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STANDING OVATION!...

6 posts in this topic

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Triste verità. Per quel poco che se ne parla, se ne parla male, ditemi voi come si fa a far appassionare la gente!

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Se la carta stampata entrasse seriamente in crisi, nel belpaese cafone e menefreghista, non saremmo qui a piangerci addosso per i bei tempi che furono. Nelle nazioni anglosassoni, negli ultimi anni di 'creasie', sono scomparse 160 testate giornalistiche negli States ed un centinaio nel Regno Unito. Così vanno le cose: i soldi non ci sono, i giornali non si comperano. This is mercato.

In Italy, nonostante il Corriere, abbia perso nei soliti anni una percentuale di lettori/trici vicina al 25(?)%, con a ruota La Repubblica, il SoleVentiquattro, ecc.. non si preoccupano, visto che compare lo Stato per tenere su il baraccone, per la gioia dei soliti pochi noti editori/trici a cui interessa una beata mazza se rimangono giacenze nelle edicole oppure no.

I giornali, tutti in questo paese, ad eccezion fatta per un paio di cooperative editrici o indipendenti, godono di cospicui fondi, per il destino di una tiratura che è già da macero.

Non aggiungo altro rispetto alla categoria del giornalista odierno, consumato dalla fatica di usare il proprio mestiere per assaporare la natica meno fallibile, senza inibizioni, finti pensatori e finte pensatrici che nulla hanno più che spartire con la figura romantica dal sapore umarell, quanto meno simpatica ed onesta.

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Capiero, il calcio (in particolare le tre strisciate, una romana e il "simpaticissimo" Napoli...) è un strumento di controllo sociale (solo i controllati non se ne accorgono...), per quello ha tutto quello spazio (fatte salve le oasi di Ferrari e il vincente occasionale di turno: oggi l'ipersponsorizzato Valentino Rossi, ieri il tappista Pantani, l'altro ieri il gossipparo Tomba, etc...).

Allo stesso modo i giornali sono un arma di ricatto tra i vari comitati d'affari e per questo vengono mantenuti grazie agli amici degli amici: basti pensare che una volta il listino degli spazi pubblicitari veniva prezzato in base alle copie vendute, oggi viene prezzato in base alla tiratura. E fa niente se nella tiratura rientrano le copie dimenticate in edicola o quelle regalate sulle linee Alitalia.

Dice: e questo che c'entra con lo sport?! Già, che c'entra con lo sport?! Me lo chiedo anch'io.........

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Cito dall'articolo: "Credo che c’entrino il benessere che sconsiglia la frequentazione anche della fatica altrui e che si sintetizza nella precoce motorizzazione dei bipedi".

In altre parole se non fai tu stesso fatica ti diventa prima o poi impossibile capire, apprezzare e infine ammirare la fatica degli altri, cosa che nell'Italia del dopoguerra veniva spontanea perche' la gente sapeva cos'e' una salita in bici. Bravo Ormezzano, e poveri noi.

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