Eroica 2016: Squadra Scarsi x L’Uomo Col Martello

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Questo racconto si basa su una storia vera, tuttavia i fatti sono stati alterati al fine di rendere il racconto meno incredibile…

Richard:

“Quest’anno all’Eroica non ci vado. Pioverà, non ho prenotato l’albergo, Ciaba e il tandem sono lontani. Non ne ho per niente voglia”

Vrrrrr-Vrrrrr. Notifica. Email.

‘Ciao Richard, devi andare all’Eroica. Viene anche Frank

Giustappunto…

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Per chi non sapesse cos’è l’Eroica perché è stato in coma 21 anni e si è svegliato ieri, si tratta di una rievocazione ciclistico/storica per le strade toscane, che più specificatamente ruota attorno al piccolo paese di Gaiole in Chianti. L’idea è quella di un weekend di festa, mercatini e tour de force enogastronomici (e di conseguenza gastrointestinali) a tema ciclistico. I collezionisti e gli appassionati di mezzo mondo spolverano bici e vestiti storici e si presentano in massa alla porta di sperduti bed&breakfast e ristoranti tipici nel mezzo delle vigne di Chianti e con la scusa di completare uno dei percorsi previsti (45, 75, 135 e 209 km, ai quali da quest’anno si aggiunge al 115 km “Chianti Classico”) si occupano di decuplicare il PIL della zona nel giro di tre giorni.

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Ogni anno l’evento cresce di dimensioni, e per il ventennale le cose non sarebbero andate diversamente. Contatto il buon Frank per discutere del destino che ci attende, e parte un bombardamento incrociato di telefonate, email e whattsappate a tutti i team e gruppi di amici in partenza: dobbiamo trovare un posto per dormire, ed essendo ormai il mercoledì prima del fatidico weekend, gli unici posti letto disponibili sono in posti dove la gente parla con un accento diverso da quello toscano.

Scartata l’ipotesi di una pensione nell’alto Lazio, e verificato che nessuno ha posto nemmeno nel cassetto del comodino per ospitarci, optiamo per la soluzione più facile e più complicata allo stesso tempo: campeggiare nel campo sportivo di Gaiole. Alla fine è la soluzione più economica, il campo è di fianco a “Casa Eroica” e ad un tiro di schioppo dal centro di Gaiole. Perfetto. Se non fosse che le previsioni danno pioggia e, ops, nessuno di noi ha una tenda.

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Il primo problema si affronta facendo buon viso a cattivo gioco, il secondo andando da decathlon a comprare una tenda tipo “2 secondi-molte bestemmie”, così chiamata perché la apri in due secondi e la chiudi… no, non la chiudi. La cospargi di alcool e le dai fuoco imprecando divinità varie.

Venerdì pomeriggio carico la macchina, passo in stazione a raccattare Frank e la sua Colnago Master che sono arrivati in treno da Milano, e partiamo alla volta di Gaiole. Frank ha in programma di fare la 209km (la VERA eroica, quella che parti alle 5 di mattina e arrivi col buio dopo aver sacrificato la prostata al dio delle selle anni ’70) mentre io seguirò il team Faggin nella 75km, soprannominata #obbiettivoristori: l’idea è quella di pesarsi all’inizio e alla fine del giro e vedere chi è ingrassato di più. Già mi piace. #squadrascarsi style.

Arrivati a Gaiole mi accorgo di essermi auto-sabotato per l’ennesima volta: caricando la macchina ho dimenticato la ruota anteriore al parcheggio… e ora quella è la ruota anteriore di qualcun altro.

Due secondi più tardi la tenda è montata, quanto ci basta per schienare la prima bottiglia di rosso prontamente procurata dal buon Frank per farmi dimenticare della mia ruota anteriore, non ci rimane che scendere in centro, incontrare i veneti di Faggin e…*

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*Non ho ricordi della serata, so che nel cellulare avevo le seguenti foto: 6 bottiglie di chianti vuote, io con due panini col lampredotto, il bancone di un bar con sopra dei bicchieri da shot vuori, vari vodka tonic, video del rappresentante di una nota marca di tubi per telai che balla con altri uomini sotto un tendone, video di me che ballo sotto un tendone col rappresentate di una nota marca di tubi, la foto della mappa nel paese, la foto di una casa alcuni km fuori dal paese. Non so cosa sia successo, qualsiasi cosa sia avvenuta chiedo scusa ai Gaiolesi e alle autorità locali.

VENERDì 31 Settembre 2016 by Frank:
13:35 Partenza da Milano Centrale dopo aver mangiato un bagel tremendo al tonno al binario 25
15:38 Orario di arrivo previsto a Bologna centrale
15:58 Orario d’ arrivo reale
16:05 Carichiamo l’ ammiraglia e partiamo dimenticando una ruota (vedi Richard)
16:07 Partenza
17:08 Pausa tecnica offerta da Heineken
18:50 Arrivo a Gaiole
19:00 Richard realizza di aver dimenticato la rueda per strada a Bologna
19:04 Prendo una bottiglia di chianti al campeggio mentre Richard monta la tenda in 4 minuti netti ( picchetti inclusi)
19:20 Riporto il vuoto al bar del campeggio
19:30 Meeting in piazza a Gaiole con i fioi, Mr Faggin, il polacco
19:32 Bottiglia di chianti numero 2
20:00 Panino con lampredotto
20:15 Bottiglia di Chianti
21:00 Si ride si scherza, lasciamo la piazzetta di Gaiole e facciamo un giro per le bancarelle
21:40 Bottiglia numero 4. Incontriamo quello che lavora per la famosa ditta di tubi più il famoso telaista
22:30 Panino con brasato, alcuni porchetta, birretta per tutti, vino per alcuni
23:30 Vedi 20:15
24:00 Facciamo l’ ultimo unicum.  Il telaista va a coricarsi felice
SABATO 01 OTTOBRE
00:15 Disco night sotto il tendone (realizzo che i bolognesi hanno uno strano concept di ultimo)
00:30 Richard mette gli occhiali dello sponsor. Ovviamente sono occhiali da sole.
01:00 I bolognesi saltano da una parte all’altra della pista, mettono gli occhi su due locals…
01:30 Richard lascia la pista direzione tendopoli
01:31 Mi faccio tirare in mezzo fino al pub dove ci attende la nazionale inglese con canti che spaziano da Hey Jude a O’ sole mio….
01:40 Io e ” quello che lavora per l’ azienda di tubi” cantiamo Volare di Domenico Modugno
01.50 Birretta
02:48 Raggiungo l’ accampamento: oblio.

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Richard:
La mattina dopo mi sveglio con un forte mal di testa e lo stomaco in subbuteo. Non capisco la ragione, sta di fatto che la mattinata passa senza potersi allontanare più di 30 metri da un bagno utilizzabile. Mentre nel mio stomaco si gira un remake di Tremors con Kevin Bacon mi metto alla ricerca di una ruota anteriore in prestito (che recupererò grazie all’ottimo Guido, anche lui in arrivo per il weekend).

Mi riprendo lentamente dopo pranzo, Frank intanto è uscito a provare la bici.

Nel pomeriggio incontro Federico Stanzani di Columbus, il quale sta fotografando una bici da nulla, questa:

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Mi invita a provarla visti i trascorsi dell’anno scorso, e dopo un po’ decide che deve tornare allo stand Columbus e me la molla. Non ho mai fatto così tanti amichetti nuovi come quel pomeriggio con un tandem Cinelli Laser by Pesenti. Tutti rigorosamente maschi e sopra i 50.

Frank torna dal suo giro, si doccia e cominciamo a battere il paese alla ricerca di altri #fixiefamous. Incontriamo il buon Mattia “Legor” Paganotti con la sua Paganotti Classic che ha appena rischiato di vincere il concorso di bellezza ma è stata battuta perché sporca. Mattia si rifarà l’indomani chiudendo la 209km in meno di 10 ore. Iniziamo un tour de force di birrette e gossip ciclistici sotto la pioggia. L’Eroica è diventata mastodontica, con 8100 pettorine alla partenza quest’anno, e come tale è in grado di muovere interessi importanti e franchising in 4 continenti. Ma se vi raccontassi quello che ci siamo detti credo finirei a dormire coi pesci.

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Approfittando di una pausa nelle precipitazioni e ci fiondiamo in tenda. Frank sembra essere molto più preoccupato dalla combinazione migliore di calzini e jersey da scegliere piuttosto che dalla pioggia e la sveglia alle 4:00, e lo ammiro per questo. Credo sia l’effetto che ti fa vivere a Milano facendo il fotografo di moda.

SABATO 1 Ottobre 2016 by Frank:

08:20 Il mattino ha l’ oro in bocca. Mi sveglio ma provo a dormire ancora
08:40 Vado a fare una doccia
08:50 Cappuccio in cialda e torta della nonna al bar dell’accampamento
09:00 Petit commission
09:20 Giro per le bancarelle in cerca di un pezzo di ricambio. Scatto foto di qualità
09:25 Scatto foto e scopro che il primo logo Peugeot era simile al leone di Venezia. Cadono 10 bici eroiche ma io non centro
10:20 Bici apposto, Richard più o meno anche. Ritiro il pacco gara: dentro la borsa c’è un chianti….
10:40 Incontro Chiarito e la Napoli Gang.  Mi comunicano che in giro c’è Piero Pelù…“ a’capocchia”
11:00 mangio una focaccia con la mortadella.bevo un colino
11:05 Incontro il Polacco e bevo un espresso
11:15 incontro la Deus Gang e vengo omaggiato con un un jersey eroico
12:00 Visita allo stand Columbus,. Ammirazione del “magnifico tandem”

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14:00 Incontro Fuego e Antoine
14:30 Chiosco delle pappardelle con cinghiale. Io non mangio perché sono ancora sotto l’ effetto  focaccia con la mortadella. Becks time
14:45 Mi arriva un piatto di pappardelle e mangio…
15:40 Esco in bici per sfogare l’ istinto cinghiale che è forte in me.
15:50 Selfie time mit Go pro
16:20 Incontro due tedeschi di Stuttgard che hanno problemi con la bici. Non so come hanno fatto ma per cambiare la camera d’aria hanno arrotolato su se stesso il copertone. 10 Per originalità!
16:40 Gli do una camera d’ aria mia , gli rimonto tutto e gli gonfio la ruota. Spread the good Karma ( Mi hanno chiesto se volevo soldi, ho risposto di no, che mi bastava l’ orologio che aveva al polso (Panerai), grasse risate per l’Italiano!)
17:20 Ritorno all’ovile e mi doccio assieme a altri 9 maschi alfa.

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17:40 Guardo l’ arrivo del Lombardia e bevo un cokino
18:30 Ci aggiriamo per il mercatino e incontriamo un venditore Veneto che ha la bici di Argentin.
18:40 Birretta con il ragazzo che lavora per la famosa azienda di tubi.
18:58 Trancio di pizza con Richard
19:00 Incontriamo Legor, Gazzaniga , Ciclicorsa, e many more, e beviamo una birra artigianale che si chiama Bestemmia (questo è tutto vero)
19:20 Inizia a piovere, quindi ci ripariamo sotto il gazebo dello stand della birra Bestemmia. Legor beveva Gold Ale.
21:00 Altra birretta e decidiamo dove mangiare
21:30 Panino con Chianina proprio affianco alla pizza.
22:30 ci avviamo verso la tendopoli
22:34 Incontriamo Baroni, Marco e il regista al ristorante del campeggio. Ci uniamo e io mangio una coppa del nonno!
23:00 Lavaggio denti e faccia e via a dormire
23:10 Metto due sveglie, una alle 4:00 ed una alle 4:10

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Richard:

La mattina dopo, con Frank già partito da ore, la mia sveglia suona alle 7. Poi alle 7:30. Alle 8 decido che forse posso anche alzarmi, ma un sms del team Faggin/Tigers mi avverte che si stanno preparando adesso e conoscendo i loro tempi decido di concedermi un’altra mezz’ora. Sveglia, doppia colazione, tentativo di Hiroshima nel bagno del campeggio fallito, mi avvio alla partenza ad aspettare i Faggin. Quanto dura l’attesa? Diciamo che mentre aspettavo ho riordinato i pezzi di tutto il mercatino in ordine cronologico, ho tentanto ancora due volte di bombardare il sistema fognario di Gaiole, ho stretto amicizia con 3 collezionisti giapponesi imparando alcune frasi nella loro lingua (tipo una che fa più o meno così:”antano coto can gaete onani suru” da dire nei confronti di telai di particolare pregio), fatto un seconda colazione, riordinato il mercatino di Gaiole in senso alfabetico… quando stavo per iniziare una interessantissima lezione sulle congiunzioni per telai francesi dal 1918 al 1920 vedo all’orizzonte i ragazzi Faggin.

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Si parte! Polverizziamo ristoro dopo ristoro, quando non beviamo del vino ci assicuriamo di mangiarlo col pane, arriviamo Da Cecchini che quasi non abbiamo fame ma al primo assaggio “burro del Chianti” ci guardiamo negli occhi e pensiamo che per dimagrire e riportare i valori epatici nella norma c’è tutto l’inverno… approfitto della pausa prolungata dalla foratura del tubolare di Mike (che fora alla fine di 3 km di discesa, col supporto meccanico in cima alla collina) e finalmente guido l’Enola Gay verso il successo nella sua missione di distruzione di massa nel bagno del bar di fronte alla Macelleria. Qualcuno mugugna “portatemi via da qui” eci rendiamo conto ce l’unico modo di smettere di mangiare è muoverci.

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All’ultimo ristoro, quello della ribollita, siamo pronti per un abbonamento Herbalife con tanto di cartonato di Cristiano Ronaldo da tenere in camera. Chiudiamo la 75km in tutta scioltezza e con un accenno di diabete.

Torno in tenda, mi faccio una doccia e torno all’arrivo per accogliere il mio eroico compagno, ma di Frank nessuna traccia. Girano notizie di problemi meccanici, ma mi dico che è con Francesco Baroni (che è il meccanico di Deus cycleworks) e fiducioso lo aspetto. Vedo arrivare il buon Guido, e dopo tanti anni di pedalate insieme (ovvero dopo tanti anni di vederlo fresco e riposato giungere all’arrivo svariate ore prima di me. E di chiunque altro) per la prima volta lo vedo provato.

Comincia a fare buio quando finalmente Frank e Baroni si palesano. Commento al loro giro? “Mi fa male il culo”. Questo è lo spirito eroico!

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Accompagno Frank al campeggio, dove recupera vestiti puliti e un odore umano. Dopo alcune ore di interpretazione insieme ai miei nuovi amici giapponesi capisco come chiudere la tenda 2 secondi, carico la macchina e mi rimetto in viaggio.

DOMENICA 02 Ottobre by Frank:
00:18 Devo ancora addormentarmi
04:00 Mi sveglio, o forse ero già sveglio ed ho solo aperto gli occhi
04:08 Esco dalla tenda vestito, non fa freddo, un po’ umido,  forse età ancora piovigginando…

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04:15 Caffè e torta brioches al bar del campeggio
04:30 Sono in griglia di partenza, bevo un caffè in centro + petit commission

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04:50 Chiamo il mio compagno di merende per sapere dov’è.
05:00 Partenza. Dov’è Baroni? ( Chi vuole può andare direttamente alle 19:16 )
05:10 Partiamo

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05:40 Castello di Brolio
07:40 Radi Primo Ristoro ( tempo da Route Book) Incontriamo Gazzaniga. Mangio il pan col vino, panforte, e altri pan con….
08:40 Murlo. Primo timbro fatto. Proseguiamo
08:45 Inizio a vedere il problema meccanico. Nasce in me un clima di tensione.

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10:20 Buonconvento. Secondo timbro. Vado dal meccanico. Purtroppo non sono l’ unico ad avere problemi meccanici.1 Ora di coda perché lui non vuole prestarci la frugola Campagnolo per paura che gliela roviniamo.
11:20 Dopo aver atteso quasi un ora viene fuori che nonna la frugola da 7. Mi sembra che ci siamo. Martello e cacciavite e cerchiamo di aggiustare il problema.
11:30 Ripartiamo. Faccio la foto dell’albero. Scoprirò poi che anche Fabio di Ferrara ha fatto la stessa foto. Chissà quanti l’ avranno fatta…
11:50 Il problema rimane purtroppo.
12:40 Lucignano d’Asso. Non c’è un meccanico ma troviamo una cassetta degli attrezzi del muratore e con Mazzuolo e Cacciavite cerchiamo di andare avanti.
13:29 Ristoro, anche qui senza vino, e via. Che buono è il pane con la salsiccia e il pepe?

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14:50 Asciano: Coca cola con vista sul paese. Poi cibo vario e finalmente trovo il meccanico con la brugola del 7. Problema risolto! Rivoglio bene a tutti improvvisamente!
15:00 The awaking of the force!
16:50 Sesto timbro e ristoro. Non ci fermiamo molto, Mangiamo due noci o forse solo acqua e via
17:20 Gellino Clif Bar al lampone!

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18:09 Vagliagli Ultimo timbro fatto letteralmente in mezzo alla strada.
18:15 Un dannato camion carico di cassette d’ uva ci sta davanti sulla strada sterrata facendoci respirare gasolio di qualità
18:25 Mi incazzo e mi fermo. Petit commission
18:35 Riparto a tutta. La bici va che è una bomba e soprattutto tiene la strada da paura! Vittoria!
19:15 Arriviamo
19:17 Una bella mora ci chiede se vogliamo una birra. Sogno o son desto. Filippo ci allunga due birre, alla salute
19:28 Foto di rito a seguire medaglia e Vino Ero(t)ico.
19:45 Doccia con 16 maschi alfa.
20:30 Beviamo del vino e ceniamo a Gaiole
22:50 Saluti a tutti

Non so che ora fosse ma ho dormito come un bebè fino al giorno dopo.

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Insomma un’altra Eroica chiusa, un’altra bellissima esperienza su bellissime strade e con tanti personaggi stupendi e veramente “eroici”, come i distinti signori di mezza età che chiudono la 209 km su bici monomarcia del 1920.

Richard ringrazia: Un grosso ringraziamento a Francesco Dolfo per la compagnia, le bellissime foto e il romanticismo in tenda, a Guido per la ruota anteriore e le risate, a Mattia per essere Mattia, ai ragazzi di Deus, a Leica per il supporto tecnico, ai ragazzi del team Faggin Eroica (e ai miei fratellini deL Tigers BPC) per l’approccio sobrio al bere/mangiare, a Federico per i balli e per avermi fatto provare il Tandem Laser, ai locals per il calore e l’accoglienza e sopratutto a Oakley per aver reso possibile tutto questo.

Frank ringrazia: HIGH FIVE to Richard, Paolo, Filippo , Ale, Marco, Andrea, Mattia, Guido, Irene, Andrea, Carlo, Fuego, Antoine, Dario, Dario, Mike, Marco, Oakley, Deus, Vittoria, Leica Italia e Fontana Prorider per l’incoraggiamento.

Ci vediamo alla prossima, intanto guardatevi la gallery delle foto di Frank.

(Ma un bel report dai Caraibi non ce lo fate fare mai?)

 

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