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[GLOSSARIO] Manubrio, Attacco e Pipa

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Questa discussione ha avuto 77 risposte

#1 GaberOn

GaberOn
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Inviato 19 March 2011 - 20:35

Sulle nostre amate biciclette a scatto fisso è difficile trovare sempre la stessa tipologia di manubrio, perchè, come rispetto più o meno ad ogni componente, ognuno ha le sue preferenze sulla base prevalente della finalità e dell'uso che fa del suo mezzo.
Dunque trovo utile descrivere i diversi generi di manubri, le caratteristiche fondamentali e gli usi che mi sento di consigliare; ringrazio Lanerossi, che so essere utente di questo forum, in quanto sul suo blog ho trovato una guida che mi è stata e sarà estremamente utile per questo scopo.

Cominciamo dalla FORMA DEL MANUBRIO.

RISER: in prestito dal mondo delle Mountain Bike, è il manubrio più comune sulle biciclette a scatto fisso deputate ad un utilizzo prevalentemente cittadino, o per le biciclette da trick, in quanto consente una presa estremamente intuitiva e molto agile, oltre al fatto che in città la presa bassa tipica delle pieghe è pressochè inutile. Nel caso delle biciclette da trick è bene ricordare che la forma del riser consente di esprimervi la forza necessaria ad alzare l'anteriore. In queste ultime il riser è lasciato di una larghezza molto ampia, proprio per il motivo di cui si diceva sopra, mentre in quelle cittadine viene generalmente tagliato ad una larghezza minore (38-42 cm), che facilita lo scorrimento nel traffico della bicicletta

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PIEGA: ne esistono di diversi generi, differenziati sulla base della forma. Consente tre tipi di presa, a seconda della parte in cui la si impugna: la presa alta, sulla parte orizzontale, la presa bassa nel centro della curva e la presa alta sugli ammortizzatori delle leve da corsa (spesso assenti sulle pieghe delle biciclette a scatto fisso, per le quali si preferiscono le leve da ciclocross poste sulla parte orizzontale della piega).

Piega Italiana: chiamata anche "alla Gimondi", ha una parte orizzontale piuttosto corta, poichè comincia a curvare prima verso l'avanti e poi verso il basso a circa tre, quattro centimetri dal centro. La forma è molto armonica, sembra quasi una piega da pista.
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Piega Belga: detta "alla Merckx", si differenzia da quella italiana in quanto ha una parte orizzontale più lunga, che agli apici curva drasticamente verso il basso. C'è un distacco netto e stretto fra la parte orizzontale e le due curve.
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Piega Anatomica: la curvatura verso il basso, dove si impugna in piega, non è regolare, bensì ha una forma che facilita e rende più naturale sia la presa bassa sia la presa sulla piega in corrispondenza delle leve. E' la forma più comune delle pieghe da corsa odierne.
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Piega Alare o Palmare: come quella anatomica è sagomata nella curva verticale; la presa orizzontale è però facilitata dalla forma della parte orizzontale della piega, che ha una sezione ovale (il cui asse lungo è parallelo al terreno), la quale rende più naturale la presa delle mani. Si tratta delle pieghe più moderne, spesso costruite interamente in carbonio e con attacco manubrio integrato.

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Piega da Pista: ha una curvatura estremamente accentuata sia sull'orizzontale che sul verticale per consentire una presa il più bassa possibile, e dunque contribuire a rendere la posizione dell'atleta il più aerodinamica possibile. La curvatura sull'orizzontale comincia già dal centro del manubrio, e la curvatura verticale è profonda; si capisce dunque come la presa sulla parte orizzontale non sia concepita, se non in fase di riposo ma comunque piuttosto scomoda, e quanto sia bassa la presa appunto "bassa". Sembrerebbe essere la piega più "corretta" per le nostre biciclette, che di fatto derivano da quelle da pista, nonostante l'uso che ne facciamo sia diversissimo; ma proprio per questo risulta a mio modo di vedere estremamente scomoda, dunque mi sento di sconsigliarla, a meno che non desideriate restaurare un telaio o usare la bicicletta in pista (ma sappiate che nemmeno in tutte le specialità viene usato questo genere di curva!).
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Piega da Cronometro: è detto manubrio a corna di bue (bullhorn, in inglese), e nasce per essere utilizzato nelle specialità a cronometro. Non ha curve verso il basso, bensì al termine della parte orizzontale si collocano due appendici lievemente inclinate verso l'alto dove si posizionano le mani. Vicino all'attacco manubrio è possibile montare due prolunghe dotate di appoggi per i gomiti. Si capisce come questo tipo di manubrio obblighi a una posizione allungata, quasi sdraiata per intenderci, sull'anteriore, peraltro piuttosto comoda. E' un buon compromesso tra riser e piega, per chi non vuole rinunciare ad avere una comoda presa alta ma desidera cambiare posizione ed assumerne una più aerodinamica ma non bassa quanto quella cui obbliga la piega. Le leve dei freni, oltre che in corrispondenza della parte orizzontale, possono essere collocate al termine delle appendici, infilate nei tubi come classici plugs.
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Le DIMENSIONI DEL MANUBRIO sono essenzialmente quattro:

LARGHEZZA: è comunemente indicata centro-centro nelle pieghe, mentre nei riser e bullhorn si indica esterno-esterno. Variano generalmente dai 38 ai 46 centimetri. Un metodo che mi è stato consigliato per scegliere la corretta larghezza della piega sulla base delle proprie dimensioni fisiche è quello per cui si misura la larghezza delle proprie spalle da un estremo all'altro, dall'alto e non dalla schiena: quella dovrà essere la larghezza della piega. E' bene ricordarsi che una piega troppo stretta può diventare davvero scomoda alla lunga, sia per le braccia che per il collo, quindi occhio quando la scegliete!
DROP: è in buona sostanza l'altezza della curva, dalla parte in cui essa comincia, all'apice dell'orizzontale, alla parte più bassa di essa, dove dunque termina. Più è alto questo valore più in presa bassa sarete piegati e aerodinamici.
REACH: è il raggio del semicerchio che forma la curva. E' un valore che serve a farvi capire quanto sarete piegati verso l'anteriore quando in presa bassa, ed in conseguenza di ciò potrete regolarvi rispetto alla posizione della sella per avere una posizione di spinta con le gambe migliore oltre che, anche in questo caso, più aerodinamica.
SEZIONE: la sezione del tubo da cui è formato il manubrio varia a seconda delle parti considerate; in generale, nella parte dove si aggancia l'attacco manubrio o dove si fissa la pipa ha un diametro maggiore, mentre dove si compie la presa delle mani minore. Le sezioni più comuni della parte centrale sono: 31,8 (oversize, la più attuale, per alcuni marchi anche 31,7), 26 mm e 25,4 mm (queste ultime due sono più risalenti, ma sono quelle tipiche delle pieghe che vogliono la pipa e non l'attacco manubrio, anche se ultimamente alcuni attacchi sono stati creati con diametro 26 mm).

PIPA E ATTACCO MANUBRIO

PIPA, soltanto una Cinelli 2 che vale come la mia bicicletta.

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ATTACCO MANUBRIO, il mio.

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Inizialmente ciò che sosteneva il manubrio della bicicletta, a prescindere dalla sua forma, era la PIPA, un sostegno in acciaio dalla forma angolata, con uno stelo che andava ad infilarsi nel canotto forcella ed una parte orizzontale, di lunghezza ed angolo rispetto allo stelo variabile, in cui andava infilato il manubrio stesso. La lunghezza variava a seconda delle dimensioni fisiche dell'atleta, l'angolo a seconda della disciplina in cui era usata la bicicletta e in particolare a seconda della posizione che doveva assumere l'atleta, più o meno bassa e areodinamica. Con l'introduzione delle serie sterzo aheadset e delle forcelle con tubo dal diametro di 1" e 1/8 si scelse di utilizzare un sistema differente di sostegno del manubrio, che non dovesse essere infilato nel canotto della forcella ma che dovesse semplicemente essere agganciato ad esso tramite un morsetto. Viene introdotto quindi l'ATTACCO MANUBRIO, considerato più semplice della pipa: si aggancia al canotto forcella ed il manubrio non deve essere infilato ma soltanto agganciato all'attacco tramite due fascette e quattro viti, cosa che consente di non dover rimuovere i comandi dei freni o il nastro qualora lo si voglia togliere. Anche per gli attacchi manubri valgono le stesse regole relative a lunghezza e angolo.
Gli ATTACCHI MANUBRIO comunemente sono concepiti per ospitare manubri con attacco oversize, cioè da 31,8 (o 31,7) millimetri, sebbene come già ho detto esistano attacchi per manubri da 26 millimetri. Le PIPE, invece, esistono soltanto per manubri con diametro d'attacco di 25,4 o 26 millimetri.

Se la vostra bicicletta ha la forcella da 1", ma desiderate montare un attacco manubrio, che come ho detto è compatibile soltanto con forcelle da 1" e 1/8, esistono appositi adattatori da infilare nel canotto forcella, come quello in foto.

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Modificata da GaberOn, 18 March 2012 - 11:23.


#2 marcks

marcks
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Inviato 21 March 2011 - 09:26

grande gaberon!

#3 Revo

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Inviato 21 March 2011 - 11:59

Un'altra pagina ben fatta, complimenti!
Solo una piccola precisazione: non sono estremamente diffusi, ma si trovano attacchi manubrio anche per forcelle da 1", e di conseguenza apposite serie sterzo e forcelle da 1" non filettate.

#4 GaberOn

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Inviato 21 March 2011 - 17:45

Un'altra pagina ben fatta, complimenti!
Solo una piccola precisazione: non sono estremamente diffusi, ma si trovano attacchi manubrio anche per forcelle da 1", e di conseguenza apposite serie sterzo e forcelle da 1" non filettate.


Non ne ero a conoscenza, in ogni caso giusta precisazione, è una informazione utile!

#5 Mr.Wombat

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Inviato 22 March 2011 - 17:43

Toglietemi un dubbio: qual è la tolleranza tra manubrio e attacco manubrio? Con un attacco da 26 posso mettere piega da 26 e anche una da 25,8 senza problemi, giusto? Poi so che ci sono trucchi per spessorare la piega come un pezzetto di alluminio, anche se l'idea non mi alletta trattandosi di una parte delicata della bici...

#6 fabio1984

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Inviato 25 March 2011 - 19:30

Toglietemi un dubbio: qual è la tolleranza tra manubrio e attacco manubrio? Con un attacco da 26 posso mettere piega da 26 e anche una da 25,8 senza problemi, giusto? Poi so che ci sono trucchi per spessorare la piega come un pezzetto di alluminio, anche se l'idea non mi alletta trattandosi di una parte delicata della bici...

un minimo di tolleranza c'è... penso che non ci siano problemi da 25,8 a 26... (gli stem cinelli danno un gioco da +0.2 a -0.2)
io monto la deda pista che è 31,7 su uno stem da 31,8.
poi sui reggisella penso che il discorso sia diverso!

#7 Axloide

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Inviato 08 April 2011 - 08:52

Leggevo con attenzione la parte dedicata all'attacco manubrio di una pipa.
Proprio ieri stavo misurando una vecchia piega recuperata da una bdc che volevo montare sulla mia fissa. Misurata col calibro mi ha dato 23,5 nel punto dell'attacco, com'è possibile?

#8 rimmon1971

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Inviato 20 April 2011 - 11:40

Ecco... ho capito che i diametri possibili nella parte di manubrio/piega deputata alla connessione con pipa/attacco sono

31,8 (oversize, la più attuale, per alcuni marchi anche 31,7), 26 mm e 25,4 mm


Per quanto riguarda i diametri "in zona manopole" o "zona leve freno"? Ci sono differenze? Quali diametri posso aspettarmi di trovare per le varie tipologie di manubri/pieghe?
Sto cercando di capire se riuscirei a far entrare un comando rotante Nexus su una piega :-)

#9 Just

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Inviato 01 May 2011 - 16:46

Stupenda la descrizione delle forme dei manubri !! OK

#10 Canz

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Inviato 22 May 2011 - 15:52

Domanda da novello:
su uno stem da 25,4 mm non ci sta proprio un bullhorn con diametro 26 mm, giusto?

#11 GaberOn

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Inviato 22 May 2011 - 17:14

Domanda da novello:
su uno stem da 25,4 mm non ci sta proprio un bullhorn con diametro 26 mm, giusto?


Prova a ragionare, altrimenti provaci ;-)))

#12 Canz

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Inviato 22 May 2011 - 17:46

Hehehe... speravo in una magia da esperti :D

#13 rimmon1971

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Inviato 22 May 2011 - 18:15

Starci ci sta... Se non t'importa di grattare parecchio la piega nella zona d'innesto con la pipa.
Parlo per esperienza diretta.
La forza bruta ha risolto situazioni più complesse di questa :-)
Che poi sia una soluzione ottimale o anche solo consigliabile, questo e' un altro discorso.

#14 deedee

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Inviato 28 June 2011 - 13:26

Un manubrio di questa forma ha un nome particolare ?
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(visto dall'alto)
Scusate la qualità del disegno made in paint!

Modificata da deedee, 28 June 2011 - 13:26.


#15 GaberOn

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Inviato 28 June 2011 - 16:16

Un manubrio di questa forma ha un nome particolare ?
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(visto dall'alto)
Scusate la qualità del disegno made in paint!


E' un Condorino!
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In effetti manca, ma porca miseria su una fissa non l'ho MAI VISTO! Solo su city bike d'epoca o single speed... Scusate la mancanza!

#16 teomalchio

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Inviato 28 June 2011 - 16:25

In effetti il condorino integra freni e pipa, quindi non è consigliabile per una fissa, a meno di segar via un freno (noooo..... )

però èbbello, èbbello :-)

#17 deedee

deedee
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Inviato 28 June 2011 - 18:46

Grazie a tutti e due,avevo pensato di usarlo proprio perchè ne ho recuperato uno all'usato con un freno originale
e uno da mtb e visto che il danno è già fatto...

#18 crash18

crash18
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Inviato 01 July 2011 - 16:14

scusate la domanda. la misura della pipa dove si prende? da estremità a estremità? o centro-centro?
grazie

#19 Tomaradze

Tomaradze
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Inviato 01 July 2011 - 21:32

Centro centro. Cosí anche per gli attacchi manubrio.

#20 legnogrezzo

legnogrezzo
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Inviato 06 July 2011 - 15:24


Un manubrio di questa forma ha un nome particolare ?
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(visto dall'alto)
Scusate la qualità del disegno made in paint!


E' un Condorino!
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In effetti manca, ma porca miseria su una fissa non l'ho MAI VISTO! Solo su city bike d'epoca o single speed... Scusate la mancanza!


Secondo me il condorino è interessante su una fissa da usare in città. Ovviamente bisogna fare un buon lavoro per eliminare le leve dei freni, carteggiare, ricromare o lucidare a specchio. Non so se sono in alluminio o acciaio però.




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