun problema di sorta.

In caso di foratura (mi è successo una volta soltanto, ma non con la fissa) ho cambiato rapidamente il tubolare, che avevo con me, sporcandomi meno che con i copertoncini...

Certo, l'inconveniente è incollarli, ci vuole un po' di pratica e un po' di pazienza.

Io uso il MastikOne della Vittoria, una mano sul cerchio, attendo 12-24 ore, poi una seconda mano e dopo 10 minuti metto su il tubolare (che se è nuovo va "stirato" qualche giorno su un cerchio senza incollarlo, a pressione massima che può sopportare).

I Vittoria Rally sono discreti, da battaglia, ma non durano poi moltissimo. Sono duri da metter su se non sono stirati per bene.

Gli Schwalbe Montello sono poco sopra come livello e costo, ma li preferisco (anche perchè c'ho fatto l'Eroica senza problema di sorta e ancora li uso), anche perchè apri la conferzione e li metti su senza doverli stirare, vanno su molto facilmente.

Per le forature io di solito preferisco portarmi il tubolare di scorta ben ripiegato, in tasca (o nella borsa/zaino ecc.), oppure a tracolla se con le bici d'epoca e qualche maglia vintage.

Un paio di volte ho forato a casa (sono rientrato e dopo qualche giorno ho trovato il tubolare a terra): per ripararli il gonfia-e-ripara è eccezionale. Se il buco è piccolo tappa perfettamente, se è un taglietto non c'è niente da fare, come per le camere.

Credo siano di una comodità eccezionale, visto che nessuno più ripara (d'altra parte ci voleva un sacco di lavoro: scolla, scuci, ripara, ricuci, incola...), permettono di salvare il tubolare con una spesa pari a quella di una camera d'aria nuova. Riesco ad usarli anche io che con queste cose sono proprio imbranato (mai usato le bombolette in vita mia per gonfiare le ruote...)

Share this post


Link to post
Share on other sites

Grazie per le dritte ragazzi!

nella fattispecie volevo chiedere un paio di delucidazioni:

Io uso il MastikOne della Vittoria, una mano sul cerchio, attendo 12-24 ore, poi una seconda mano e dopo 10 minuti metto su il tubolare (che se è nuovo va "stirato" qualche giorno su un cerchio senza incollarlo, a pressione massima che può sopportare).

quindi tu fai due giri di mastice ben intervallati: una volta montato il tubolare lasci comunque ulteriori 12/24h a pressione massima?

per ripararli il gonfia-e-ripara è eccezionale. Se il buco è piccolo tappa perfettamente, se è un taglietto non c'è niente da fare, come per le camere.

Ho letto in giro per la rete pareri discordi sulle marche: alla fine sono tutte uguali o è meglio, per sicurezza, finire su qualcosa tipo il kit Vittoria?

Sul Faggin ho assemblato 2 treni di ruote su vecchi cerchi da pista (un paio di riserva)a basso profilo e monto i famosi Vittoria sopra citati, ma attualmente sto provando anche io il Montello sulla ruota posteriore "ufficiale". Effettivamente è molto facile da montare, e si rimane su prezzi comunque contenuti (ho notato che sui tubolari c'è un bel gap tra fascia economica e modelli upgrade). Non ho ancora visto come si comporta sul bagnato, comunque in utilzzo normale direi che sono onestissimi. Mi sembra però che ci sia solo la misura 22 e comunque non esista il 650, quindi per l'anteriore ciccia..

Per le forature io di solito preferisco portarmi il tubolare di scorta ben ripiegato

utilizzi una pompa un po' "prestante"? con quella base base non riesco a raggiungere una pressione decente e mi tocca comunque poi fare il rabbocco con il compressore per girare tranquillo...

visto che nessuno più ripara (d'altra parte ci voleva un sacco di lavoro: scolla, scuci, ripara, ricuci, incola...)

il mio ciclista abituale mi raccontava che era una vera e propria arte.

Share this post


Link to post
Share on other sites

1. esatto, 24 ore a pressione massima e poi le uso.

2. una vale l'altra, non ho mai fatto casa alla marca, ho usato quella che c'era in negozio

3. vero, non esiste la media gamma praticamente...

4. da 26" ci sono i Vittoria Rally, che fanno pure da 20", 22" e 24" se non erro

5. a casa ho una Silca Pista, che ha sostituito un'altra Silca Pista. Non ho mai provato fin dove arriva, credo sopra le 10. In giro ho una Silca piccolina (si, sono le migliori al mondo a mio parere), arriva a poco, ma più delle altre marche. Se buco in giro mi fermo poi da qualche meccanico o da qualche amico se sono in zona a "tamponare"

6. più di un arte. Massimo rispetto per chi era capace. Utilizzavano aghi da calzolai, ma il problema era riuscire a fare poi la cucitura perfettamente simmetrica con i punti tutti uguali. Se sbagli, sentivi il bozzo andando (come con un cerchio con la "botta" in senso radiale).

Share this post


Link to post
Share on other sites

Riporto anche qua il mio vademecum per la riparazione:

Come colla ho sempre usato anch'io quella da tapezziere (rubata al nonno) o quella da calzoleio (rubata allo zio). In particolare la Klebertek, fenomenale.

Per la riparazione mi hanno insegnato così. Gonfio il tubolare e cerco la perdita. Poi con un morsetto e due placchette di legno chiudo la zona per esser sicuro che la perdita sia lì (teoricamente se nel punto del buco la camera d'aria è incollata alla copertura, l'aria potrebbe compiere qualche cm prima di uscire). A quel punto strappo delicatamente la fettuccia (che si rincolla con la stessa colla di riparazione o del lattice) per un 10, massimo 15 cm. Faccio un segno trasversale al tubolare con penna e righello così poi sono sicuro di far combaciare i due lembi della cucitura che vado a tagliare con un bisturi o una forbicina. Annodo il filo nel punto dei due tagli (così non si allarga la scucitura...) e procedo con la riparazione. Tiro fuori la camera d'aria, la giro per scoprire il lato dove c'è il buco ed eseguo la riparazione come una normale camera d'aria (spolvrando di talco alla fine, epr evitare incollaggi tra camera e copertura). Poi rimetto tutto a posto e ricucio con filo di cotone robusto (ottimo quello da tapezziere e da sartoria pesante, tipo quello di cotone robusto col quale si cuciono i sipari teatrali. La figata hi-tech è usare il filo interdentale...) cercando di riprodurre la cucitura originale, che di solito è di quella semplice che nelle sartorie teatrali chiamano "sopraggitto", utilizzando i buchi già presenti: bucare nuovamente indebolisce la copertura. Avendo indebolito complessivamente anche la cucitura è buona cosa sovrapporre la nuova cucitura a quella originale per alcuni buchi: se ho scucito insomma per 40 buchi, la nuova cucitura a mano sarà lunga almeno 50-60 buchi, raddoppiando quindi (per 5-10 buchi all'inizio e 5-10 buchi alla fine) la cucitura originale. Nodo all'inizio ed alla fine della cucitura, ça va sans dire, come quando si cuce un bottone. Mi raccomando l'ago: quello per riparare i calzini è troppo fine e fate fatica a lavorare, non fate gli sboroni con l'ago da calzoleio perchè allargate i buchi e quando tirate la cucitura il filo vi taglia la copertura! :-D

  • Like 1

Share this post


Link to post
Share on other sites

Io ho preso da poco uno spinergy rev-x 26" a tubolare, oggi ho comprato e montato il mio primo tubolare, un vittoria juniores (cazzarola nn son riuscito a trovare un tubolare interamente nero per la 26", odio quella spalla marroncina).

Montato in circa 12minuti, inizialmente il tubolare è duro da montare e ho dovuto stirarlo tenendolo con un piede e tirandolo con entrambe le braccia, poi ho usato il mastikone della vittoria e domani passate le fatidiche 24h di seccaggio la provo.

Il meccanico cmq mi ha detto che i tubolari vanno tenuti a una pressione bassa quando non vengono utilizzati e portati al massimo dei bar quando ci si gira per non farli uscire dal cerchio durante l'utilizzo, a voi risulta questa cosa?

Share this post


Link to post
Share on other sites

non era su una fissa, ma se il meccanico non li ha montati tanto bene può succedere questo:

da notare anche il buon armstrong che scende in sterrato....

tornando in topic io li monto su una coppia di ruote e mai avuti problemi

Share this post


Link to post
Share on other sites

Riporto anche qua il mio vademecum per la riparazione:

Come colla ho sempre usato anch'io quella da tapezziere (rubata al nonno) o quella da calzoleio (rubata allo zio). In particolare la Klebertek, fenomenale.

Per la riparazione mi hanno insegnato così. Gonfio il tubolare e cerco la perdita. Poi con un morsetto e due placchette di legno chiudo la zona per esser sicuro che la perdita sia lì (teoricamente se nel punto del buco la camera d'aria è incollata alla copertura, l'aria potrebbe compiere qualche cm prima di uscire). A quel punto strappo delicatamente la fettuccia (che si rincolla con la stessa colla di riparazione o del lattice) per un 10, massimo 15 cm. Faccio un segno trasversale al tubolare con penna e righello così poi sono sicuro di far combaciare i due lembi della cucitura che vado a tagliare con un bisturi o una forbicina. Annodo il filo nel punto dei due tagli (così non si allarga la scucitura...) e procedo con la riparazione. Tiro fuori la camera d'aria, la giro per scoprire il lato dove c'è il buco ed eseguo la riparazione come una normale camera d'aria (spolvrando di talco alla fine, epr evitare incollaggi tra camera e copertura). Poi rimetto tutto a posto e ricucio con filo di cotone robusto (ottimo quello da tapezziere e da sartoria pesante, tipo quello di cotone robusto col quale si cuciono i sipari teatrali. La figata hi-tech è usare il filo interdentale...) cercando di riprodurre la cucitura originale, che di solito è di quella semplice che nelle sartorie teatrali chiamano "sopraggitto", utilizzando i buchi già presenti: bucare nuovamente indebolisce la copertura. Avendo indebolito complessivamente anche la cucitura è buona cosa sovrapporre la nuova cucitura a quella originale per alcuni buchi: se ho scucito insomma per 40 buchi, la nuova cucitura a mano sarà lunga almeno 50-60 buchi, raddoppiando quindi (per 5-10 buchi all'inizio e 5-10 buchi alla fine) la cucitura originale. Nodo all'inizio ed alla fine della cucitura, ça va sans dire, come quando si cuce un bottone. Mi raccomando l'ago: quello per riparare i calzini è troppo fine e fate fatica a lavorare, non fate gli sboroni con l'ago da calzoleio perchè allargate i buchi e quando tirate la cucitura il filo vi taglia la copertura! :-D

mi hai convinto, prenderò i copertoncini :D

  • Like 1

Share this post


Link to post
Share on other sites

si ed anche le gomme normali

Tutte le gomme (da corsa) andrebbero sgonfiate dopo l'utilizzo, in quanto l'alta pressione (7 bar e più) va a sollecitare camera e tele della copertura stessa. Io non l'ho mai fatto e probabilmente mi sono ritrovato ad utilizzare i miei copertoni qualche km in meno rispetto a chi era più ligio.

Attualmente ho iniziato a farlo avendo acquistato dei copertoncini di altissimo livello sulla bici da corsa.

Per la cronaca mi sono reso conto di una tenuta molto più elevata in curva in discesa: prima sentivo che la bici era al limite dell'aderenza se prendeva una curva o un tornante forte, piegando un po'. Ora sento invece che la ruota "tiene" ed ha un ottimo grip. Insomma, scendo molto più tranquillo e vado più forte in discesa, pennellando le curve senza patemi d'animo come mai mi era capitato. Posso garantirvi che non sono sensazioni soggettive: ho preso il top di gamma delle coperture dopo che mi ero accorto che sul tandem (dove usavo proprio quel modello), potevo permettermi situazioni più estreme rispetto alla bici da corsa normale, nonostante il peso e il passo molto maggiori.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now


  • Recently Browsing   0 members

    No registered users viewing this page.