Squadra Scarsi vs Tuscany Trail – Episodio 4: La sfiga autoindotta

Squadra Scarsi vs Tuscany Trail

Il giorno della partenza si avvicina e con esso anche quel malefico imbecille dei ciclone Valchirie che ha appena preso il posto del molto più simpatico anticiclone Ugolino. Per inciso, il ciclone Valchirie è ciò che a detta dei meteorologici rovinerà a tutti, nessuno escluso, il ponte del 2 giugno. Ma fosse solo quello il problema…

Queste le previsioni a Massa, da dove il Tuscany Trail partirà il 2 giugno:

Il ciclone Valchirie. Ugolino we miss you!

(Mi chiedo nel frattempo chi sia quella persona incaricata di dare un nome agli eventi meteorologici. O si tratta piuttosto del frutto del lavoro di una squadra di abili pensatori? Chessò… 6, 7, 8 persone, scienziati, generali dell’aeronautica militare, top managers e sbirulini vari che si riuniscono finché finalmente dopo ore ed ore di brainstorming e spremimento di meningi qualcuno se ne salta fuori: “…UGOLINO!” e gli altri rispondono in coro: “genio!”.)

Sembra quindi che il meteo non sarà dalla nostra parte e la cosa ovviamente un po’ scoccia dal momento che siamo nuovi a trail e percorsi di questo genere, carattere ed intensità e l’idea di farli sotto l’acqua non suona particolarmente allettante. Ma se è questo che si dovrà fare, che dobbiamo fare… lo faremo, o almeno ci si prova dai.

La nostra (scarsa) preparazione a questo evento è stata costellata da un turbinio di sfighe principalmente di natura tecnica e meccanica che però potrebbe risultare un po’ noioso elencare una ad una. Ringrazio a questo proposito il buon Vanes di Bike World Extreme che si è preso a cuore la mia causa e si è scapicollato per farmi avere la bici in tempo, per avermi procurato una ruota di cortesia e per avermi conseguentemente salvato la vita. (Se vogliamo considerare come “salvare la vita” il permettermi di andare a fare 600km in Appennino sotto la pioggia… Punti di vista).

Il succo della questione fondamentalmente è che è da una settimana che sono senza bici, se tutto va bene mi dovrebbe arrivare giusto prima della partenza e non avrò modo di provarla per più di una manciata di km, e anche le borse dovrebbero arrivare in zona Cesarini. (A proposito: ne approfittiamo per ringraziare i ragazzi di Miss Grape per l’amichevole supporto e per esserci corsi in aiuto nonostante il nostro… beh… il nostro essere noi.) Una volta arrivate non rimarrà che riempirle, sperare che ci stia tutto, sperare di avere tutto, montare tutto e sperare che regga tutto. Nel frattempo nel gruppo ufficiale di Facebook la gente è già da due settimane che pubblica foto dei set-up e delle bici ultratecniche e ultra equipaggiate. Squadra Scarsi, invece è sempre indietro, tanto in gara quanto nella preparazione di essa. Anche solo per una semplice questione di coerenza.

Ma d’altronde non possiamo essere di certo incolpati per la nuvoletta di sfiga che ci aleggia fantozzianamente attorno, o mi sbaglio? Sì e no. Ci ho un po’ riflettuto ed effettivamente ci potrebbe essere una correlazione positiva tra le avarie meccaniche e logistiche che quasi quotidianamente ci affliggono e la nostra attitudine spontanea, a volte ingenua ed incosciente e a volte direttamente cazzona, la nostra propensione alle soluzioni fai-da-te e low-cost, all’utilizzo di materiali di recupero o più spesso, diciamocelo, alle poracciate direttamente.

Potrebbe, sì.

Ma d’altronde non è questo il miglior modo per imparare e crescere? Probabilmente non lo è, probabilmente nella vita vincono le persone metodiche e precise, organizzate, coscienziose ed orientate al futuro. Magari un giorno, quando saremo grandi, diventeremo così. Per adesso ci accontentiamo di prendere le cose come vengono e goderci quei piccoli brividi di adrenalina che solo l’essere totalmente in balia degli eventi può regalarti. La cosa importante alla fine è uscire, mettere il culo sulla sella, sudare, divertirsi, delirare in preda alle endorfine e alla fine andare a dormire stanchi morti, con una manciata di birre nello stomaco e col sorriso stampato in faccia.

E non dimentichiamo che quando le aspettative sono già basse non si rischia di deludere nessuno, e alla fine tutti sono felici.

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L’ape motivatrice di squadra scarsi

Tuscany Trail, arriviamo!

 

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