From Divano to Red Hook – Episodio 18 (Barcelona)

Mr.Trimble (foto Redaschi)

Mr.Trimble (foto C.Redaschi)

La mia prima Red Hook per quest’anno è andata, per certi aspetti bene per altri male. La cosa importante è che è stato davvero emozionante e la tappa di Milano ormai è sempre più vicina. Ora vi racconto tutto!

(foto Pedro Gonzales)

(foto P.Gonzales)

Si inizia con il pre-party presso il negozio Dosnoventa dove con enorme piacere scopriamo che le birre sono gratis, fredde e a volontà, non si poteva partire meglio. E’ stato bello salutarsi, incitarsi e prendersi un po’ in giro, l’ambiente a me continua a piacere un sacco checché se ne dica. Dopo 5 Moritz da 33 a digiuno parte il trenino per cercare da mangiare, Dani-Tans guida il gruppo in bici e ci infiliamo in un ristorante 100 Montaditos dove si ordinano mini porzioni di tapas e altre stuzzicherie.

@Dosnoventa (foto Pedro Gonzales)

@Dosnoventa (foto P. Gonzales)

Arriva il giorno della gara, ma prima ci sono da fare le qualifiche. Sono nel gruppo 4 insieme al mio compagno di squadra Marco e ad alcuni amici/avversari con cui si discute sul da farsi. La formula è quella collaudata dei 10 minuti non cronometrati in cui ci si dispone nel modo più favorevole per affrontare i seguenti 15 minuti cronometrati dove bisogna cercare di fare il giro più veloce.

(foto Redaschi)

(foto E.Barbaro)

Il circuito è molto tecnico, molto guidato proprio come piace a me. Penso sia il circuito più bello su cui abbia corso fino ad ora se non fosse per quei cinque metri di dislivello a giro. Maledette salite.

Planimetria

Planimetria

Nei giri di riscaldamento vedo belli decisi i due ragazzi di Supernova, Zoli e Galvani, cosi decido di fidarmi e di mettermi in scia a loro.

(Foto Galliani)

(Foto S.Galliani)

Parte il giro lanciato, riesco a tenere bene le ruote e nella salitella finale sprinto per prendere l’ultima curva in testa, frenata decisa, piega al limite e ripartenza quasi da fermo alla massima potenza per concludere il giro

(foto C. Redaschi)

(foto C. Redaschi)

Piega all'hairpin

Piega all’hairpin

Mi restano ancora una decina di minuti da poter sfruttare per fare un secondo tentativo, allora mi fermo dal mio meccanico nonché costruttore PONC e mi faccio girare la ruota passando dal 50/14 ad un “single shoot e prega di non piantarti” 50/13. Al giro successivo mi lancio ma trovo traffico nella chicane e poi quel rapporto era davvero un azzardo, non riesco a spingerlo.

Rientro ai box e mi viene detto che ho il primo tempo parziale, ottimo!

Classifica provvisoria dopo 4 turni di qualifiche

Classifica provvisoria dopo 4 turni di qualifiche

Al termine delle qualifiche sono trentaseiesimo, un risultato sopra le aspettative che mi mette davvero di buon umore. Assisto con entusiasmo ad una “last chance race” combattuta con nomi di primo piano a darsi battaglia per entrare in finale. Vedo partire anche la gara donne e so che tra poco sarà il mio turno, bevo una media per rilassarmi e inizio a cambiarmi.

Rachele Barbieri prima italiana a vincere una Red Hook (foto C. Redaschi)

Rachele Barbieri prima italiana a vincere una Red Hook (foto C. Redaschi)

Eseguo un riscaldamento classico con una progressione e delle accelerazioni massimali, il clima è caldo in tutti i sensi, la tensione sale e questo mi ha sempre aiutato in passato, ho un’occasione per testare la mia condizione con gli atleti più forti del settore.

Warm-Up (foto C. Redaschi)

Warm-Up (foto C. Redaschi)

La mia piazzola sulla griglia di partenza è all’estrema sinistra, proprio dove avrei sperato vista la lunga curva discendente verso destra subito dopo la partenza. Ormai è tutto pronto, entro in modalità “Race”: un mix di eccitazione e freddezza allo stesso tempo. Count-down, tre bei respiri profondi e si parte! Aggancio subito il pedale, scatto in avanti superando una fila intera, inizia la curvona, tengo il gomito sinistro sulle transenne e con il destro tento di trovare spazi per passare, entro nella chicane e devo frenare fortissimo per non tamponare l’ingorgo di carne e metallo che ho davanti, destra, sinistra, sinistra e via a tutta su per la salitella. Vedo i primi che iniziano a skiddare, io tiro ancora quattro pedalate a tutta e sorpasso altri 2 riders, mi butto all’interno e inizio a frenare più che posso, sono al limite ma rimango in traiettoria e inizio a piegare e poi… BOOM!!!

(foto C. Redaschi)

(foto C. Redaschi)

Vedo una bici scivolare sotto la mia e vengo travolto da un collega che va dritto per la tangente, cado ma non sento niente, mi rialzo di slancio, corro verso la PONC schivando gli altri riders e riparto. Penso di essere attorno alla sessantesima posizione, c’è il tempo per provare a recuperare, ma dopo mezzo giro inizia a farmi male la mano e ogni minuto che passa fa sempre più male. Non c’è nulla da fare, metto la freccia e mi fermo ai BOX.

(foto C.Redaschi)

(foto C.Redaschi)

Alla fine vince sempre lui, sento il suo nome gridato dallo speaker mentre io trattengo la mie, di grida, durante la pulizia delle ferite. È andata cosi, non sono troppo triste, e sono sicuro che il post-party allieterà la situazione.

In ogni caso, tra tutte le cose poco carine che mi sono successe tipo: caduta provocata da un altro, portafoglio rubato, aria condizionata dell’hotel rotta ecc. la cosa che mi dà di gran lunga più fastidio è che la telecamerina non ha registrato la gara. Per questo non c’è rimedio.

situazione dopo una settimana

situazione dopo una settimana

Torno da Barcellona con tanta esperienza accumulata, so in cosa sono forte e ho capito dove devo migliorare ancora, ormai manca meno di un mese a Milano, la fine di questo percorso che sento di aver fatto un po’ insieme ad ognuno di voi. Ora arriva un periodo ricco di criterium, correrò tutti i week end, a volte anche due gare di fila e probabilente anche un giovedi al Lambro, insomma, ci darò dentro. Nell’episodio 19 parlerò delle ultime crit e del test che non ho potuto fare nel mese scorso e che recupererò prossimamente. Ci si vede alle gare!

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